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Francia, un 14 luglio blindato per scongiurare una nuova Bastiglia

Schierati 130mila agenti, forze speciali, elicotteri e blindati. Molti comuni annullano feste e fuochi d’artificio. Contestato l’invito al premier indiano Modi
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Gli ingredienti per un 14 luglio caldo ci sono tutti, nonostante la morsa di temperature anomale che ha colpito anche la Francia stia scemando. La tradizionale festa nazionale, istituita nel 1880 per consolidare la terza Repubblica nello spirito della presa della Bastiglia del 1789 e della Festa della Federazione del 1790, e da sempre simbolo per i francesi di libertà, inizia nel vento non sopito della contestazione a pochi giorni dalle violente rivolte per la morte del 17enne Nahel, ucciso il 27 giugno a Nanterre da un poliziotto durante un controllo stradale.

Doveva essere il 14 luglio dell’apaisement, del ritorno alla calma, dopo la crisi della riforma del sistema pensionistico. Il presidente Macron aveva promesso un intervento pubblico, cento giorni dopo quelle tensioni, per rilanciare il quin…

Gli ingredienti per un 14 luglio caldo ci sono tutti, nonostante la morsa di temperature anomale che ha colpito anche la Francia stia scemando. La tradizionale festa nazionale, istituita nel 1880 per consolidare la terza Repubblica nello spirito della presa della Bastiglia del 1789 e della Festa della Federazione del 1790, e da sempre simbolo per i francesi di libertà, inizia nel vento non sopito della contestazione a pochi giorni dalle violente rivolte per la morte del 17enne Nahel, ucciso il 27 giugno a Nanterre da un poliziotto durante un controllo stradale.

Doveva essere il 14 luglio dell’apaisement, del ritorno alla calma, dopo la crisi della riforma del sistema pensionistico. Il presidente Macron aveva promesso un intervento pubblico, cento giorni dopo quelle tensioni, per rilanciare il quinquennio e girare pagina. E invece il discorso non ci sarà, almeno non ora. Anzi, secondo un sondaggio realizzato da Le Figaro, il 78% dei francesi ritiene che il presidente non abbia raggiunto l’obiettivo. Intanto ieri è stata diffusa la notizia dell’invio di un dito tagliato all’interno di una lettera destinata al Presidente francese. Apparterrebbe all'autore della missiva che, identificato dalle forze dell'ordine, sarebbe affetto da disturbi psichiatrici.

Oltre la politica però, il fronte più delicato delle celebrazioni per la Festa nazionale resta quello delle piazze con l’alto rischio di nuovi scontri. Il tutto nell’ottica di una festività tradizionalmente occasione di tensioni: lo scorso anno erano state più di 800 le persone arrestate, quasi 750 le auto incendiate e 55 gli agenti feriti a margine delle celebrazioni.

Non stupisce quindi che, con la rabbia per la morte del 17enne Nahel non ancora spenta, il ministro dell’Interno Gérald Darmanin abbia blindato il Paese, e in particolare Parigi, con un piano di sicurezza eccezionale che prevede lo schieramento da ieri sera e fino a sabato mattina di 130mila agenti, tra i quali 45mila dei reparti speciali addetti alle sommosse urbane, e oltre 40mila vigili del fuoco ogni sera. Per la prima volta nella storia del 14 luglio verranno impiegati anche gli elicotteri e i veicoli blindati della gendarmeria e, come è avvenuto due settimane fa, autobus e tram non saranno in servizio fino al 15. «Se ci saranno disordini, interverremo con la massima determinazione», ha fatto sapere Macron, mentre Darmanin ha rincarato la dose spiegando di aver dato «ordini sistematici di arrestare».

Ma nonostante il rigore espresso sono numerosi i comuni colpiti dalle rivolte delle scorse settimane — da Savigny-sur-Orge a Montargis — che hanno preferito annullare le celebrazioni, in particolare i fuochi d’artificio. E senza fuochi resteranno anche tanti francesi, dopo che il governo ha disposto il divieto di vendita al pubblico per tutto il fine settimana. I razzi sono stati molto utilizzati dai casseur durante le ultime rivolte.

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Resta comunque in programma il grande spettacolo pirotecnico previsto stasera alla Tour Eiffel. Ad ammirarlo in città ci sarà anche il premier indiano Narendra Modi, arrivato ieri in Francia per celebrare i 25 anni del partenariato strategico tra i due Paesi. Una scelta, quella di renderlo ospite d’onore della parata sugli Champs-Élysées, fortemente contestata dalle associazioni per i diritti umani e dalla sinistra che accusano il premier indiano di violenze di Stato. «È un insulto al nostro motto Liberté, Égalité, Fraternité», scrive Le Gall de La France Insoumise. Intanto però gli incontri ufficiali di ieri hanno dato i primi frutti: l’India ha espresso la volontà di acquistare 26 caccia Rafale versione Marine, fiore all’occhiello dell’industria aeronautica militare francese.

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