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L’appello di Human Rights Watch contro il memorandum Ue-Tunisia: “Cessare il sostegno. Gravi abusi sui migranti”

La Ong denuncia “pestaggi, arresti e detenzioni arbitrarie, espulsioni collettive, azioni pericolose in mare, sgomberi forzati, furti di soldi e di effetti personali”, e esorta l’Unione europea a fermare gli aiuti alla lotta contro l’immigrazione clandestina
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Domenica scorsa, Giorgia Meloni e il premier olandese Mark Rutte hanno accompagnato a Tunisi Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che ha firmato un Memorandum d’intesa con Kais Saied, il presidente tunisino.

L’atto apre la strada a generosi finanziamenti europei per il Paese maghrebino, compresi 105 milioni di euro per “il controllo delle frontiere, la ricerca e il salvataggio dei migranti”.

Ma in un rapporto pubblicato stamani, Human Rights Watch (Hrw) punta il dito contro le forze di sicurezza tunisine, che hanno commesso “gravi abusi” negli ultimi mesi proprio sui migranti subsahariani. L’Ong lancia all’Unione europea un appello a “cessare il proprio sostegno” alla Tunisia nella lotta contro l’immigrazione clandestina.

“Finanzia…

Domenica scorsa, Giorgia Meloni e il premier olandese Mark Rutte hanno accompagnato a Tunisi Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, che ha firmato un Memorandum d’intesa con Kais Saied, il presidente tunisino.

L’atto apre la strada a generosi finanziamenti europei per il Paese maghrebino, compresi 105 milioni di euro per “il controllo delle frontiere, la ricerca e il salvataggio dei migranti”.

Ma in un rapporto pubblicato stamani, Human Rights Watch (Hrw) punta il dito contro le forze di sicurezza tunisine, che hanno commesso “gravi abusi” negli ultimi mesi proprio sui migranti subsahariani. L’Ong lancia all’Unione europea un appello a “cessare il proprio sostegno” alla Tunisia nella lotta contro l’immigrazione clandestina.

“Finanziando le forze di sicurezza, che commettono degli abusi, l’Ue condivide con Tunisi la responsabilità per le sofferenze inflitte a migranti, rifugiati e richiedenti asilo”, sottolinea Lauren Seibert, una ricercatrice citata nel rapporto. Hrw documenta le proprie accuse.

L’Ong ha raccolto, dal febbraio scorso, quando Saied aveva pronunciato un discorso a sfondo razzista contro i migranti, più di venti testimonianze di “vittime di violazioni dei diritti umani da parte delle autorità tunisine”.

Si punta il dito contro “la polizia, i militari e la guardia costiera”. “Questi abusi – si legge - comprendono pestaggi, arresti e detenzioni arbitrarie, espulsioni collettive, azioni pericolose in mare, sgomberi forzati, furti di soldi e di effetti personali”.

Fra le persone intervistate, nove sono ripartite nei loro Paesi di origine su voli aerei organizzati in marzo per il rimpatrio, mentre otto si trovano ancora in Tunisia. Sette altri fanno parte di un gruppo di “1200 africani neri espulsi e trasferiti sotto coercizione, all’inizio di luglio, dalle forze di sicurezza tunisine alle frontiere con la Libia e l’Algeria”.

Lo scorso 3 luglio un tunisino era rimasto ucciso negli scontri fra la popolazione locale e i subsahariani a Sfax, la principale base di partenza verso Lampedusa. In seguito, centinaia di migranti sono stati trasferiti a forza in zone desertiche ai confini con i due Paesi vicini. Le testimonianze raccolte da Hrw mostrano che sono stati lasciati lì senza acqua, né cibo e senza alcun riparo, in pieno deserto.

Secondo il rapporto, “la maggior parte degli abusi documentati hanno avuto luogo dopo il discorso pronunciato il 21 febbraio scorso dal presidente”, nel quale attaccava l’immigrazione clandestina, denunciando l’arrivo di “orde di migranti” venute, secondo lui, a “cambiare la composizione demografica” della Tunisia.

Le persone interrogate dalla Ong assicurano di aver subito delle violenze nei commissariati (“alcuni sono stati vittime di elettrochoc”). Altri hanno denunciato “arresti e detenzioni arbitrarie, dovute al colore della loro pelle”. Varie testimonianze riportano “abusi in occasione di operazioni di intercettazione e di salvataggio nel mare dinanzi a Sfax”. Questi migranti dicono di essere stati “picchiati, vittime di furti, lasciati alla deriva senza motore e insultati”.

Human Rights Watch aveva già scritto a fine giugno al Governo tunisino, senza ricevere alcuna risposta. Ma ora il terzetto europeo, capitanato da Meloni, è venuto a Tunisi offrendo addirittura fondi per la gestione della crisi dei migranti (senza parlare, appunto, di diritti umani).

E così adesso Hrw esorta l’Ue a fermare gli aiuti alla lotta contro l’immigrazione clandestina in Tunisia “fino a una valutazione del loro impatto sui diritti umani”. Il Memorandum deve ancora passare al vaglio del consiglio dei ministri della Ue. I Paesi sarebbero già d’accordo per dare il via libera, anche se non si può mai sapere fino al momento del voto.

La Tunisia si è rifiutata ad accogliere i migranti rimandati dall’Europa e in precedenza partiti dalle sue coste, come prevede il nuovo Patto europeo su immigrazione e asilo per i “Paesi terzi sicuri”.

Ma Tunisi, per incassare l’intero pacchetto di aiuti (compresi 900 milioni di euro di assistenza macrofinanziaria, vincolati all’ottenimento di un prestito del Fmi da 1,9 miliardi di dollari), ha comunque accettato di frenare il più possibile i flussi migratori diretti verso l’Ue e si è impegnata a bloccare i subsahariani sul suo territorio, selezionando quelli che accettano di rientrare a casa loro (sono già previsti 6mila “rimpatri volontari”).

Nelle ultime settimane, in realtà, il Paese sta già procedendo a un’azione di questo tipo, in centri di raccolta improvvisati nel Sud, dov’è stata trasferita una parte dei migranti prima abbandonati alle frontiere. Ma ieri sera vari esperti indipendenti dell’Onu hanno firmato un appello che chiede di cessare immediatamente queste espulsioni collettive.

Tra i firmatari, il Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale, il Gruppo di lavoro degli esperti sulle persone di ascendenza africana e tre relatori speciali, tra cui Felipe Gonzales Morales, che si occupa dei diritti umani dei migranti.

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