Nuova emergenza sanitaria in Perù: quattro vittime per la sindrome di Guillain-Barré
a cura della redazione EsteriUna nuova emergenza sanitaria spaventa il Perù. Tre anni dopo l’incubo della pandemia da Covid-19 il governo di Lima ha dichiarato un piano d’azione per affrontare la dilagante sindrome di Guillain-Barré, una malattia rara che colpisce il sistema nervoso. Che ha già causato quattro vittime e che sembra essersi diffusa massicciamente proprio dopo il Covid.
I casi in Perù
Tra gennaio e luglio il ministero della Salute ha registrato oltre 180 casi, con 18 dei 24 dipartimenti del Paese che hanno segnalato almeno un individuo affetto dalla sindrome. Sebbene la neuropatia risulti quasi sempre trattabile, “l’insolito aumento” ha spinto il governo a dichiarare l’emergenza nazionale per 90 giorni. Un periodo durante il quale il ministero e l'Istituto superiore d…
Una nuova emergenza sanitaria spaventa il Perù. Tre anni dopo l’incubo della pandemia da Covid-19 il governo di Lima ha dichiarato un piano d’azione per affrontare la dilagante sindrome di Guillain-Barré, una malattia rara che colpisce il sistema nervoso. Che ha già causato quattro vittime e che sembra essersi diffusa massicciamente proprio dopo il Covid.
I casi in Perù
Tra gennaio e luglio il ministero della Salute ha registrato oltre 180 casi, con 18 dei 24 dipartimenti del Paese che hanno segnalato almeno un individuo affetto dalla sindrome. Sebbene la neuropatia risulti quasi sempre trattabile, “l’insolito aumento” ha spinto il governo a dichiarare l’emergenza nazionale per 90 giorni. Un periodo durante il quale il ministero e l'Istituto superiore di sanità (Ins) si occuperanno dell’attuazione di alcune misure atte ad arginare il contagio e a garantire cure adeguate alle persone colpite.
Per evitare l’insorgere di gravi complicanze, soprattutto di natura respiratoria, la malattia va riconosciuta e curata in tempi stretti. Il piano d’intervento, per cui è stato fissato un budget di oltre 3 milioni di dollari, prevede quindi azioni specifiche tra cui la sorveglianza epidemiologica, l'indagine e il controllo dell'aumento dei casi, l’acquisto di immunoglobuline e albumina umana per le cure, il rinforzo dei trasporti aerei per eventuali pazienti in condizioni critiche. In parallelo verrà avviata una campagna informativa per preparare la popolazione e il personale sanitario sul tema.
I sintomi della sindrome di Guillain-Barré
La sindrome di Guillain-Barré comporta che il sistema immunitario dell'organismo attacchi parte del sistema nervoso periferico. I primi campanelli d’allarme che segnalano un possibile contagio sono formicolio agli arti, debolezza fisica e difficoltà a camminare. Se non intercettato il disturbo degenera fino a causare alterazioni del ritmo cardiaco, e nei casi peggiori paralisi dei muscoli respiratori e facciali.
Per l’Istituto superiore di Sanità italiano la sindrome è uno dei possibili eventi avversi di natura neurologica legata ai vaccini antinfluenzali, in particolare a quelli contenenti il ceppo H1N1.
“Un aumento dell'incidenza della sindrome di Guillain-Barré fu rilevato negli Stati Uniti dopo la vaccinazione antinfluenzale effettuata durante la pandemia di influenza suina del 1976-1977, ma successivamente il rischio è stato stimato come più modesto o nullo (meno di 1 caso per milione di vaccinazioni supplementari)”, riposta il sito dell’Iss.
I legami con il Covid
A rendere il quadro ancora più inquietante sono gli studi che individuano una correlazione tra la diffusione della Guillain-Barré e quella del virus da Covid-19. Già nel 2022 un gruppo di medici italiani pubblicava i risultati di una ricerca, realizzata in 14 ospedali, secondo cui in presenza dell'infezione da Sars-CoV-2 aumentava il rischio di sviluppare la sindrome che sta bloccando il Perù. L'infezione da Covid era stata infatti riscontrata in oltre la metà dei pazienti affetti da Guillain-Barré.
E il decreto emanato sabato avverte di un altro aspetto che complica la situazione: il picco di contagi “influisce negativamente sulla continuità dei servizi sanitari, poiché non ci sono risorse strategiche sufficienti per rispondere al volume e alla complessità dei casi nelle strutture sanitarie".