Tunisia, il 16 luglio Meloni torna a Tunisi con von der Leyen e Rutte per il Memorandum d’Intesa
di Leonardo Martinellivon der Leyen, Meloni e Rutte con Saied durante l'ultima visita in Tunisia
TUNISI — I più ottimisti sono sicuri che domenica, in occasione dell’ennesima visita a Tunisi della triade Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e il premier olandese (uscente) Mark Rutte, si firmerà il Memorandum d’intesa fra l’Ue e il Paese maghrebino, che deve sbloccare un ambizioso piano di finanziamenti europei a favore della disastrata Tunisia. Oppure si andrà avanti sulla strada del negoziato: centrare l’obiettivo sarebbe ormai a portata di mano.
Si tratta di un passo risolutivo per la crisi tunisina? Non ancora, perché il grosso dei finanziamenti previsti resta vincolato al prestito che Tunisi deve strappare al Fondo monetario internazionale e qui le trattative registrano da alcuni mesi un’impasse completa. Non solo: proprio nelle scorse settimane a Sfax, da dove parte un flusso crescente di migranti clandestini verso Lampedusa, si è scatenata una sorta di “caccia al nero” con relativi trasferimenti forzati di subsahariani. Il terzetto ne discuterà con il presidente Kais Saied?…
TUNISI — I più ottimisti sono sicuri che domenica, in occasione dell’ennesima visita a Tunisi della triade Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e il premier olandese (uscente) Mark Rutte, si firmerà il Memorandum d’intesa fra l’Ue e il Paese maghrebino, che deve sbloccare un ambizioso piano di finanziamenti europei a favore della disastrata Tunisia. Oppure si andrà avanti sulla strada del negoziato: centrare l’obiettivo sarebbe ormai a portata di mano.
Si tratta di un passo risolutivo per la crisi tunisina? Non ancora, perché il grosso dei finanziamenti previsti resta vincolato al prestito che Tunisi deve strappare al Fondo monetario internazionale e qui le trattative registrano da alcuni mesi un’impasse completa. Non solo: proprio nelle scorse settimane a Sfax, da dove parte un flusso crescente di migranti clandestini verso Lampedusa, si è scatenata una sorta di “caccia al nero” con relativi trasferimenti forzati di subsahariani. Il terzetto ne discuterà con il presidente Kais Saied?
Il Memorandum era stato fissato l’ultima volta che Meloni-von der Leyen-Rutte erano venuti a Tunisi, l’11 giugno. La sua firma da parte di Saied e della presidente della Commissione è necessaria per sbloccare gli aiuti finanziari promessi, 105 milioni di euro per «il controllo delle frontiere, la ricerca e il salvataggio dei migranti»: insomma, la volontà di delegare al Paese il contenimento del flusso in arrivo a Lampedusa. Poi ci sono 150 milioni da iniettare immediatamente nel bilancio pubblico tunisino (ma sono pochissimi rispetto alle necessità per evitare un default). E, infine, ci sono 900 milioni di euro di «assistenza macro-finanziaria» da erogare sul medio periodo. Ma per sbloccare questi ultimi fondi la Tunisia dovrà prima ottenere il prestito da 1,9 miliardi di euro dall’Fmi.
Antonio Tajani, il ministro degli Esteri italiano, si è detto molto ottimista: «Domenica si firmerà un accordo fra la Commissione Ue e la Tunisia per un’azione di sostegno comunitario: un risultato ottenuto grazie al nostro Paese». Mentre, sempre sul Memorandum, da fonti europee si indicava «l’obiettivo di finalizzare l’intesa annunciata l’11 giugno». Sul fronte del Fmi, tutto è bloccato. Il Fondo pretende una serie di riforme, tra cui la riduzione progressiva dei prezzi sovvenzionati di tanti prodotti di base, come la benzina, “regalino” che le finanze pubbliche non possono più permettersi. Ma Saied resta assolutamente contrario.
Tornando al Memorandum, «la sua gestione deve essere fatta rispettando i diritti umani e il diritto internazionale, posizione che teniamo con tutti i partner», ha detto una portavoce della Commissione. Che dire allora degli oppositori politici arrestati da febbraio? O della situazione dei migranti? Dopo che un tunisino è morto a Sfax negli scontri tra subsahariani e locali, la situazione in città è molto tesa e Saied non ha detto nulla per placare gli animi. La polizia e la Guardia nazionale hanno portato centinaia di migranti ai confini con Libia e Algeria, abbandonandoli nel deserto. Poi una parte è stata trasferita in centri di accoglienza al Sud, con una gestione caotica. Cosa diranno i leader europei, che si apprestano a pagare a Tunisi 105 milioni di euro per la gestione dei migranti?.