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Russia, la rivelazione di Putin: “Prigozhin ha rifiutato la mia offerta. Wagner non esiste”

Il presidente russo ha raccontato il retroscena del suo incontro del 29 giugno con il capo dei mercenari. Aveva offerto che i mercenari continuassero a combattere sotto il comando di “Sedoj”. Proposta respinta. Il leader ha poi sottolineato che manca una legge che formalizzi le compagnie militari private
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MOSCA – Che cosa si sono detti Vladimir Putin ed Evgenij Prigozhin il 29 giugno al Cremlino? È stato lo stesso presidente russo a rivelare il retroscena dell’incontro avvenuto appena cinque giorni dopo l’ammutinamento di Wagner in un’intervista con Andrej Kolesnikov del quotidiano russo Kommersant.

Voleva incontrare – ha spiegato – i combattenti di Wagner, che hanno “combattuto con dignità” in Ucraina, ma la cui partecipazione alla rivolta è stata “deplorevole”. “Non Evgenij Prigozhin, ma loro, prima di tutto”. Trentacinque persone in totale.

Durante l’incontro, Putin avrebbe discusso “possibili soluzioni” affinché il Gruppo Wagner potesse continuare a combattere. In particolare, aveva offerto loro la possibilità di prestare servizio sotto il comando di Andrej Tochev, nominato però soltanto col suo nome di battaglia Sedoj, “Capelli Grigi”, l’uomo con il quale avrebbero prestato servizio negli ultimi 16 mesi: un veterano pluridecorato delle guerre russe in Afghanistan e Cecenia,…

MOSCA – Che cosa si sono detti Vladimir Putin ed Evgenij Prigozhin il 29 giugno al Cremlino? È stato lo stesso presidente russo a rivelare il retroscena dell’incontro avvenuto appena cinque giorni dopo l’ammutinamento di Wagner in un’intervista con Andrej Kolesnikov del quotidiano russo Kommersant.

Voleva incontrare – ha spiegato – i combattenti di Wagner, che hanno “combattuto con dignità” in Ucraina, ma la cui partecipazione alla rivolta è stata “deplorevole”. “Non Evgenij Prigozhin, ma loro, prima di tutto”. Trentacinque persone in totale.

Durante l’incontro, Putin avrebbe discusso “possibili soluzioni” affinché il Gruppo Wagner potesse continuare a combattere. In particolare, aveva offerto loro la possibilità di prestare servizio sotto il comando di Andrej Tochev, nominato però soltanto col suo nome di battaglia Sedoj, “Capelli Grigi”, l’uomo con il quale avrebbero prestato servizio negli ultimi 16 mesi: un veterano pluridecorato delle guerre russe in Afghanistan e Cecenia, originario di San Pietroburgo, città natale di Putin con cui è stato fotografato in passato.

“Avrebbero potuto essere riuniti in un posto e continuare a servire. Per loro non sarebbe cambiato nulla. Sarebbero stati guidati dalla persona che è stata il loro vero comandante fin dall’inizio”, ha raccontato Putin. “Molti hanno annuito quando l’ho detto. Ma Prigozhin, che era seduto davanti, non l'ha visto e dopo aver ascoltato ha detto: ‘No, i ragazzi non sono d’accordo con questa decisione’”. Commenti che però non compaiono nella trascrizione ufficiale del Cremlino dell’intervista.

Con il suo rifiuto, il capo di Wagner avrebbe però sancito di fatto la fine del gruppo che, come confermato anche dal portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, non partecipa più “in modo significativo” alle operazioni in Ucraina. Mentre mercoledì l’esercito russo aveva annunciato di aver ricevuto dal gruppo Wagner più di 2mila pezzi di equipaggiamento militare, 2.500 tonnellate di munizioni e 20mila armi leggere.

Nell’intervista con Kommersant, Putin ha inoltre menzionato la mancanza di uno status legale ufficiale per il Gruppo Wagner in Russia, dove le compagnie militari private non sono ammesse per legge. Un tema che recentemente è stato molto dibattuto dai legislatori russi, come raccontato da Repubblica.

“Il gruppo Wagner c’è, ma non esiste legalmente! Questa è un’altra questione legata alla loro effettiva legalizzazione. Una questione che va sollevata alla Duma, nel governo”, ha detto Putin a Kolesnikov. “Non esiste una legge sulle organizzazioni militari private. Semplicemente non esiste”.

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