✕

Attacco al ponte Kerch, Kiev usa i droni navali per isolare la Crimea

Colpire il collegamento è cruciale per la controffensiva ucraina a Sud. L’ira di Putin: «Crudeltà senza senso, ci sarà una risposta militare»
2 minuti di lettura

KIEV — Il secondo attacco ucraino contro il ponte di Kerch non è stato potente come il primo, a ottobre dell’anno scorso, ma l’impressione è che ne arriveranno ancora altri fino a quando il collegamento diretto tra la Russia e la Crimea occupata non sarà demolito. Alle tre del mattino due droni navali, due piccoli barchini di superficie dalla forma affusolata per non farsi individuare dai radar mentre navigano guidati in remoto da una base segreta — situata da qualche parte sulla costa tra Odessa e Kherson — hanno colpito il pilastro numero 145 vicino all’imboccatura del ponte in territorio russo.

L’esplosivo a bordo dei droni ha fatto crollare una piccola sezione di una campata, ha fatto inclinare una corsia verso il basso, ha spostato l’altra corsia fuori dall’asse del ponte e ha distrutto l’automobile di una famiglia che passava in quel momento. Madre e padre sono morti, la figlia di 14 anni è in ospedale. Il traffico di veicoli è stato fermato, la linea ferroviaria che …

KIEV — Il secondo attacco ucraino contro il ponte di Kerch non è stato potente come il primo, a ottobre dell’anno scorso, ma l’impressione è che ne arriveranno ancora altri fino a quando il collegamento diretto tra la Russia e la Crimea occupata non sarà demolito. Alle tre del mattino due droni navali, due piccoli barchini di superficie dalla forma affusolata per non farsi individuare dai radar mentre navigano guidati in remoto da una base segreta — situata da qualche parte sulla costa tra Odessa e Kherson — hanno colpito il pilastro numero 145 vicino all’imboccatura del ponte in territorio russo.

L’esplosivo a bordo dei droni ha fatto crollare una piccola sezione di una campata, ha fatto inclinare una corsia verso il basso, ha spostato l’altra corsia fuori dall’asse del ponte e ha distrutto l’automobile di una famiglia che passava in quel momento. Madre e padre sono morti, la figlia di 14 anni è in ospedale. Il traffico di veicoli è stato fermato, la linea ferroviaria che corre in parallelo al ponte stradale invece non è stata toccata ed è stata riaperta dopo tre ore, i tecnici russi dicono che entro il 15 settembre sarà di nuovo possibile guidare sul ponte e che entro novembre torneranno le due corsie.

Il giorno prima un gruppo di nove droni ucraini, in aria e in acqua, aveva attaccato il porto di Sebastopoli in Crimea ed era stato distrutto. Il sospetto adesso è che quella operazione fosse un diversivo per lasciare che altri due droni si staccassero dal gruppo, circumnavigassero la penisola e puntassero verso la costa della Russia dove poi sono esplosi. Putin ha dichiarato che l’attacco è «senza senso e crudele, ci sarà una risposta militare e lo Stato maggiore ha preparato alcune opzioni».

Gli ucraini, che non hanno rivendicato in via ufficiale l’attacco ma ormai è un gioco delle parti e non c’è bisogno di comunicati, hanno scelto per il raid l’ultimo giorno prima della scadenza del patto sul grano, quell’accordo che va rinnovato ogni due mesi con la Russia e che garantisce l’esportazione dei cereali ucraini sul mercato mondiale. È possibile che sapessero in anticipo che Mosca non avrebbe rinnovato l’accordo, come il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha annunciato poche ore dopo.

Il ponte per gli ucraini è un obiettivo naturale. Il 16 giugno dell’anno scorso l’intelligence militare del generale Kirilo Budanov aveva pubblicato i progetti della struttura, duecento pagine piene di dettagli tecnici, ed era stato un messaggio d’avvertimento: stiamo studiando il bersaglio. Pochi mesi più tardi, il 7 ottobre giorno del compleanno di Putin, riuscirono a piazzare un carico di esplosivo su un camion civile che doveva attraversare il ponte. Il guidatore ignaro si fermò in una piazzola prima a dormire e così fece sfumare la coincidenza con il compleanno del presidente russo. Attraversò il ponte nelle prime ore dell’8 ottobre e saltò in aria assieme al camion.

Un tribunale di Mosca ha incriminato Budanov per terrorismo in aprile con l’accusa di essere dietro all’attacco di ottobre al ponte di Kerch e lui in un’intervista ha risposto che si impegnerà “per giustificare l’accusa di Mosca sempre meglio e sempre di più”. Ieri il portavoce dell’intelligence militare ucraina, Andriy Yusov, ha rifiutato di pronunciarsi così: “Non possiamo commentare. L’unica dichiarazione che è possibile citare è questa, di Budanov: quel ponte è una struttura superflua”.

I diciotto chilometri di viadotto sul mare e di ferrovia, inaugurati da Putin nel 2018, sono il simbolo dell’annessione illegale della Crimea alla Russia e sono anche uno snodo logistico cruciale. Senza il ponte di Kerch, i soldati, i rifornimenti e i mezzi militari di Mosca possono arrivare alla penisola soltanto via mare con le navi oppure attraverso il corridoio di terra a nord, quella fascia di costa larga novanta chilometri che a partire da giugno è sotto attacco da parte delle truppe ucraine.

Per Kiev l’eliminazione del ponte conterebbe sul piano politico e su quello militare. L’Ucraina vuole isolare la Crimea da Mosca, per presentarsi poi a eventuali negoziati di pace con un fatto compiuto e con una proposta: la Russia non può mantenere il controllo della penisola occupata, convenga che rinunci alle sue ambizioni imperiali e la ceda indietro.

Leggi i commenti