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Spagna al voto, destra su nei sondaggi: Sánchez tenta la remontada

La sensazione del presidente spagnolo è corroborata dagli errori commessi dal leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, nell’ultima settimana: primo fra tutti aver disertato il dibattito sulla tv pubblica
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MADRID — Tutti a consultare il sito di una rivista culturale australiana, The Adelaide Review, che ha cessato le pubblicazioni. È lì che, ieri pomeriggio, sono comparsi gli ultimi sondaggi preelettorali, nella giornata di riflessione e al termine di una settimana in cui l’obsoleta legge spagnola ne impedisce la pubblicazione sul territorio nazionale.

Dati che, in realtà, dicono poco. Perché la destra, è vero, resta in vantaggio, ma con una forchetta di seggi che va da 169 a 177 (su una maggioranza parlamentare di 176). Tutto bene nel secondo caso per le aspirazioni presidenziali del leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, e per i sogni di vicepresidenza del capo dell’ultradestra di Vox, Santiago Abascal. Ma se la somma dei due partiti fosse intorno a 170, forse anche qualcosa di più, le destre vedrebbero svanire la speranza di un assalto alla Moncloa. Diverso il discorso per lo schieramento progressista.

MADRID — Tutti a consultare il sito di una rivista culturale australiana, The Adelaide Review, che ha cessato le pubblicazioni. È lì che, ieri pomeriggio, sono comparsi gli ultimi sondaggi preelettorali, nella giornata di riflessione e al termine di una settimana in cui l’obsoleta legge spagnola ne impedisce la pubblicazione sul territorio nazionale.

Dati che, in realtà, dicono poco. Perché la destra, è vero, resta in vantaggio, ma con una forchetta di seggi che va da 169 a 177 (su una maggioranza parlamentare di 176). Tutto bene nel secondo caso per le aspirazioni presidenziali del leader del Pp, Alberto Núñez Feijóo, e per i sogni di vicepresidenza del capo dell’ultradestra di Vox, Santiago Abascal. Ma se la somma dei due partiti fosse intorno a 170, forse anche qualcosa di più, le destre vedrebbero svanire la speranza di un assalto alla Moncloa. Diverso il discorso per lo schieramento progressista.

Il sondaggio “australiano” (in realtà realizzato dal Gesop, un istituto di studi socio-politici catalano) colloca l’alleanza tra il Psoe di Pedro Sánchez e il movimento Sumar di Yolanda Díaz tra i 142 e i 150 seggi. Ma le sinistre hanno un’ampia possibilità di siglare alleanze con gruppi nazionalisti e indipendentisti baschi e catalani.

Dopo un avvio di campagna elettorale in netto svantaggio, complicato dal passo falso del dibattito tv con Feijóo, in cui non è riuscito a contrastare i toni aggressivi dell’avversario, Sánchez si è detto sempre più convinto, negli ultimi giorni, che la “remontada” possa essere portata a buon fine.

Una sensazione corroborata dagli errori a ripetizione commessi dal leader del Pp nell’ultima settimana. Il più grave di tutti, forse, quello di aver disertato il dibattito sulla rete pubblica Tve, al quale hanno partecipato i due candidati della sinistra (in grande sintonia) e il leader dell’estrema destra Abascal. È stato un tiro a segno contro Feijóo, non solo da parte di Sánchez e Díaz, ma anche dello stesso numero uno di Vox, il suo scomodo alleato.

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