✕

Zuppi porta a Biden il piano di pace del Papa. “Un passo verso il dialogo”

L’inviato di Francesco ricevuto alla Casa Bianca. Primo obiettivo riportare a casa i bambini ucraini trattenuti in Russia
3 minuti di lettura

WASHINGTON - “Lo scopo è ascoltare ed essere ascoltato. L’obiettivo generale è contribuire alla pace, mentre quello particolare è l’assistenza umanitaria ai bambini. La speranza è che un risultato positivo su questo aspetto possa aprire la porta anche al dialogo sulla soluzione diplomatica del conflitto”.

Così il nunzio apostolico negli Stati Uniti Christophe Pierre, fresco della nomina cardinalizia appena ricevuta da Francesco, spiega a Repubblica il senso della missione americana del leader della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi, ricevuto ieri alla Casa Bianca dal presidente Joe Biden.

L’arcivescovo di Bologna, che ha cominciato la giornata con una visita al Congresso, è vicino a lui, ma aspetta di riferire al Papa prima di fare commenti. Gli obiettivi però sono chiari.

Zuppi, che nel campo delle mediazioni diplomatiche ha un’esperienza trentennale risalente a quando era un giovane sacerdote legato alla Comunità di Sant’Egidio, è già stato a Mosca, dove ha visto…

WASHINGTON - “Lo scopo è ascoltare ed essere ascoltato. L’obiettivo generale è contribuire alla pace, mentre quello particolare è l’assistenza umanitaria ai bambini. La speranza è che un risultato positivo su questo aspetto possa aprire la porta anche al dialogo sulla soluzione diplomatica del conflitto”.

Così il nunzio apostolico negli Stati Uniti Christophe Pierre, fresco della nomina cardinalizia appena ricevuta da Francesco, spiega a Repubblica il senso della missione americana del leader della Conferenza episcopale italiana Matteo Zuppi, ricevuto ieri alla Casa Bianca dal presidente Joe Biden.

L’arcivescovo di Bologna, che ha cominciato la giornata con una visita al Congresso, è vicino a lui, ma aspetta di riferire al Papa prima di fare commenti. Gli obiettivi però sono chiari.

Zuppi, che nel campo delle mediazioni diplomatiche ha un’esperienza trentennale risalente a quando era un giovane sacerdote legato alla Comunità di Sant’Egidio, è già stato a Mosca, dove ha visto il patriarca Kirill, capo della chiesa ortodossa locale, e Maria Lvova-Belova, responsabile proprio del trattamento dei bambini ucraini, per cui è stata incriminata insieme al presidente Putin dall’International Criminal Court.

Il governo di Kiev sostiene che dal febbraio del 2022 19.500 bambini sono stati deportati dai russi, ma secondo il senatore Grigory Karasin il totale è di oltre 700mila. Quindi il cardinale è andato da Zelensky, che ha chiesto al Papa di appoggiare il suo piano di pace.

Altri capi di stato e di governo fanno mesi di fila per essere ricevuti alla Casa Bianca, ma Biden ha accettato immediatamente di vedere Zuppi, un po’ per la sua devozione cattolica, e molto per quanto Francesco e il Vaticano possono fare per favorire la fine della guerra, smentendo le insinuazioni sul presunto anti americanismo, nonostante sia nota la differenza di posizioni su temi come la recente fornitura delle bomba a grappolo.

Infatti Pierre sottolinea che "il presidente Joe Biden ha sempre avuto molta attenzione per il Santo Padre”. Il nunzio spiega che la missione avviata dal cardinale continua: “Lo scopo è ascoltare ed essere ascoltato. Informare su ciò che è già avvenuto, per vedere come si può proseguire. L’idea è generalmente quella di contribuire alla pace, e più precisamente entrare sull’aspetto umanitario, in particolare per quanto riguarda i bambini. La discussione ruota intorno a questo”.

Quindi l’obiettivo primario immediato è facilitare il ricongiungimento dei bambini con le famiglie: "Sì, questo è lo scopo più preciso del cardinale, e ovviamente del Papa, anche perché è una questione più concreta. Ovviamente però l’idea è di pensare alla pace, nel contesto complicato che c’è. Il cardinale è molto realista, cerchiamo di fare ciò che è possibile”.

La speranza è che se ci fosse un risultato positivo sul terreno umanitario, potrebbe aprire la porta al dialogo anche sul resto: "Certo, l’idea è la pace e la giustizia”. Perché non c’è pace senza giustizia, come ripeteva spesso Giovanni Paolo II: “Esattamente. Lo abbiamo sentito anche nei dialoghi avuti oggi”.

Il Vaticano non si fa illusioni, ma lavora: "È un primo passo. Siamo realisti, sappiamo perfettamente che la cosa non è facile. Però il Papa vuole contribuire all’attenzione verso una situazione che comunque dovrà arrivare ad un esito”. Una proposta per come arrivare alla pace esiste, ma non è il momento di divulgarla: “Di questo per il momento se ne parla così, in maniera generica. Poi vedremo”.

Al termine dell’incontro, la Casa Bianca ha confermato la linea con questo comunicato: “Il presidente Joseph Biden ha incontrato oggi il Cardinale Matteo Maria Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della Conferenza Episcopale Italiana. Il presidente Biden ha condiviso i suoi auguri per il proseguimento del ministero e della leadership globale di papa Francesco e ha accolto con favore la recente nomina a cardinale di un arcivescovo statunitense.

I due hanno anche discusso degli sforzi della Santa Sede nel fornire aiuti umanitari per affrontare le diffuse sofferenze causate dalla continua aggressione della Russia in Ucraina, nonché il sostegno del Vaticano per il ritorno dei bambini ucraini deportati con la forza".

Charles Kupchan, ex direttore per l’Europa alla Casa Bianca che ad aprile aveva incontrato il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov a New York per una mediazione informale, sembra in linea con le aspettative di Zuppi e Pierre: “La visita del cardinale - dice a Repubblica - ha il potenziale per far avanzare la diplomazia su fronti ristretti, in particolare sul ritorno dei bambini ucraini portati in Russia dopo l'invasione di Mosca.

Ma è prematuro aspettarsi progressi diplomatici più ampi. Al momento la guerra è posizionata per continuare, mentre l'Ucraina cerca di reclamare il territorio occupato dalle forze russe. Entrambe le parti sono determinate a proseguire la lotta, come dimostrato dalla recente sospensione da parte di Mosca dell'accordo per l'esportazione di grano ucraino e dall'attacco al ponte di Kerch".

Leggi i commenti