La Corea del Nord lancia un missile balistico intercontinentale verso il Giappone: “Prepararsi a imprevisti”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Sceglie sempre il tempismo “perfetto” Kim Jong-un. Dopo aver minacciato nei giorni scorsi gli Stati Uniti di abbattere gli aerei di sorveglianza americani accusati di condurre incursioni sul territorio del suo Regno eremita, arriva l’ennesimo lancio - un sospetto missile balistico intercontinentale - proprio mentre Usa, Giappone e Corea del Sud si devono incontrare a Vilnius al vertice Nato per discutere, anche, delle minacce di Pyongyang.
E proprio mentre il generale Mark A. Milley, dello Stato Maggiore degli Stati Uniti, stava terminando un incontro trilaterale con le sue controparti sudcoreane e giapponesi alle Hawaii.
Il missile a lungo raggio ha volato per mille chilometri in 74 minuti: il più lungo tempo d…
PECHINO - Sceglie sempre il tempismo “perfetto” Kim Jong-un. Dopo aver minacciato nei giorni scorsi gli Stati Uniti di abbattere gli aerei di sorveglianza americani accusati di condurre incursioni sul territorio del suo Regno eremita, arriva l’ennesimo lancio - un sospetto missile balistico intercontinentale - proprio mentre Usa, Giappone e Corea del Sud si devono incontrare a Vilnius al vertice Nato per discutere, anche, delle minacce di Pyongyang.
E proprio mentre il generale Mark A. Milley, dello Stato Maggiore degli Stati Uniti, stava terminando un incontro trilaterale con le sue controparti sudcoreane e giapponesi alle Hawaii.
Il missile a lungo raggio ha volato per mille chilometri in 74 minuti: il più lungo tempo di volo mai compiuto da un missile nordcoreano finora. Andando poi a cadere in mare al di fuori della Zona economica esclusiva giapponese, senza causare danni.
"Condanniamo fermamente il lancio come un grave atto provocatorio che danneggia la pace e la stabilità della penisola coreana e della comunità internazionale ed è una chiara violazione delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", dichiara lo Stato Maggiore della Corea del Sud.
Dalla Lituania, dove sta partecipando al vertice della Nato, il presidente Yoon Suk-yeol ha convocato una riunione d'emergenza del suo consiglio di sicurezza nazionale. “La sicurezza dell’Atlantico e del Pacifico non possono essere separate”, dice il presidente da Vilnius.
Il premier giapponese Fumio Kishida e Yoon dovrebbero incontrarsi oggi a margine del vertice Nato. Il governo di Tokyo ha dichiarato che è previsto anche un vertice con Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Il Segretario di Gabinetto Hirokazu Matsuno, portavoce del governo giapponese, afferma che la Corea del Nord ha già la tecnologia per colpire il Giappone con missili balistici ad armamento nucleare.
Quello di oggi è il primo lancio dallo scorso 15 giugno, quando Pyongyang sparò due missili balistici a corto raggio. Da mesi, tuttavia, il regno di Kim non pubblica foto o dettagli dei suoi lanci. L'ultima volta che i media statali hanno reso pubblico un lancio è stato dopo il test di un missile balistico intercontinentale a combustibile solido, lo Hwasong-18, in aprile.
Essendo alimentato a combustile solido, lo Hwasong-18 accorcia di parecchie ore i preparativi per un attacco. L'avanzamento della Corea del Nord dall'Hwasong-17 dell'anno scorso all'Hwasong-18 di quest'anno suggerisce che il suo programma missilistico sta facendo progressi.
Commentando il lancio di aprile, molti analisti si sono detti convinti che i missili nordcoreani possono volare abbastanza lontano da colpire obiettivi ovunque negli Stati Uniti e che il Paese ha probabilmente già sviluppato testate nucleari che possono essere montate sui razzi.
Ci sono ancora molte incognite, però. Non è chiaro che tipo di carico fosse coinvolto nei test degli ultimi mesi. Il peso del carico utile influisce sulla distanza che un missile può percorrere, quindi senza questa informazione gli analisti non possono conoscere con certezza la portata effettiva del missile. In più, rimangono dubbi - al di là della fanfara propagandistica di Pyongyang - sulla precisione e la tecnologia usata dai nordcoreani.
Non è ancora chiaro infatti se una testata nucleare nordcoreana possa sopravvivere al rientro nell'atmosfera terrestre: un processo che deve essere eseguito con precisione millimetrica e con materiali in grado di resistere all'immenso calore generato.