L’affondo di Biden: “Putin ha perso, non può proseguire a lungo la guerra”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliHELSINKI — «Putin ha già perso la guerra». A giudicare dall’energia, quasi la sfrontatezza con cui ieri Biden ha attaccato il rivale di Mosca da Helsinki, la missione appena conclusa in Europa deve averlo lasciato soddisfatto, ma soprattutto convinto che l’invasione illegale e immotivata dell’Ucraina sia avviata verso una svolta.
Non crede infatti che «la Russia possa proseguire la guerra per anni, perché sta esaurendo le risorse per sostenerla». Quindi Putin «prima o poi deciderà che non è nell’interesse del suo paese continuarla», anche perché l’insurrezione di Prigozhin e le purghe dei generali stanno dimostrando tutte le crepe ormai aperte nel regime. E non userà le atomiche perché Cina, India e molti altri Paesi lo hanno già diffidato dal farlo, mentre in generale «non ci sono prospettive reali per il loro utilizzo».
Il capo della Casa Bianca era partito per l’Europa con l’obiettivo di consolidare l’alleanza che sostiene l’Ucraina, in un momento di chiara difficoltà p…
HELSINKI — «Putin ha già perso la guerra». A giudicare dall’energia, quasi la sfrontatezza con cui ieri Biden ha attaccato il rivale di Mosca da Helsinki, la missione appena conclusa in Europa deve averlo lasciato soddisfatto, ma soprattutto convinto che l’invasione illegale e immotivata dell’Ucraina sia avviata verso una svolta.
Non crede infatti che «la Russia possa proseguire la guerra per anni, perché sta esaurendo le risorse per sostenerla». Quindi Putin «prima o poi deciderà che non è nell’interesse del suo paese continuarla», anche perché l’insurrezione di Prigozhin e le purghe dei generali stanno dimostrando tutte le crepe ormai aperte nel regime. E non userà le atomiche perché Cina, India e molti altri Paesi lo hanno già diffidato dal farlo, mentre in generale «non ci sono prospettive reali per il loro utilizzo».
Il capo della Casa Bianca era partito per l’Europa con l’obiettivo di consolidare l’alleanza che sostiene l’Ucraina, in un momento di chiara difficoltà per l’avversario del Cremlino, ma anche per prospettare al mondo libero e democratico un futuro pieno di opportunità, quando la velleitaria sfida delle autocrazie sarà sconfitta. Archiviate le tensioni col presidente Zelensky al vertice Nato di Vilnius, che da un lato hanno fatto “infuriare” la delegazione americana, ma dall’altro erano parte di un comprensibile gioco dei ruoli, Biden è venuto in Finlandia per celebrare il suo ingresso nella Nato e partecipare al Summit con i leader nordici di Svezia, Norvegia, Danimarca e Islanda.
Insieme «hanno ribadito l’inequivocabile condanna della guerra di aggressione della Russia», e «si sono impegnati a continuare il sostegno all’Ucraina per tutto il tempo necessario, anche attraverso un’assistenza continua di sicurezza, economica, legale e umanitaria». Ma hanno discusso anche come difendere i propri paesi dalla minaccia di Putin, e garantire la stabilità regionale, ora che l’aggressivo imperialismo di Mosca ha praticamente messo fine alla cooperazione in seno all’Arctic Council.
Subito dopo Biden si è presentato in conferenza stampa con l’ospite finlandese Sauli Niinisto, dimostrando una grinta forse frutto di una settimana particolarmente positiva, incluso il calo dell’inflazione al 3% che toglie a Trump e ai repubblicani uno dei principali argomenti da usare nelle presidenziali del prossimo anno. Il capo della Casa Bianca è partito proprio da qui, ossia dal timore che un ritorno di Donald spalanchi a Putin la porta dell’Europa: «Vi garantisco in maniera assoluta che resteremo legati alla Nato, per quanto sia possibile garantire il futuro. C’è fermezza bipartisan, nonostante la presenza di estremisti» nel Partito repubblicano. Invece Putin «ha perso la guerra e ora ha un problema: capire in che modo concluderla. Potrebbe farlo domani, dicendo che è finita, ma non ha alcuna possibilità di vincere». La controffensiva ucraina dovrebbe spingerlo alla trattativa, auspicabilmente entro la fine dell’anno, sommandosi alle crepe emerse nel regime: «Non so come finirà la storia dell’insurrezione, ma se fossi Prigozhin farei molta a attenzione a quello che mangio».
Ha promesso che «difenderemo ogni centimetro del territorio Nato, compresa la Finlandia», mentre Niinisto ha ammesso che sta considerando l’apertura di basi dell’Alleanza sul suo territorio, a conferma di quanto autolesionista sia stato Putin con la sua invasione. Ha ripetuto che «il summit di Vilnius ha dimostrato come siamo più uniti che mai», confermando che «l’Ucraina entrerà nella Nato, è solo una questione dei tempi». Perché la priorità è evitare la Terza guerra mondiale, ma intanto gli errori commessi da Putin lo stanno spingendo in un angolo.