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Grecia, brucia anche Corfù, 2 mila italiani in fuga. Il premier Mitsotakis: “Siamo in guerra con il fuoco”

Ancora fiamme a Rodi, Traffico aereo in tilt. La testimonianza di chi è ancora lì: “Noi turisti abbandonati in un limbo rovente”
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Il fuoco illumina di rosso il Mare Egeo e lo Ionio, indicando anche di notte il destino della terra sconvolta dall’accelerazione del surriscaldamento del clima. Corfù, Rodi, Evia, decine di isole del Dodecaneso, l’Attica e il Peloponneso bruciano, nella morsa di roghi che nemmeno la task-force della protezione civile europea, inviata in Grecia, riesce più a controllare. “Siamo in guerra contro gli incendi – la drammatica denuncia del premier Kyriakos Mitsotakis – la crisi climatica è già qui e si manifesterà ovunque nel Mediterraneo, con disastri sempre maggiori. Salveremo tutti, ricostruiremo foreste e villaggi distrutti, risarciremo chi ha perso la propria casa: è chiaro però che bisogna agire subito sulle cause che stravolgono la natura, una minaccia anche per l’economia globale”.

Il fuoco illumina di rosso il Mare Egeo e lo Ionio, indicando anche di notte il destino della terra sconvolta dall’accelerazione del surriscaldamento del clima. Corfù, Rodi, Evia, decine di isole del Dodecaneso, l’Attica e il Peloponneso bruciano, nella morsa di roghi che nemmeno la task-force della protezione civile europea, inviata in Grecia, riesce più a controllare. “Siamo in guerra contro gli incendi – la drammatica denuncia del premier Kyriakos Mitsotakis – la crisi climatica è già qui e si manifesterà ovunque nel Mediterraneo, con disastri sempre maggiori. Salveremo tutti, ricostruiremo foreste e villaggi distrutti, risarciremo chi ha perso la propria casa: è chiaro però che bisogna agire subito sulle cause che stravolgono la natura, una minaccia anche per l’economia globale”.

Incendi dolosi a Rodi

Rodi brucia da una settimana. I vigili del fuoco dell’isola non riescono a circoscrivere le fiamme che avanzano su tre fronti, alimentate dalle raffiche del Meltemi. Gli evacuati sono oltre 30 mila, navi e aerei non riescono a evacuare la massa dei turisti che in estate prendono d’assalto l’isola. Da domenica notte brucia anche Corfù, nello Ionio: 17 le località evacuate all’alba di ieri, 2500 gli sfollati costretti a rifugiarsi nello stadio e nel teatro municipale. “Quasi certamente – dice il sindaco Giorgos Mahimaris – i roghi sono dolosi. Le fiamme sono scoppiate contemporaneamente in tre punti diversi, alle pendici del Monte Pantokratoras, nel Nordest dell’isola. La prima segnalazione è arrivata attorno alle 21: impossibile, a quell’ora, ipotizzare l’autocombustione solare”.

Grecia, fiamme fuori controllo sull'isola di Rodi: turisti e abitanti evacuati via nave

Per gli esperti le bombe di calore, che sconvolgono la Grecia da inizio luglio, sono però all’origine della catastrofe. Boschi e terreni sono aridi, induriti dalle temperature roventi e dalla lunga siccità invernale. “Le isole greche – dice il portavoce dei vigili del fuoco, Vasilis Vathrakogiannis – ormai sono covoni di fieno battuti dal vento giorno e notte. Basta un mozzicone acceso per incenerirle: non so se basteranno tre giorni per riprendere il controllo della situazione”. Decine di migliaia, in queste ore, i turisti in fuga, terrorizzati dai roghi avanzati fino a minacciare hotel, campeggi, spiagge e alloggi in affitto. Nell’ex veneziana Corfù le località più sconvolte sono Kalami, Nisaki e Barbati. Non si segnalano vittime e feriti, come nel resto della Grecia: circa 2 mila gli italiani che cercano di fuggire per rientrare in patria.

(afp)

La testimonianza

“Sembrava una sera tranquilla - la testimonianza di Alessia e Leonardo, turisti lombardi sorpresi a Nisaki – ma alle 22.30 le fiamme si sono improvvisamente alzate dietro la montagna. Alle 23 sui cellulari abbiamo ricevuto l’ordine di evacuazione della protezione civile: decine le località a rischio, la fuga fino a Ipsos è stata un incubo”. Per tutti il problema è ora trovare un aereo per lasciare le isole: il traffico è nel caos, manca carburante, i voli vengono dirottati in diversi scali greci. “Siamo abbandonati – le denuncia – in un limbo rovente”.

Per la popolazione l’incubo è invece il vento che alimenta le fiamme, a cui si aggiungono il caldo e la carenza d’acqua. Per far ricrescere boschi e macchia mediterranea inceneriti , in Grecia ci vorranno decenni. Se non si fa qualcosa per mitigare il cambiamento del clima, avanzerà il deserto.

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