✕

Patrick Zaki condannato a tre anni: l’Egitto lo rispedisce in carcere

(ansa)
A Repubblica l’ultimo appello: “Aiutatemi”. Dovrà scontare in cella ancora 14 mesi, oltre ai 22 già passati dietro le sbarre. Meloni: “Continua il nostro impegno per una soluzione positiva”. Ipotesi grazia
2 minuti di lettura

Altri quattordici mesi in cella, oltre ai ventidue già scontati. Ha il sapore di una vendetta per non essere rimasto in silenzio, come gli era stato più volte chiesto, la condanna inflitta oggi dalla Procura di Mansoura a Patrick George Zaki, studente egiziano dell’università di Bologna arrestato al Cairo nel febbraio del 2020.

Il prigioniero Zaki

La sentenza – definitiva, non potrà esserci appello – è arrivata alla fine di una mattinata tesissima, con voci di corridoio che avevano anticipato al ragazzo che non sarebbe stata una bella giornata, con una presa in custodia – ufficialmente in attesa di giudizio – che aveva tanto il sapore di un arresto definitivo, …

Altri quattordici mesi in cella, oltre ai ventidue già scontati. Ha il sapore di una vendetta per non essere rimasto in silenzio, come gli era stato più volte chiesto, la condanna inflitta oggi dalla Procura di Mansoura a Patrick George Zaki, studente egiziano dell’università di Bologna arrestato al Cairo nel febbraio del 2020.

Il prigioniero Zaki

La sentenza – definitiva, non potrà esserci appello – è arrivata alla fine di una mattinata tesissima, con voci di corridoio che avevano anticipato al ragazzo che non sarebbe stata una bella giornata, con una presa in custodia – ufficialmente in attesa di giudizio – che aveva tanto il sapore di un arresto definitivo, con la tensione che cresceva fra gli amici, gli avvocati e i rappresentanti delle ambasciate che attendevano nei corridoi stretti del tribunale di questa città sul Nilo.

E naturalmente fra la famiglia: la mamma di Patrick e la sua fidanzata, Reny, che a settembre avrebbe dovuto diventare sua moglie e che ora dovrà attendere. Ancora.

L’ultimo messaggio

Patrick stesso era nervoso. Sin da ieri sera. Quando la situazione è precipitata stamattina ha provato a chiedere aiuto, rivolgendosi fra gli altri proprio a Repubblica: una telefonata che però era risultata incomprensibile. Poi un messaggio: “Aiutatemi. Mi stanno arrestando di nuovo. Non ci posso credere. Avvisate la mia famiglia”. Inutile provare a scrivergli ancora, inutile chiamare: da quel momento il telefono è rimasto muto.

Un’ora dopo il ragazzo è stato portato via dall'aula attraverso il passaggio nella gabbia degli imputati tra le grida della madre e della fidanzata all'esterno. Patrick si era laureato il 5 luglio all’università di Bologna: massimo dei voti, lode da parte della Commissione, gli occhi che ridevano nonostante la sessione si fosse svolta via Zoom e non in persona, come per mesi aveva sperato. “Sto andando al mare. Con la famiglia. Adesso mi godo la festa”, aveva detto la sera stessa dopo aver risposto a mille telefonate dall’Italia. Una festa purtroppo durata poco. 

Sul caso è intervenuta con una nota anche la premier Giorgia Meloni spiegando che “il nostro impegno per una soluzione positiva non è mai cessato, continua, abbiamo ancora fiducia". 

Intanto il segretario del Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati egiziana e componente del Comitato per la grazia presidenziale, Mohamad Abdelaziz, ha scritto su Facebook che il proprio organismo "ha ricevuto rassicurazioni sul ricercatore Patrick George Zaki e altri. Dalla riattivazione del comitato per la grazia presidenziale e dall'avvio del dialogo nazionale, percepiamo uno spirito positivo e continuiamo a confidare nella volontà del presidente (egiziano Abdel Fattah) Al-Sisi di usare i suoi poteri costituzionali per il bene pubblico e per creare un clima democratico per il dialogo nazionale", ha aggiunto.

Il futuro

Quello che accadrà ora è difficile capirlo: chi conosce l’Egitto spiega che molto dipenderà dalle pressioni che il governo italiano farà sul Cairo. Quel che è certo è che la sentenza non è appellabile: per questo l’avvocata Hoda Nasrallah ha annunciato all’Ansa fuori dal tribunale di Mansoura un tentativo di annullamento della sentenza. Chiederemo al governatore militare di annullare la sentenza o di far rifare il processo come è avvenuto nel caso di Ahmed Samir Santawy", ha detto. 

Leggi i commenti