Al vertice Ue-America Latina scontro sull’Ucraina. Meloni: “Non confondiamo pace e invasione”
dal nostro corrispondente Claudio TitoBRUXELLES – Il vertice che doveva segnare una nuova fase dei rapporti tra Europa e America latina si è trasformato in uno scontro sull’Ucraina. Con il Nicaragua in prima fila a contestare la linea anti-Russia. Il summit tra Ue e Celac (La Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi), dunque, ha mostrato come le sensibilità sull’attacco mosso da Mosca contro Kiev produca posizioni diverse nel mondo. E la lontananza geografica dal conflitto determini attenzioni distinte.
Il Nicaragua, che in sede Onu aveva già difeso il Cremlino, alla fine non ha firmato il documento finale, ma anche altri Stati come Cuba, Venezuela e Brasile avevano sottolineato alcune consistenti distanze. La lite si concentra sul verbo “condanna” che viene eliminato dal testo finale. “Esprimiamo profonda preoccupazione per la guerra in corso contro l'Ucraina – si legge nel documento -, che continua a causare immense sofferenze umane e sta esacerbando le fragilità esistenti nell'economia globale, limitando la…
BRUXELLES – Il vertice che doveva segnare una nuova fase dei rapporti tra Europa e America latina si è trasformato in uno scontro sull’Ucraina. Con il Nicaragua in prima fila a contestare la linea anti-Russia. Il summit tra Ue e Celac (La Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi), dunque, ha mostrato come le sensibilità sull’attacco mosso da Mosca contro Kiev produca posizioni diverse nel mondo. E la lontananza geografica dal conflitto determini attenzioni distinte.
Il Nicaragua, che in sede Onu aveva già difeso il Cremlino, alla fine non ha firmato il documento finale, ma anche altri Stati come Cuba, Venezuela e Brasile avevano sottolineato alcune consistenti distanze. La lite si concentra sul verbo “condanna” che viene eliminato dal testo finale. “Esprimiamo profonda preoccupazione per la guerra in corso contro l'Ucraina – si legge nel documento -, che continua a causare immense sofferenze umane e sta esacerbando le fragilità esistenti nell'economia globale, limitando la crescita, aumentando l'inflazione, interrompendo le catene di approvvigionamento, aumentando l'insicurezza energetica e alimentare e aumentando i rischi per la stabilità finanziaria”. Per questo “sosteniamo la necessità di una pace giusta e sostenibile”.
"Ho sentito qui diversi parlare di pace. Penso però – ha detto la presidente del consiglio, Giorgia Meloni - che dobbiamo dare alle parole il giusto significato che hanno: la parola pace non può essere confusa con la parola invasione perché pace e invasione sono due concetti molto diversi, su questo bisogna essere franchi”. Altrimenti “sarà semplicemente un mondo nel quale vige la legge del più forte”.
Basta però ascoltare il presidente di turno del Celac, il premier delle Granadine Ralph Gonsalves, per capire le differenze emerse tra Europa e Sud America. "Storicamente – ha ricordato - abbiamo subito molte attività di grandi potenze contro i Paesi più piccoli e più poveri, i Paesi meno potenti” e “sono gli stessi Paesi che evocano questi principi in Ucraina. Quindi bisogna porre fine a questa ipocrisia”.
Il summit, comunque, è stato l’occasione anche per discutere l’accordo di cooperazione economica e commerciale in via di gestazione tra l’Ue e il Mercosur (il mercato comune dell’America meridionale). Patto che ancora non è stato siglato e che potrebbe essere definito in autunno. "Anche alla luce del confronto avuto – ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen - sono fiduciosa che nei prossimi mesi riusciremo a dare un impulso ai negoziati sull'accordo commerciale Ue-Mercosur e arrivare a un accordo entro fine anno".