Troppo caldo anche in Germania: il governo valuta l’introduzione della siesta per i lavoratori
di Benedetta PerilliBerlino come Palermo alla controra, tapparelle abbassate e siesta per i lavoratori che affrontano il grande caldo. Un’immagine, quella della penombra e delle tende che sventolano mentre il dipendente dorme nel pomeriggio, che difficilmente si riesce ad associare alle ambientazioni e ai ritmi mitteleuropei ma che presto potrebbe diventare realtà.
Un gruppo di medici tedeschi ha proposto il riposo pomeridiano come pratica da introdurre nel sistema lavorativo nazionale per stemperare gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti durante l'estate (in Baviera nei giorni scorsi si sono raggiunti i 38,8 gradi).
"Con il caldo dovremmo ispirarci al modo in cui lavorano i Paesi dell’Europa del sud: alzarsi presto, lavorare in modo produttivo la mattina e fare una siesta a metà giornata è un concetto che dovremmo adottare nei mesi estivi", così Johannes Niessen, il presidente dell'Associazione federale dei medici nel servizio sanitario pubblico,…
Berlino come Palermo alla controra, tapparelle abbassate e siesta per i lavoratori che affrontano il grande caldo. Un’immagine, quella della penombra e delle tende che sventolano mentre il dipendente dorme nel pomeriggio, che difficilmente si riesce ad associare alle ambientazioni e ai ritmi mitteleuropei ma che presto potrebbe diventare realtà.
Un gruppo di medici tedeschi ha proposto il riposo pomeridiano come pratica da introdurre nel sistema lavorativo nazionale per stemperare gli effetti delle ondate di calore sempre più frequenti durante l'estate (in Baviera nei giorni scorsi si sono raggiunti i 38,8 gradi).
"Con il caldo dovremmo ispirarci al modo in cui lavorano i Paesi dell’Europa del sud: alzarsi presto, lavorare in modo produttivo la mattina e fare una siesta a metà giornata è un concetto che dovremmo adottare nei mesi estivi", così Johannes Niessen, il presidente dell'Associazione federale dei medici nel servizio sanitario pubblico, in un’intervista al network RND. "Le persone non sono efficienti come al solito quando fa molto caldo. Dormire male senza rinfrescarsi durante la notte porta anche a problemi di concentrazione", ha aggiunto Niessen che agli smart worker ha consigliato invece “Un pediluvio freddo sotto la scrivania”.
La proposta della siesta, che sembra minare il mito dell’ultra-produttività tedesca, è stata subito accolta con favore dal ministro della Sanità, Karl Lauterbach, che, in vacanza in Italia, ha rinunciato a una gita a Roma nei giorni del picco di Caronte. "La siesta al caldo non è certamente un cattivo suggerimento", ha scritto su Twitter ricordando che "i datori di lavoro e i dipendenti dovrebbero trovare un accordo tra di loro”.
La siesta in Germania, specie se pensata per chi lavora all’aperto ed è più esposto ai rischi delle alte temperature, è diventata presto il centro di un dibattito nazionale con tanto di intervento di Steffen Hebestreit, portavoce del governo Scholz, che a fronte dell’aumento delle temperature estive ha parlato dell’esigenza di ripensare la “vita comune e lavorativa, anche in modo che non ci siano problemi per la salute".
Tutte le proposte sono quindi da "prendere molto seriamente e bisogna discuterne insieme". Siesta inclusa. Pur ricordando però, come ha specificato anche il ministero del Lavoro, che la trattativa deve essere portata avanti tra datori di lavoro, che rappresentati dall’associazione Bda si sono dichiarati interessati alla proposta, e dipendenti delle varie aziende.
Una tendenza, caldo a parte, che si sta consolidando in altri Paesi “freddi” come il Regno Unito dove dal 2019 a Londra opera il team di consulenti di ProNapper (a favore di chi fa il riposino), una società composta da coach, operatori del benessere ed esperti del sonno nata con lo scopo di normalizzare la siesta sul lavoro. Armati di mascherine per gli occhi, essenze aromatiche e pillole naturali, propongono corsi aziendali “per educare ai benefici del sonnellino nella produttività e creare luoghi di lavoro dove il riposo è rispettato”.
E poi ricordano, mettendola sul piano più esplicitamente economico: “Se siete tra i 4 su 5 di noi che non dormono 8 ore a notte per una delle tante ragioni, non vi sorprenderà sapere che la privazione del sonno nel Regno Unito costa alla nostra economia 40 miliardi di sterline all'anno. Un sonnellino diurno di 5, 10 o 20 minuti può risolvere il problema”.
Problema produttività risolto, forse, ma ne resta un altro. La siesta fa bene alla salute? Sui reali benefici esiste un fronte di detrattori che, dati alla mano come quelli dei ricercatori spagnoli che hanno lavorato sulla popolazione di Murcia (dove la siesta si pratica comunemente), parlano di rischi di obesità e danni cardiovascolari.
Rischi che vanno però valutati in base alla lunghezza della siesta come racconta il neurologo Giuseppe Plazzi, responsabile dei Laboratori per lo studio e la cura dei disturbi del sonno dell’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna. "La propensione pomeridiana al sonno è fisiologica, regolata dall'orologio circadiano, nella maggioranza della popolazione. Questa finestra temporale - alle 14 circa - coincide con un picco di incidenti stradali gravati da alta mortalità, proprio perché dovuti a colpi di sonno”.
Plazzi aggiunge che i colpi di sonno sul lavoro spesso rischiano di trasformarsi in incidenti o errori, a volte anche gravi. “La miglior strategia per evitare questi colpi di sonno è assecondare la sonnolenza con opportunità di sonno brevi, circa 15-20 minuti, proprio per liberarci dalla sonnolenza evitando di scivolare nel sonno profondo, dal quale risvegliarci lucidi può essere un problema poiché siamo intontiti dalla sleep inertia. È questo il sonnellino breve e ristoratore di Leonardo, dei navigatori solitari, il "power nap” di Thomas Edison”.
E del potere della siesta parla a Repubblica anche Olivia Arezzolo, guru del sonno australiana, autrice del manuale “Leone, orso, lupo”, ovvero come dormire meglio scoprendo il proprio cronotipo. “Sono totalmente a favoree della siesta”, si schiera Arezzolo soprattutto in estate quando la riduzione delle energie tra le 2 e le 4 del pomeriggio aumenta con caldo generando un eccesso di stanchezza che rischia di far aumentare incidenti e distrazioni.
E a conferma della sua posizione riporta l’esperienza dell’agenzia governativa spaziale americana. “La Nasa ha registrato un aumento del 34% della produttività dopo un pisolino di 26 minuti, quindi la siesta non deve essere necessariamente lunga o impegnativa per le nostre giornate”.