Kissinger a sorpresa a Pechino. Il ministro della Difesa cinese: “Gli Usa esercitino un sano giudizio strategico con noi”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloHenry A. Kissinger
PECHINO - Henry Kissinger, a sorpresa, in visita a Pechino. Il vecchio stratega della politica estera americana ha incontrato nella capitale il ministro della Difesa cinese, mentre le relazioni tra le due superpotenze sono ai minimi storici proprio da quando lo stesso Kissinger, con la sua missione segreta di 52 anni fa, diede il via al disgelo tra Usa e Cina. Che cambiò le geometrie della Guerra Fredda tra Washington e Mosca. Una visita che arriva mentre i due Paesi cercano faticosamente di rimettere i loro rapporti - dalla comunicazione militare al clima - sul giusto binario. Il “vecchio amico” Kissinger che arriva a Pechino - che negli ultimi mesi ha ripetuto che una guerra a Taiwan è probabile se le tensioni continueranno e che si è detto convinto che ora che la Cina è entrata nei negoziati sul conflitto in Ucraina la situazione si risolverà entro la fine dell’anno - è un segnale per cercare di ricucire legami più solidi tra i due Paesi.
“Gli Stati Uniti dovrebbero esercitare un s…
PECHINO - Henry Kissinger, a sorpresa, in visita a Pechino. Il vecchio stratega della politica estera americana ha incontrato nella capitale il ministro della Difesa cinese, mentre le relazioni tra le due superpotenze sono ai minimi storici proprio da quando lo stesso Kissinger, con la sua missione segreta di 52 anni fa, diede il via al disgelo tra Usa e Cina. Che cambiò le geometrie della Guerra Fredda tra Washington e Mosca. Una visita che arriva mentre i due Paesi cercano faticosamente di rimettere i loro rapporti - dalla comunicazione militare al clima - sul giusto binario. Il “vecchio amico” Kissinger che arriva a Pechino - che negli ultimi mesi ha ripetuto che una guerra a Taiwan è probabile se le tensioni continueranno e che si è detto convinto che ora che la Cina è entrata nei negoziati sul conflitto in Ucraina la situazione si risolverà entro la fine dell’anno - è un segnale per cercare di ricucire legami più solidi tra i due Paesi.
“Gli Stati Uniti dovrebbero esercitare un sano giudizio strategico nel trattare con la Cina", dichiara il ministro della Difesa cinese Li Shangfu, incontrando il veterano della diplomazia americana. “Alcune persone negli Stati Uniti non sono riuscite a muoversi nella stessa direzione della Cina. I popoli di tutti i Paesi sperano che la Cina e gli Stati Uniti si assumano la responsabilità di grandi potenze, svolgano un ruolo di guida e mantengano insieme la prosperità e la stabilità mondiale. Siamo impegnati a costruire relazioni stabili e costruttive e speriamo che gli Stati Uniti possano collaborare con la Cina per promuovere un sano sviluppo delle relazioni tra i loro due eserciti”. Il dialogo militare, interrotto al momento, è proprio uno dei punti chiave che l’amministrazione Biden chiede con forza vengano ripristinati. Questo era il senso, del resto, della missione di Blinken qui a metà giugno. Le parole di Li - sotto sanzioni americane - lasciano ben sperare.
Secondo il resoconto del Ministero della Difesa cinese, Kissinger avrebbe affermato che “gli Stati Uniti e la Cina dovrebbero eliminare i malintesi, coesistere pacificamente ed evitare gli scontri. La storia e la pratica hanno continuamente dimostrato che né gli Stati Uniti né la Cina possono permettersi di trattare l'altro come un avversario. Una guerra tra i due Paesi non porterà alcun risultato significativo per i due popoli. Comprendere e gestire le relazioni tra Stati Uniti e Cina, in particolare invertire l'attuale difficile situazione, richiede un pensiero ampio e che entrambe le parti mostrino saggezza, cooperino e si sviluppino insieme”.
Contattata da Repubblica, l’ambasciata Usa qui a Pechino non ha fornito ulteriori informazioni. Rotta molto trafficata ultimamente quella tra Washington e Pechino: prima la visita del segretario di Stato Antony Blinken, poi quella del segretario al Tesoro Janet Yellen e, ancora in corso, quella dell’inviato per il clima John Kerry. Tutti segnali che le due superpotenze hanno capito che bisogna ricominciare a parlarsi seriamente per evitare catastrofi. Tutte visite, quelle americane in terra cinese, che servono a preparare un prossimo incontro tra i due presidenti, Joe Biden e Xi Jinping.
È la prima visita nella capitale cinese per l’ex segretario di Stato Usa in quattro anni. L’ultima volta, nel 2019, venne accolto dal presidente Xi Jinping in persona nella Grande Sala del Popolo a Piazza Tienanmen. Il leader cinese all’epoca dichiarò di apprezzare i "sentimenti sinceri" di Kissinger e gli sforzi per promuovere lo sviluppo dei legami con gli Stati Uniti. Da decenni i comunisti amano consultarlo, in qualità di “lao peng you”, “vecchio amico” della Cina. Lo scorso maggio, per il suo centesimo compleanno, era stato il nuovo ambasciatore cinese negli Stati Uniti Xie Feng ad andarlo a trovare nella sua casa in Connecticut. Quello stesso mese, in un’intervista concessa all’Economist, Kissinger disse che "il destino dell’umanità dipende dalla possibilità che America e Cina trovino un accordo”.
Era il 9 luglio del 1971, quasi esattamente 52 anni fa, quando Henry Kissinger durante una visita in Pakistan sparì per qualche giorno per volare, in segreto, a Pechino e preparare la visita del secolo. L’allora consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca si incontrò con l’allora premier Zhou Enlai per mettere le basi del disgelo tra Stati Uniti e Cina che l’anno successivo portò Richard Nixon da Mao Zedong, primo presidente statunitense a visitare il grande Stato comunista, cambiando la Storia.