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Dal G7 nuovi aiuti a Kiev: firmato il protocollo per garantire assistenza militare ed economica

Il presidente americano Joe Biden e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky

 (afp)
Dopo la delusione di Zelensky per il mancato invito a entrare nella Nato, la direttrice per l’Europa del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Amanda Sloat conferma il sostegno dell’Occidente all’Ucraina
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VILNIUS - Dopo l’impegno preso dalla Nato a far entrare l’Ucraina, seppure con tempi e modi ancora da definire, i Paesi del G7, Italia inclusa, firmano oggi un protocollo per garantire a Kiev l’assistenza militare ed economica di cui ha bisogno per respingere l’invasione russa e assicurare la sua sicurezza futura.

Lo ha annunciato la direttrice per l’Europa del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Amanda Sloat, parlando con i giornalisti. Così si completa l’impianto pensato dai diplomatici occidentali per lanciare a Putin il chiaro messaggio che non potrà mai vincere la guerra illegale e ingiustificata che ha scatenato, e non può sperare nella stanchezza dei suoi avversari per prevalere.

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VILNIUS - Dopo l’impegno preso dalla Nato a far entrare l’Ucraina, seppure con tempi e modi ancora da definire, i Paesi del G7, Italia inclusa, firmano oggi un protocollo per garantire a Kiev l’assistenza militare ed economica di cui ha bisogno per respingere l’invasione russa e assicurare la sua sicurezza futura.

Lo ha annunciato la direttrice per l’Europa del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Amanda Sloat, parlando con i giornalisti. Così si completa l’impianto pensato dai diplomatici occidentali per lanciare a Putin il chiaro messaggio che non potrà mai vincere la guerra illegale e ingiustificata che ha scatenato, e non può sperare nella stanchezza dei suoi avversari per prevalere.

La speranza è che queste misure convincano finalmente il Cremlino ad avviare un serio negoziato per chiudere il conflitto, che sta dando i risultati opposti rispetto a quelli che si era prefisso.

Sloat ha spiegato che l’evento del G7 avverrà a conclusione della giornata, dopo che si sarà tenuta la prima riunione del Consiglio Nato-Ucraina, e il presidente Biden avrà incontrato per un colloquio bilaterale il collega Zelensky. Ieri il leader di Kiev si era lamentato perché il comunicato finale del vertice Nato di Vilnius non conteneva un invito per entrare nell’Alleanza e una data precisa.

Il testo però diceva che “il futuro dell’Ucraina è nella Nato”, confermando quindi l’impegno preso a Bucarest nel 2008 per ammetterla. Nello stesso tempo chiariva che ciò avverrà “quando le condizioni necessarie saranno soddisfatte”. Con questo intendeva la fine del conflitto, perché altrimenti l’ingresso di Kiev obbligherebbe l’Alleanza ad entrare in guerra contro la Russia, in base al dettato dell’Articolo V, ma anche una serie di riforme democratiche da completare.

Zelensky aveva protestato perché era ovvio farlo nella sua posizione, ma in realtà ha ottenuto un impegno ad ammettere il suo paese e un nuovo pacchetto di aiuti economici e militari. Oggi questa strategia si completa con il passo compiuto dai G7, che secondo Sloat "consentirà poi ad ogni Paese di determinare su base bilaterale l’entità dei suoi aiuti.

L’accordo però verrà stipulato in maniera da avere un effetto di lungo termine”, e quindi gli impegni dei membri del G7 non verranno meno, anche se cambiassero i loro governi.

Questo vale pure per gli Stati Uniti, nel caso in cui Trump dovesse rivincere le elezioni presidenziali del prossimo anno. Anche l’Italia parteciperà all’iniziativa, come parte del gruppo dei sette paesi più industrializzati al mondo.

Sloat ha sottolineato poi la necessità da parte di tutti i membri della Nato di aumentare le spese nella difesa: "L’impegno preso ad investire il 2% del pil verrà ora considerato la base, non il tetto di questa iniziativa”. L’Italia non ha mai raggiunto tale soglia, e sostiene di non avere le risorse per farlo subito, ma punta comunque ad arrivarci nei prossimi anni, anche perché l’invasione ordinata da Putin ha dimostrato la necessità di rafforzare la nostra protezione militare.

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