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Ora il Vaticano media anche sui prigionieri. Apertura di Biden a Zuppi

Il cardinale Matteo Zuppi

 (ansa)
Il cardinale ha consegnato al presidente Usa una lettera del Papa
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WASHINGTON — Il cardinale Matteo Zuppi ha portato al presidente Joe Biden un messaggio personale di Papa Francesco, e durante l’incontro di martedì alla Casa Bianca si è discussa anche la possibilità di un coinvolgimento della diplomazia vaticana nelle mediazioni per gli scambi di prigionieri tra Ucraina e Russia. Lo rivela a Repubblica il nunzio apostolico negli Stati Uniti, Christophe Pierre, confermando così che il ruolo della Santa Sede resta concentrato sugli aspetti umanitari, ma con uno sguardo operativo anche sulle questioni che possono aprire la porta al dialogo per una soluzione diplomatica.

“Quello di martedì — commenta il neo cardinale Pierre, che ha accompagnato Zuppi da Biden — è stato un buon incontro, lungo, cordiale e caloroso. Il presidente era molto disponibile, ha ascoltato e parlato molto. È stato uno scambio. Il cardinale Zuppi ha ripreso alcune cose che aveva già detto tante volte, e le ha ripetute anche ai parlamentari”, che ha incontrato due volte, martedì e i…

WASHINGTON — Il cardinale Matteo Zuppi ha portato al presidente Joe Biden un messaggio personale di Papa Francesco, e durante l’incontro di martedì alla Casa Bianca si è discussa anche la possibilità di un coinvolgimento della diplomazia vaticana nelle mediazioni per gli scambi di prigionieri tra Ucraina e Russia. Lo rivela a Repubblica il nunzio apostolico negli Stati Uniti, Christophe Pierre, confermando così che il ruolo della Santa Sede resta concentrato sugli aspetti umanitari, ma con uno sguardo operativo anche sulle questioni che possono aprire la porta al dialogo per una soluzione diplomatica.

“Quello di martedì — commenta il neo cardinale Pierre, che ha accompagnato Zuppi da Biden — è stato un buon incontro, lungo, cordiale e caloroso. Il presidente era molto disponibile, ha ascoltato e parlato molto. È stato uno scambio. Il cardinale Zuppi ha ripreso alcune cose che aveva già detto tante volte, e le ha ripetute anche ai parlamentari”, che ha incontrato due volte, martedì e ieri. “Abbiamo discusso la situazione e le prospettive. Il cardinale ha sempre insistito sul fatto che l’iniziativa del Santo Padre e sua è umanitaria. La Chiesa sta già facendo molto. Qui negli Usa sono state accolte oltre 200mila persone fuggite dalla guerra e noi aiutiamo a riceverle. Più specificamente il Papa ha espresso il desiderio di risolvere la questione dei bambini, e poi si è parlato anche degli scambi di prigionieri. Siamo disponibili. Il cardinale ha appena iniziato a lavorare, la missione prosegue. Volevano prima di tutto informare, e poi avere il contributo degli Stati Uniti. Il presidente è stato favorevole e ha incaricato i suoi collaboratori di essere disponibili”.

Un passo avanti operativo, dunque: “Non era solo un viaggio di cortesia. L’idea è di continuare, vedremo ora come. Il cardinale sa di essere all’inizio di un processo, non facile”. Ai bambini si potrebbero aggiungere i prigionieri, che hanno una dimensione politica: “Si è parlato anche di questo. Ci sono altri organismi che se occupano, non solo la Chiesa. Abbiamo notato che la questione dei bambini preme a tutti. Anche i parlamentari sono molto preoccupati e sensibili. Il cardinale lo ha ripetuto molte volte: in ciò che facciamo consideriamo tutti gli aspetti, perché siamo ben al corrente della complessità e della gravità del problema, la guerra che non possiamo controllare. Però non vogliamo che l’azione della Chiesa sia politicizzata o strumentalizzata. Perciò ci vuole trasparenza con i vari attori”. Biden e Zuppi hanno toccato anche aspetti dove c’è meno convergenza, come le bombe a grappolo o il recente vertice di Vilnius: “Sì, il cardinale ha detto che siamo ben al corrente di tutte le dimensioni. Si è parlato delle decisioni della Nato, però ovviamente la Chiesa vuole conservare la specificità e particolarità della sua azione, per poterla svolgere senza influenze politiche o manipolazioni. Dunque bisogna distaccarsi sempre. Non vuol dire che non abbiamo una visione d’insieme, ma conserviamo la nostra distinzione”. Questo include la discrezione sui colloqui per eventuali piani diplomatici di pace: “Ne abbiamo parlato, ma non tanto. Per il momento è un’ipotesi lontana, almeno pubblicamente”. Discorso simile per il messaggio personale del Papa a Biden: “Lo ha consegnato, è una prassi normale. Però sono cose riservate”.

L’ex inviato americano per l’Ucraina Kurt Volker ha commentato così con Repubblica la visita: “È un fatto positivo. Zelensky ha il suo piano di pace, i cinesi il loro, è buono che ci sia un coinvolgimento diretto anche del Vaticano. Tutte queste iniziative però dovrebbero essere basate sulla richiesta del ritiro delle forze russe dall’Ucraina. È un punto su cui la Santa Sede enfatizza più il cessate il fuoco e gli aspetti umanitari relativi alla sicurezza delle persone, che premiano Mosca per la sua aggressione, e la proteggono dalla controffensiva ucraina per riconquistare il proprio territorio. Quindi è buono il coinvolgimento del Vaticano per la pace, ma un elemento chiave deve essere la richiesta del ritiro delle truppe russe”.

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