Royal Family, il principino George potrebbe rompere la tradizione: “Niente militare per lui”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - È una piccola, grande rivoluzione. Perché così si rompe una tradizione plurisecolare della Royal Family. Diversi rappresentanti delle forze armate di Sua Maestà non sembrano gradire. Tuttavia, pare che la decisione sia stata presa. Il principino George, predestinato a diventare re essendo secondo in linea di successione dietro suo papà William, potrà decidere di non svolgere il servizio militare, sinora onnipresente nella famiglia reale britannica, soprattutto per i suoi esponenti più rilevanti.
Innanzitutto, in teoria il monarca britannico, attualmente re Carlo III e nonno di George, è teoricamente anche Commander in Chief delle forze armate nazionali. Sinora, i membri della Royal Family sono sempre stati tenuti a trascorrere molti mesi nell’esercito, o nell’aeronautica militare, anche per un altro motivo: “immergersi” nella vita reale, lontano da quella fatata del palazzo, e sviluppare competenze e sensibilità tali da essere un re “illuminato”, in constante connession…
LONDRA - È una piccola, grande rivoluzione. Perché così si rompe una tradizione plurisecolare della Royal Family. Diversi rappresentanti delle forze armate di Sua Maestà non sembrano gradire. Tuttavia, pare che la decisione sia stata presa. Il principino George, predestinato a diventare re essendo secondo in linea di successione dietro suo papà William, potrà decidere di non svolgere il servizio militare, sinora onnipresente nella famiglia reale britannica, soprattutto per i suoi esponenti più rilevanti.
Innanzitutto, in teoria il monarca britannico, attualmente re Carlo III e nonno di George, è teoricamente anche Commander in Chief delle forze armate nazionali. Sinora, i membri della Royal Family sono sempre stati tenuti a trascorrere molti mesi nell’esercito, o nell’aeronautica militare, anche per un altro motivo: “immergersi” nella vita reale, lontano da quella fatata del palazzo, e sviluppare competenze e sensibilità tali da essere un re “illuminato”, in constante connessione con il popolo e le sue necessità.
Tuttavia, anche questa lunghissima tradizione sembra destinata a morire. Perché, come ha scritto il Mail on Sunday, “George potrà scegliere liberamente se prestare servizio militare o meno”, nonostante tutti i suoi predecessori, dal padre fino al trisavolo Giorgio V siano invece stati costretti a farlo. Ad annunciarlo al tabloid è “un caro amico” del principe William: “L’idea è di quella di far decidere a George quando sarà il momento. William e Kate vogliono crescere i loro figli nella maniera più normale possibile, e anche questo rientra nella loro visione per il futuro. In teoria, nessuno potrà dire no a George qualora volesse diventare un astronauta, per esempio, prima di salire al trono”.
Per lo storico Dominic Sandbrook, “prestare servizio nelle forze armate di Sua Maestà, anche per brevi periodi, ha sempre dato legittimità popolare alla Royal Family”. A questo proposito, aggiunge un altro celebre storico dei Windsor come Hugo Vickers, “spero che George decida di rispettare la tradizione, nonostante la sua libertà di scelta. Per esempio, quando suo nonno Carlo entrò nella Royal Navy negli anni Settanta, fu di grande aiuto anche per elevare la sua immagine nei confronti dei britannici”.
Il piccolo George, che compirà dieci anni questo sabato 22 luglio, avrà tempo per riflettere e prendere la sua decisione in vista del suo futuro regno. La settimana scorsa, alla rassegna dell’aeronautica militare Royal International Air Tattoo alla base della Raf a Fairford, nel Gloucestershire, il primogenito di William e Kate pare essersi divertito molto, almeno dalle foto pubblicate sui giornali, ed è salito anche su un aereo C-17 della Royal Air Force. Per il generale Sir Richard Barrons, ex capo del Joint Forces Command britannico, “l’esercito non sarebbe felice” se George si esentasse dal servizio militare. Per il biografo reale A. N. Wilson sarebbe come “snobbare le forze armate”.
Alla fine, George seguirà l’esempio dei suoi familiari? Come ha rivelato di recente un documentario di Itv, la regina Elisabetta teneva tantissimo alla formazione militare della sua famiglia. Difatti, secondo i suoi assistenti, fece molte pressioni affinché i nipoti William e Harry dessero il loro contributo alle forze armate. Anche se, in quella circostanza, alla fine fu deciso dalle alte sfere dell’esercito e dello Stato di mandare in Afghanistan soltanto il secondogenito di Carlo e Diana. Perché se per Harry, la “ruota di scorta” come il titolo della sua autobiografia bestseller, “il rischio era accettabile”, per l’erede al trono non lo era.
Tuttavia, come ricorda il Mail on Sunday, anche se William non è andato a combattere contro i talebani, comunque in gioventù è stato addestrato nella Royal Military Academy a Sandhurst, come pilota militare al Raf College, prima di unirsi al reggimento Blues and Royals. Complessivamente l’erede al trono ha servito per sette anni le forze armate britanniche. Suo padre, re Carlo III, è stato nella Royal Navy e nella Raf dal 1971 al 1976. Persino suo zio, il famigerato principe Andrea, partecipò in prima linea alla guerra delle Falklands nel 1982, guidando elicotteri. E la stessa regina Elisabetta II, durante la Seconda guerra mondiale, diede una mano all’esercito addestrandosi per ricoprire in patria ruoli, come autista e meccanico, lasciati vacanti dagli uomini inviati a combattere al fronte.