✕

Francia, la scommessa di Macron per l’Istruzione: il 34enne Gabriel Attal alla guida del maxi-ministero

Gabriel Attel visita una scuola danneggiata dalle rivolte

 (afp)
Attal ha promesso di ristabilire “autorità e ordine” dopo le rivolte delle banlieue, ma vuole anche trasferirsi una volta al mese con il suo gabinetto dentro una scuola. Le polemiche della destra per il suo orientamento sessuale: “La sua nomina è il disastro dell’estate”
1 minuti di lettura

PARIGI – Occhi puntati in Francia sul nuovo ministro dell'Istruzione. Gabriel Attal, 34 anni, macronista di ferro, nella cerchia dei fedelissimi del capo dello Stato. Ha fatto una carriera folgorante: già portavoce del governo, poi al dicastero delle Finanze, era stato al centro di polemiche in Italia nel 2018 quando aveva definito “vomitevole” la gestione dei migranti dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. Attal viene ora promosso nel maxi-ministero che ha 1,2 milioni di dipendenti pubblici, al centro di sfide cruciali per la società francese, dall'integrazione alla difesa della laicità.

Il giovanissimo ministro prende il posto di Pap Ndiaye, nominato più di un anno fa tra gli strepiti dell'estrema destra che lo ha accusato di “wokismo”, ovvero di essere troppo vicino ai movimenti anti-razzismo e di difesa delle minoranze e quindi poco “repubblicano”. Ma neanche la nomina di Attal – che ha già promesso di ristabilire “autorità e ordine” nelle scuole – passa…

PARIGI – Occhi puntati in Francia sul nuovo ministro dell'Istruzione. Gabriel Attal, 34 anni, macronista di ferro, nella cerchia dei fedelissimi del capo dello Stato. Ha fatto una carriera folgorante: già portavoce del governo, poi al dicastero delle Finanze, era stato al centro di polemiche in Italia nel 2018 quando aveva definito “vomitevole” la gestione dei migranti dell'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini. Attal viene ora promosso nel maxi-ministero che ha 1,2 milioni di dipendenti pubblici, al centro di sfide cruciali per la società francese, dall'integrazione alla difesa della laicità.

Il giovanissimo ministro prende il posto di Pap Ndiaye, nominato più di un anno fa tra gli strepiti dell'estrema destra che lo ha accusato di “wokismo”, ovvero di essere troppo vicino ai movimenti anti-razzismo e di difesa delle minoranze e quindi poco “repubblicano”. Ma neanche la nomina di Attal – che ha già promesso di ristabilire “autorità e ordine” nelle scuole – passa inosservata nella parte più reazionaria del Paese. "La nomina di Gabriel Attal al posto di Pap Ndiaye è il disastro dell'estate: è il passaggio da woke a Lgbt” ha scritto su Twitter Philippe de Villiers esponente della destra più tradizionalista, facendo allusione all’omosessualità del nuovo ministro dell'Istruzione.

Attal è da tempo in coppia con Stéphane Sejourné, capo del partito di maggioranza Renaissance e leader dell'eurogruppo Renew. Anche se i due sono stati sempre discreti sulla loro vita privata e in una rara intervista a Libération nel 2019 Attal aveva confidato di pensare di avere figli con la maternità surrogata, ma solo se diventasse legale in Francia.

L'attacco personale contro il neoministro di de Villiers ha provocato reazioni di solidarietà anche nell'opposizione. "L'omofobia non è un'opinione ma un delitto” ha commentato Oliveri Faure, segretario del partito socialista. “Si può non essere macronisti, ma non di essere omofobi” dice Marine Tondelier, leader del partito ecologista.

La scelta di Attal, che ha studiato in una delle scuole private dell'élite parigina, l'Ecole Alsacienne, alla guida di un dicastero che ha 1,2 milioni di dipendenti è una scommessa per Macron. La prima trasferta del neoministro è stata organizzata in una scuola parzialmente distrutta nelle rivolte delle banlieue, non lontano da Versailles. Il neoministro vuole anche trasferirsi una volta al mese con il suo gabinetto dentro una scuola, e dopo qualche ora dalla nomina ha fatto vedere subito di essere sul campo.

Leggi i commenti