✕

Il tunnel della discordia, Downing Street e Unesco in lite per Stonehenge

La strada che porta al sito del neolitico è sempre congestionata. Il governo britannico, per snellire il traffico, ha varato lo scavo di una galleria
2 minuti di lettura

LONDRA — Questo tunnel s’ha da fare. Anche se è controverso, anche se l’Alta Corte lo ha aveva già definito improprio e anche se potrebbe costare al leggendario sito archeologico di Stonehenge l’eccelsa coccarda di “patrimonio Unesco”, come qui già capitato allo storico porto di Liverpool, deturpato da mostri edilizi. Ma oramai il governo britannico di Rishi Sunak ha deciso così, e il ministro dei trasporti Mark Harper lo ha comunicato in un documento di 62 pagine. Ambientalisti, critici e adoranti druidi si preparano tutti a nuove battaglie legali. Ma, a questo punto, è molto probabile che la famigerata galleria da oltre due miliardi di euro, che passerà sotto il famoso cerchio di pietre del neolitico, vedrà presto la luce. Anzi il buio del tunnel.

Perché il vero problema di Stonehenge è il traffico. Lo è da anni e la soluzione non si trova. La superstrada A303 che oggi costeggia il sito è una meraviglia visiva, lo “sfiora” a soli 160 metri di distanza. Ma per chi vive sulla pi…

LONDRA — Questo tunnel s’ha da fare. Anche se è controverso, anche se l’Alta Corte lo ha aveva già definito improprio e anche se potrebbe costare al leggendario sito archeologico di Stonehenge l’eccelsa coccarda di “patrimonio Unesco”, come qui già capitato allo storico porto di Liverpool, deturpato da mostri edilizi. Ma oramai il governo britannico di Rishi Sunak ha deciso così, e il ministro dei trasporti Mark Harper lo ha comunicato in un documento di 62 pagine. Ambientalisti, critici e adoranti druidi si preparano tutti a nuove battaglie legali. Ma, a questo punto, è molto probabile che la famigerata galleria da oltre due miliardi di euro, che passerà sotto il famoso cerchio di pietre del neolitico, vedrà presto la luce. Anzi il buio del tunnel.

Perché il vero problema di Stonehenge è il traffico. Lo è da anni e la soluzione non si trova. La superstrada A303 che oggi costeggia il sito è una meraviglia visiva, lo “sfiora” a soli 160 metri di distanza. Ma per chi vive sulla piana di Salisbury (la vicina città della spia russa avvelenata Skripal e del Novichok) è un problema. Non solo perché gli abitanti e le case intorno a Stonehenge aumentano, così come il turismo di massa. Ma perché la A303, che nel tratto finale per Stonehenge si restringe a una corsia e che dunque in quel punto può sopportare al massimo 14mila veicoli al giorno, in tempi normali ne imbarca in media 25mila, con picchi del 20-30% in più in estate. Solo vent’anni fa si è chiusa un’altra superstrada, “l’indegna” A344, brutta e invasiva perché passava a pochissimi metri da Stonehenge.

I residenti locali rischiano di perdere un’ora per pochi chilometri. Gli imprenditori, i lavoratori e i politici del sud-ovest inglese sono esasperati perché l’economia viene danneggiata. Anche perché spesso i turisti, in ammirazione di Stonehenge, guidano ancora più piano, ingolfando il traffico. Dunque ora il governo britannico ha deciso di sdoppiare la A303 (creando così quattro corsie in tutto) e farla passare, per tre chilometri, direttamente cento metri sotto Stonehenge. Una controversa galleria sotto il “sacro”, leggendario e misterioso cerchio di pietre di arenaria e “blu” di granito, uno dei più grandi misteri dell’umanità, costruito circa cinque millenni fa, ai tempi della Sfinge e della Grande Piramide di Giza in Egitto.

I critici del progetto temono l’impatto ambientale del tunnel. Non solo perché è invasivo, e allargherà ancora di più le carreggiate. Ma anche perché aumenterà notevolmente il traffico e «le emissioni di 2,5 tonnellate», secondo Rebecca Lush di Transport Action Network. Per l’archeologa Kate Fielden, questa decisione è «estremamente deludente. I danni saranno enormi. Impatterà decisamente tutto il paesaggio intorno, su entrambi i lati, deturpandolo», ed è la stessa idea dei druidi che lo considerano un tempio sacro.

Per un altro collega di Fielden, il celebre Mike Parker Pearson, sotto il venerato sito di 3mila anni fa ci sarebbero ancora svariate tracce millenarie, fino al Mesolitico, che potrebbero rappresentare una svolta per capire le vere origini del «primo saggio di architettura», come il sommo Samuel Johnson battezzò Stonehenge, e che ora potrebbero andare distrutte a causa del tunnel. A nostalgici ed esteti, invece, non va giù il fatto di perdere il romantico tour della A303.

Tuttavia, le stesse associazioni che gestiscono il sito sono spaccate. Quelle nazionali o governative come l’English Heritage o il National Trust propendono per il “compromesso” della galleria sotterranea. Mentre la Stonehenge Alliance, che riunisce archeologi, Ong, storici e neo-druidi, lo definisce tramite il suo presidente Tom Holland «un progetto assolutamente mostruoso. È il più grosso stravolgimento per Stonehenge in millenni e secondo le stesse autorità ridurrebbe i ritardi degli ingorghi di soli 4,8 secondi su un viaggio di 160 chilometri».

Leggi i commenti