Missili, tank e pallottole: il bottino di Zelensky a Vilnius. Ma il contributo dell’Italia resta segreto
di Floriana BulfonNon è stata come Amazon, termine invocato in modo sarcastico dal ministro britannico Ben Wallace per criticare le pretese di Kiev, ma la Nato nel vertice di Vilnius ha deciso di consegnare all’Ucraina un'altra ondata di aiuti militari rilevanti per qualità e quantità. Sono strumenti pensati per sostenere la controffensiva in corso da inizio giugno e allo stesso tempo allungare il raggio d’azione dell’arsenale destinato a colpire le forze russe.
Washington come al solito è il donatore più abbondante: 32 mezzi cingolati Bradley ripianeranno le perdite subite dagli ucraini nell’ultimo mese assieme ad altrettante autoblindo Stryker. Ci saranno 31 obici da 155 millimetri e una scorta di munizioni di questo calibro. Nuovi rinforzi di vecchi missili terra-aria Sparrow, armi made in Usa che verranno inserite sopra semoventi d’origine sovietica. E poi missili antiaerei Stinger e controcarro, unendo ai Javelin i datati Tow. E ancora ben 28 milioni di pallottole per armi leggere.
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Non è stata come Amazon, termine invocato in modo sarcastico dal ministro britannico Ben Wallace per criticare le pretese di Kiev, ma la Nato nel vertice di Vilnius ha deciso di consegnare all’Ucraina un'altra ondata di aiuti militari rilevanti per qualità e quantità. Sono strumenti pensati per sostenere la controffensiva in corso da inizio giugno e allo stesso tempo allungare il raggio d’azione dell’arsenale destinato a colpire le forze russe.
Washington come al solito è il donatore più abbondante: 32 mezzi cingolati Bradley ripianeranno le perdite subite dagli ucraini nell’ultimo mese assieme ad altrettante autoblindo Stryker. Ci saranno 31 obici da 155 millimetri e una scorta di munizioni di questo calibro. Nuovi rinforzi di vecchi missili terra-aria Sparrow, armi made in Usa che verranno inserite sopra semoventi d’origine sovietica. E poi missili antiaerei Stinger e controcarro, unendo ai Javelin i datati Tow. E ancora ben 28 milioni di pallottole per armi leggere.
Le lezioni degli scontri delle ultime settimane hanno spinto a concedere veicoli speciali per trainare i tank immobilizzati e altri per spazzare i campi minati. Oltre a questo, il presidente Biden ha detto di valutare l'invio di missili ancora più potenti. Si tratterebbe degli Atacms con portata di trecento chilometri e che possono venire impiegati dagli stessi lanciatori degli Himars, con camion facili da nascondere. Invece i missili Storm Shadow regalati da Germania e Gran Bretagna sono usati dagli aerei, come i 50 Scalp – praticamente identici – promessi dalla Francia.
La Germania ha già trasferito dieci sistemi di puntamento laser per missili terra-aria Iris-T, sei semoventi contraerei Gepard e cinque mezzi blindati, oltre a 5mila proiettili d’artiglieria e a sei trattori per spostare i cannoni. Tra le donazioni in arrivo spiccano poi due batterie Patriot, 40 cingolati Marder e 25 carri armati Leopard 1 A5.
Nel pacchetto di Berlino ci sono i veicoli speciali che possono aiutare le colonne d’assalto ucraine a superare le difese russe. Si tratta di tank modificati per eliminare campi minati o superare ostacoli, come il “Castoro”, una versione del Leopard 1 con un braccio meccanico per stendere un ponte. Ormai il governo tedesco è diventato il principale sostenitore europeo della sforzo bellico ucraino, superando la Gran Bretagna: Berlino ha dato o promesso oltre 400 mezzi corazzati, inclusi 18 Leopard 2, 110 Leopard 1 e 60 Marder. Infine la Norvegia fornirà altre due batterie di missili antiaerei Nasams e mille micro-droni Hornet, piccoli come una mano.
L’elenco dei donatori di Vinius comprende anche Paesi non inseriti nella Nato: l’Australia che provvederà a sostituire le perdite di Kiev con 30 blindati Bushmaster e il Giappone che darà sistemi anti-drone.
Il contributo dell’Italia resta sempre sotto segreto. Pochi giorni fa Kiev ha annunciato che arriveranno dal nostro Esercito 45 camionette tattiche VM90. E lunedì, primo giorno del vertice atlantico, due Boeing 767 dell’Aeronautica decollati da Pisa hanno trasportato in Polonia nuovi rifornimenti per gli ucraini.