Chi è Martin Briens, il nuovo ambasciatore francese a Roma
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - Cinquantuno anni, pragmatico, esperto in questioni strategiche e di Difesa, Martin Briens ha cominciato da qualche ora il suo nuovo incarico di ambasciatore di Francia in Italia. Briens succede a Christian Masset, a Palazzo Farnese per sei anni durante i quali ha esercitato le sue doti da diplomatico e la sua conoscenza dell'Italia per attutire le tensioni nella relazione bilaterale. "E' un diplomatico di carriera, giovane e preparatissimo e ve lo raccomando" ha detto Masset, consegnando le “chiavi” di Palazzo Farnese al nuovo inquilino in occasione della festa nazionale del 14 luglio.
Dopo aver più volte prolungato il mandato di Masset, Emmanuel Macron ha deciso di puntare su un civil servant di sua fiducia, con un curriculum forte, passato per capitali chiave come Pech…
PARIGI - Cinquantuno anni, pragmatico, esperto in questioni strategiche e di Difesa, Martin Briens ha cominciato da qualche ora il suo nuovo incarico di ambasciatore di Francia in Italia. Briens succede a Christian Masset, a Palazzo Farnese per sei anni durante i quali ha esercitato le sue doti da diplomatico e la sua conoscenza dell'Italia per attutire le tensioni nella relazione bilaterale. "E' un diplomatico di carriera, giovane e preparatissimo e ve lo raccomando" ha detto Masset, consegnando le “chiavi” di Palazzo Farnese al nuovo inquilino in occasione della festa nazionale del 14 luglio.
Dopo aver più volte prolungato il mandato di Masset, Emmanuel Macron ha deciso di puntare su un civil servant di sua fiducia, con un curriculum forte, passato per capitali chiave come Pechino, Washington e New York. Anche se Briens non ha mai avuto incarichi diretti in Italia, come era invece stato per il precedente ambasciatore (che in gioventù era persino venuto a studiare nel nostro paese), ha accumulato un'esperienza diretta della relazione con Roma da capo di gabinetto dell'ex ministra della Difesa, Florence Parly. Da questa posizione tra il 2017 e il 2022 ha seguito gli interventi militari della Francia più difficili, in particolare la missione nel Sahel, ma anche la genesi del Trattato del Quirinale che ha un parte importante dedicata alla Difesa.
Sia per la formazione alla scuola Ena, fucina della classe dirigente francese, sia per l'età, Briens è considerato un profilo tipico della “macronia”. Ha rapporti stretti con l'Eliseo, in particolare il consigliere alla sicurezza Xavier Chatel con cui aveva lavorato anche durante il mandato di Parly alla Difesa. Al Quai d’Orsay, la sede del ministero degli Esteri, Briens si è occupato dell'unità di analisi e programmazione e ha collaborato con l'agenzia dell'intelligence militare, Dgse, tanto che il suo nome era circolato per prendere il posto dell'attuale responsabile Bernard Émié. Ha co-presieduto uno dei tavoli di lavoro che qualche tempo fa ha presentato a Macron un rapporto sulla diplomazia del ventunesimo secolo.
"Molto felice di essere arrivato a Roma in qualità di Ambasciatore designato di Francia in Italia. Che onore poter lavorare per approfondire e promuovere le relazioni bilaterali franco-italiane” ha scritto su Twitter Briens che parla già un po' di italiano. Assume il nuovo incarico dopo che le tensioni tra Macron e Giorgia Meloni si sono sciolte con la visita della premier a Parigi in giugno.
A settembre dovrà salire al Quirinale per presentare le lettere credenziali. Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stato il vero garante del rapporto bilaterale in questi anni difficili. Briens avrà come interlocutrice privilegiata l'ambasciatrice d'Italia in Francia, Emanuela D'Alessandro.
Le due sedi diplomatiche sono legate da un regio decreto del 1936 in cui lo Stato italiano concede per 99 anni Palazzo Farnese alla Francia e in cambio riceve in uso l'Hôtel de La Rochefoucauld-Doudeauville, nel settimo arrondissement, sede della nostra ambasciata.