Come la catastrofe meteorologica della California si è trasformata in un miracolo
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - Una catastrofe annunciata, trasformata inaspettatamente in un miracolo, che tuttavia minaccia di tornare catastrofe in un battito di ciglia. Così un’inchiesta del Washington Post descrive quanto sta accadendo in California, dopo le straordinarie nevicate dello scorso inverno. L’ennesima conferma che in questa era complicata, purtroppo, caldo e freddo sono diventate davvero notizie assai rilevanti per la nostra sopravvivenza, al netto dei giochetti d’interesse partitici o industriali.
Da anni la California è minacciata dai cambiamenti climatici, che fanno avanzare i deserti e la soffocano con la siccità. Considerando che oltre alla tecnologia digitale e militare, questo Stato è uno dei principali produttori di generi alimentari negli Stati Uniti, il pericolo riguarda la sussistenza dell’intero paese. In sostanza troppo caldo, per chi non riuscisse ancora ad afferrare la connessione pensando solo alle conseguenze estivo/balneari, significa non avere abbastanza cibo per sfama…
NEW YORK - Una catastrofe annunciata, trasformata inaspettatamente in un miracolo, che tuttavia minaccia di tornare catastrofe in un battito di ciglia. Così un’inchiesta del Washington Post descrive quanto sta accadendo in California, dopo le straordinarie nevicate dello scorso inverno. L’ennesima conferma che in questa era complicata, purtroppo, caldo e freddo sono diventate davvero notizie assai rilevanti per la nostra sopravvivenza, al netto dei giochetti d’interesse partitici o industriali.
Da anni la California è minacciata dai cambiamenti climatici, che fanno avanzare i deserti e la soffocano con la siccità. Considerando che oltre alla tecnologia digitale e militare, questo Stato è uno dei principali produttori di generi alimentari negli Stati Uniti, il pericolo riguarda la sussistenza dell’intero paese. In sostanza troppo caldo, per chi non riuscisse ancora ad afferrare la connessione pensando solo alle conseguenze estivo/balneari, significa non avere abbastanza cibo per sfamarsi. Un problema piuttosto serio, per animali abituati a mangiare tre volte al giorno.
La siccità che aveva colpito la California era stata così severa, da alimentare le favole di chi da anni prevede l’imminente collasso dello Stato, giusto per dire la prima cosa che gli passa per la testa allo scopo di farsi notare. Il problema però era serio, al punto di spingere gli agricoltori a svuotare anche le riserve sotterranee. Poi è arrivato l’inverno scorso, con nevicate di dimensioni che sulla Sierra Nevada non si vedevano almeno del 1952. E purtroppo hanno fatto diverse vittime, perché nessuno prevedeva un fenomeno di questa entità e si era preparato ad affrontarlo.
La neve naturalmente significa acqua, ma prima di poterla utilizzare si deve sciogliere. E questo era il secondo incubo che affliggeva la California, perché il rischio era quello di inondazioni improvvise e incontenibili, che minacciavano anche di distruggere il territorio e gli insediamenti umani. Qui però è avvenuto il miracolo, perché le temperature si sono rialzate gradualmente, rallentando quindi il processo dello scioglimento. Ora stanno accelerando, ma la speranza è che il pericolo peggiore sia passato, e quindi diventi possibile gestire le acque mettendole da parte nelle riserve anche per il futuro.
Se così sarà, la California potrà tornare a respirare, e gli stolti diranno che il suo caso dimostra come il caldo tutto sommato non sia una grande notizia. Il problema è che secondo chi studia sul serio questi fenomeni, in maniera professionale e indipendente dalla politica, le nevicate dello scorso inverno sono state uno dei tanti fenomeni estremi provocati dal riscaldamento globale, che verranno accentuati ora dal ritorno già in corso del Niño.
Quindi alla troppa grazia del 2023 minacciano di seguire diversi anni di troppa poca grazia, secondo un andamento che purtroppo ci renderà assai visibile e tangibile il motivo per cui il caldo è una notizia piuttosto rilevante, per la nostra sopravvivenza sull’unico pianeta a nostra disposizione.