Francia in apprensione per il piccolo Émile: il bimbo di 2 anni e mezzo scomparso nel nulla
di Benedetta PerilliSempre più gendarmi e volontari coinvolti, per un totale di 800 persone, e sempre più mirate le ricerche del piccolo Émile, due anni e mezzo, scomparso dall’abitazione in montagna dei nonni materni – dove era appena arrivato per trascorrere le vacanze estive – lo scorso sabato 8 luglio mentre giocava in giardino.
Una vicenda che tiene la Francia con il fiato sospeso e che ad alcuni ricorda il caso Grégory, il bambino scomparso nel giardino del suo chalet in montagna nel 1984 e ritrovato morto poche ore dopo con mani e piedi legati in un canale del dipartimento dei Vosgi. Il piccolo di 4 anni fu assassinato e ancora oggi – tra lettere e telefonate anonime – si attende di sapere chi fu l’autore dell’infanticidio più mediatico della storia del Paese.
Sempre più gendarmi e volontari coinvolti, per un totale di 800 persone, e sempre più mirate le ricerche del piccolo Émile, due anni e mezzo, scomparso dall’abitazione in montagna dei nonni materni – dove era appena arrivato per trascorrere le vacanze estive – lo scorso sabato 8 luglio mentre giocava in giardino.
Una vicenda che tiene la Francia con il fiato sospeso e che ad alcuni ricorda il caso Grégory, il bambino scomparso nel giardino del suo chalet in montagna nel 1984 e ritrovato morto poche ore dopo con mani e piedi legati in un canale del dipartimento dei Vosgi. Il piccolo di 4 anni fu assassinato e ancora oggi – tra lettere e telefonate anonime – si attende di sapere chi fu l’autore dell’infanticidio più mediatico della storia del Paese.
La scomparsa di Émile
Occhi marroni, capelli biondi, i vicini hanno dichiarato di aver visto Émile mentre con indosso dei pantaloncini bianchi camminava per il sentiero che scende dal villaggio nei pressi di Vernet, nella regione delle Alpi dell’Alta Provenza. Nessuno però lo ha fermato.
Il comune è tristemente noto alla stampa francese e internazionale per essere stato il luogo di un efferato omicidio nel 2008 – a morire fu il gestore del bar del paese – e soprattutto per rientrare nell’area dove nel 2015 il pilota della Germanwings fece schiantare il volo che conduceva portando alla morte 150 persone.
Al terzo giorno di ricerche, la zona impervia non rende facili le operazioni dei gendarmi e delle unità cinofile che ora lottano contro il tempo nel tentativo di ritrovarlo. E anche i residenti del paese iniziano a essere ascoltati dagli inquirenti.
La pista dell’incidente stradale
Mentre per il procuratore, Remy Avon, "tutte le ipotesi restano in piedi, nessuna è privilegiata e nessuna è esclusa", la stampa locale insiste nelle ultime ore sulla possibilità di un incidente stradale nel quale il piccolo sarebbe rimasto coinvolto.
In particolare è il quotidiano La Provence a parlarne, spiegando che si potrebbe trattare di “un incidente che si cerca di coprire”. Il passaggio di automobili e mezzi agricoli nell’area è molto ridotto e secondo alcune fonti vicine alla gendarmeria qualcuno avrebbe potuto investire il piccolo e poi aver nascosto il corpo.
Le ricerche e il messaggio della madre
"Le ricerche proseguono ma adotteremo il dispositivo per renderle più mirate e selettive", ha spiegato il prefetto, Marc Chappuis, dopo 48 ore di operazioni sul territorio del villaggio di 125 abitanti. "In concreto - ha precisato - sospendiamo le battute e dispieghiamo mezzi specializzati alla ricerca di tracce e indizi".
La zona è stata perlustrata da decine di gendarmi, aiutati da volontari e da un elicottero che ha diffuso un messaggio vocale della madre, in un perimetro di 5 chilometri attorno al casale dei nonni di Émile. "In 48 ore - ha spiegato il prefetto - il bambino sarebbe stato trovato all'interno di questo perimetro". A partire da oggi, la zona sarà "transennata a tutte le persone che non vi abitano".
La famiglia numerosa
Al momento non sono state date informazioni su chi si trovasse in casa quando Émile si è allontanato. La madre del bambino è la maggiore di dieci fratelli e sorelle, alcuni dei quali appena adolescenti.
Gli inquirenti lavorano anche sulle celle telefoniche che hanno agganciato la zona a partire da sabato pomeriggio oltre ad aver perlustrato tutte le abitazioni dell’area che in questo momento è colpita da un’ondata di calore, elemento che rende ancora più difficile la sopravvivenza senza acqua e senza cibo.
Al numero diffuso per segnalare eventuali avvistamenti sono state ricevute oltre 500 chiamate, erano per lo più di volontari che si offrivano di aiutare nelle ricerche.