✕

Pechino corteggia il Pacifico con l’Arca della Pace: per la prima volta arriva a Kiribati una nave ospedale della marina cinese

新华通讯社 
La visita di sette giorni per fornire servizi medici umanitari alla popolazione locale. La nave visiterà anche Tonga, Vanuatu, le Isole Salomone e Timor Est
2 minuti di lettura

PECHINO - La Cina corteggia il Pacifico con una nuova missione: a bordo dell’Arca della Pace. La nave-ospedale della Marina cinese è arrivata in questi giorni al porto di Tarawa, la capitale di Kiribati, per una visita di una settimana per “fornire servizi medici umanitari alla popolazione locale”, come riportano i giornali di Pechino. La nave visiterà anche Tonga, Vanuatu, le Isole Salomone e Timor Est: nuovo sforzo cinese per guadagnare influenza nella regione, strategica, a discapito di statunitensi e australiani.

La missione “Armoniosa”

Accompagnato da una nave militare, “il personale medico dell’Arca visiterà e curerà i pazienti in loco”, scrive il China Military, organo di stampa sponsorizzato dall’Esercito di liberazione popolare cinese. È la prima volta che una nave della Marina militare cinese visita Kiribati: un passo avanti nel soft power mandarino nello Stato insulare del Pacifico. Partita dalla Cina lo scorso 3 luglio, l’Arca ha condotto la settimana scorsa esercitazioni…

PECHINO - La Cina corteggia il Pacifico con una nuova missione: a bordo dell’Arca della Pace. La nave-ospedale della Marina cinese è arrivata in questi giorni al porto di Tarawa, la capitale di Kiribati, per una visita di una settimana per “fornire servizi medici umanitari alla popolazione locale”, come riportano i giornali di Pechino. La nave visiterà anche Tonga, Vanuatu, le Isole Salomone e Timor Est: nuovo sforzo cinese per guadagnare influenza nella regione, strategica, a discapito di statunitensi e australiani.

La missione “Armoniosa”

Accompagnato da una nave militare, “il personale medico dell’Arca visiterà e curerà i pazienti in loco”, scrive il China Military, organo di stampa sponsorizzato dall’Esercito di liberazione popolare cinese. È la prima volta che una nave della Marina militare cinese visita Kiribati: un passo avanti nel soft power mandarino nello Stato insulare del Pacifico. Partita dalla Cina lo scorso 3 luglio, l’Arca ha condotto la settimana scorsa esercitazioni antiterrorismo e antipirateria nell'Oceano Pacifico, spiega lo stesso giornale militare. Nome della missione: Armoniosa. E mentre l'equipaggio medico della nave visiterà i pazienti, l'ufficiale in comando incontrerà i leader di Kiribati, tra cui il presidente, il ministro della Sanità, quello dei Trasporti e il capo della polizia.

Il vuoto lasciato dagli Usa

L’interesse di Pechino per queste isole paradisiache non nasce oggi, ma è una politica portata avanti con pazienza negli ultimi anni visto il “vuoto” lasciato nella regione, storicamente “terreno” americano, e mettere così un piede in questa zona di Pacifico strategica. Grazie, anche, agli aiuti (specialmente vaccini anti-Covid), alla cooperazione umanitaria e agli investimenti promessi. Dalla fine degli anni ’90 a Kiribati Pechino ha avuto una stazione di rilevamento spaziale, poi chiusa nel 2003 quando l’isola ha allacciato relazioni diplomatiche con Taiwan. Il pressing ha però dato i suoi frutti nel settembre 2019 quando l’arcipelago - preceduto dalle Salomone - ha detto addio a Taipei per ritornare sotto l’ombrello cinese. Il promotore di quel cambio fu il presidente Maamau, che pochi mesi dopo se ne tornò da Pechino con una bella pila di documenti sulla cooperazione, tra i cui i finanziamenti cinesi per la pista di atterraggio sull’isola di Kanton, ex base americana.

Le mire di Pechino 

Nel suo tour del Pacifico dello scorso anno, il capo della diplomazia del Partito comunista, Wang Yi, aveva proprio fatto tappa alle Kiribati, per parlare di alcuni accordi di pesca tra i due Paesi. Situate a 3mila chilometri dalle Hawaii, occupano una posizione strategica nelle rotte marittime che collegano gli Stati Uniti e l’Australia. E poco più a Nord, alle Isole Marshall, l’atollo di Kwajalein ospita un sito militare statunitense per i test missilistici. Secondo l’intelligence americana, Pechino vorrebbe proporre al governo di Kiribati un’intesa sulla sicurezza simile a quella siglata con le Salomone, firmata nell’aprile dello scorso anno: un patto (alquanto nebuloso visto che non stati mai rivelati i dettagli) che potrebbe aprire la strada ad una base militare permanente cinese sull’arcipelago, ad appena duemila chilometri dalla costa australiana. In caso di un futuro conflitto - questa la preoccupazione di Usa e alleati - avere avamposti militari del genere risulterebbe di fondamentale importanza per il Dragone.

Proprio il premier delle Salomone, Manasseh Sogavare, è stato a Pechino la settimana scorsa: per aprire l’ambasciata nella capitale cinese e per firmare nuovi accordi, tra cui uno riguardante le forze di polizia.

“La competizione tra Cina e Stati Uniti nel Pacifico meridionale si sta facendo sempre più accesa”, nota Ben Westcott, analista di Bloomberg. Dopo l’accordo Cina-Salomone dello scorso anno c’è stata “un'ondata di diplomazia regionale da entrambe le parti e di promesse di aiuti e cooperazione in settori quali il cambiamento climatico, nonché la nomina di nuovi inviati e l'apertura di nuove ambasciate”, continua Westcott. “Questa iniziativa fa parte dello sforzo della Cina di costruire una rete di Paesi in via di sviluppo che si schieri dalla sua parte in forum globali come le Nazioni Unite”.

Leggi i commenti