“Faccio una strage”, “Sputiamo sui mendicanti”: le vecchie frasi razziste che imbarazzano la leader dell’estrema destra finlandese Riikka Purra, alleata di Meloni
di Daniele Castellani PerelliQuei “negri che vendono Vuitton false sulle Ramblas”. E: “C’è qualcuno che vuole andare a sputare sui mendicanti e menare i bambini negri a Helsinki?”. O anche: “Se mi dessero una pistola, ci sarebbero cadaveri sul treno dei pendolari”. Parole scritte online da una persona “piena di odio e rabbia pura”, come lei stessa ammetteva allora. Una persona che – era il 2008 – si firmava “riikka” nei commenti che postava sul blog di Jussi Halla-aho, controverso allora capo del suo partito di estrema destra. “Riikka” come la vicepremier e ministra delle Finanze finlandese Riikka Purra, l’attuale leader di quella formazione, il Partito dei Finlandesi, che oggi, quando qualcuno ha fatto riemergere dal profondo di internet quelle parole, ha dovuto chiedere scusa. Mentre le opposizioni domandano le sue dimissioni.
Quei “negri che vendono Vuitton false sulle Ramblas”. E: “C’è qualcuno che vuole andare a sputare sui mendicanti e menare i bambini negri a Helsinki?”. O anche: “Se mi dessero una pistola, ci sarebbero cadaveri sul treno dei pendolari”. Parole scritte online da una persona “piena di odio e rabbia pura”, come lei stessa ammetteva allora. Una persona che – era il 2008 – si firmava “riikka” nei commenti che postava sul blog di Jussi Halla-aho, controverso allora capo del suo partito di estrema destra. “Riikka” come la vicepremier e ministra delle Finanze finlandese Riikka Purra, l’attuale leader di quella formazione, il Partito dei Finlandesi, che oggi, quando qualcuno ha fatto riemergere dal profondo di internet quelle parole, ha dovuto chiedere scusa. Mentre le opposizioni domandano le sue dimissioni.
Il precedente delle dimissioni di Junnila
Il 2 aprile il Partito dei Finlandesi – formazione sovranista, euroscettica e xenofoba alleata di Fratelli d’Italia a Strasburgo nel gruppo Ecr – è stato la grande sorpresa delle elezioni di Helsinki. Sono arrivati secondi, con il 20,1%, e sono così entrati nel governo guidato da Petteri Orpo, un moderato europeista il cui Partito di Coalizione Nazionale fa parte del Ppe. Si sono presi ben sette ministeri, e a Purra è andato un ministero di peso, le Finanze appunto. Ora però quell’alleanza tanto chiacchierata è già in difficoltà. Prima, due settimane fa, si è dovuto dimettere Vilhelm Junnila, ministro dell’Economia, per dei commenti filonazisti del passato (Heil Hitler vari, svastiche e la proposta di “aborti climatici” per fermare il cambiamento climatico e l’immigrazione dall’Africa). E ora a finire nella bufera è proprio Purra, l’artefice della vittoria elettorale, la donna che ha riportato con abilità al governo un partito sempre in bilico tra le pulsioni fasciste di militanti e dirigenti e il tentativo di crearsi un’immagine rispettabile, più rassicurante.
I commenti di Purra del 2008
Ma ecco che il passato torna a bussare. Purra non ha avuto nemmeno la forza di negare quei commenti. Troppo evidente che quella “riikka” del 2008 è lei. I media nazionali hanno analizzato i due profili, e combaciano. Nello stesso giorno in cui Riikka Purra, nell’agosto del 2008, era a Barcellona per parlare a una conferenza sul multiculturalismo, l’utente “riikka” scriveva sul blog: “Saluti da Barcellona. Non ci sono problemi allarmanti di immigrazione qui. I negri vendono Vuitton false sulle Ramblas”. A giugno 2008 aveva invece scritto: “Oh, abbiamo avuto un altro bell’episodio di razzismo civile oggi al piano terra di McDonald’s, dove il nostro bambino mangiava le Nuggets dell’Happy Meal e al tavolo vicino una famiglia somala con un indice di massa corporea +30 mangiava le proprie”. A gennaio di quell’anno aveva invece chiesto ai suoi lettori: “Sapete cosa significa ‘the reeds rustle’? È il suono che fanno questi personaggi più scuri quando ti passano vicino sulle scale mobili o in ascensore o chissà dove. Non è un fischio, ma un fottuto sibilo tra i denti. E più voglioso è Abdullah e più saliva ne viene fuori”.
Istigazione alla violenza
Dalle parole imbarazzanti (come un gioco di parole filonazista o anche “scimmie turche”, e qui per fortuna Erdogan ha già approvato l’ingresso della Finlandia nella Nato, sennò chissà a quando sarebbe stata rimandata) si passa alle minacce e all’istigazione alla violenza: “C’è qualcuno che vuole andare a sputare sui mendicanti e menare i bambini negri a Helsinki?”, “Se mi dessero una pistola, ci sarebbero cadaveri sul treno dei pendolari”. “Sono così piena di odio e di rabbia pura che sto per sciogliermi sulla sedia – ammetteva “riikka” stessa – Santo cielo, che cosa stai facendo alla mia psiche, Islam?”.
In Finlandia lo scandalo è scoppiato e Purra si è scusata per i suoi “stupidi commenti fatti 15 anni fa” e per “il danno e lo sdegno che hanno comprensibilmente causato”: “Non sono una persona perfetta, ho fatto degli errori”. Così ha aggiunto su Twitter: “I miei messaggi arrabbiati sono solo messaggi arrabbiati, nient’altro. Non accetto e non ho mai accettato alcun tipo di violenza”. Poi ha detto che si sentiva “frustrata e senza speranza” sull’immigrazione in Finlandia: “Per esempio per le molestie e i crimini sessuali contro le donne e per la disuguaglianza nelle pratiche dell’Islam”. Infine ha chiesto di essere giudicata non per quanto abbia scritto in passato ma per le azioni di parlamentare, leader di partito e di ministro. “Non mi passa per la testa di dimettermi o dispiacermi per qualcosa che ho fatto o detto decenni fa”, ha spiegato infine sul suo blog.
Le richieste di dimissioni
Le opposizioni hanno condannato i commenti di Purra del 2008. I Verdi hanno detto che frasi del genere non sono compatibili con il ruolo di ministro delle Finanze. Antti Lindtman, presidente dei socialdemocratici e candidato alla successione di Sanna Marin alla leadership del partito, si è chiesto allora, visto che la vicepremier non ci pensa proprio a dimettersi, “quale sia la politica del governo sui discorsi d’odio e sul razzismo”.
Aspettando Biden
E pure dal Partito di Coalizione Nazionale di Orpo qualcuno ha preso le distanze. D’altronde il premier sta facendo il possibile per rassicurare l’Europa sulla presenza dell’estrema destra nel suo governo, proprio in una fase in cui a Strasburgo si valuta la possibile alleanza futura tra popolari e ultraconservatori. Al vertice di Vilnius la ministra degli Esteri Elina Valtonen e il presidente Sauli Niinistö hanno dovuto commentare imbarazzati le frasi di Purra. E intanto giovedì arriva Joe Biden a Helsinki. Chissà se dovrà stringere la mano alla vicepremier che scriveva parole d’odio contro “negri” e musulmani.