Macron parla dopo la rivolta delle banlieue e rivendica la linea dura: “Violenza inaccettabile, difenderemo l’ordine”
dalla nostra corrispondente Anais GinoriPARIGI - "Ordine, ordine, ordine". Emmanuel Macron fa la sua prima intervista tv da un mese. Durante le rivolte delle banlieue aveva scelto di non parlare e poi aveva rinunciato al tradizionale discorso del 14 luglio. E ora il capo dello Stato conferma la linea della fermezza con i giovani che hanno devastato interi quartieri nelle notti infuocate della protesta dopo la morte del giovane Nahel, ucciso da un poliziotto il 27 giugno.
“La violenza è inaccettabile” ribadisce Macron rispondendo alle domande dei giornalisti al tiggì delle 13 in collegamento dalla Nuova Caledonia. Il leader francese è infatti partito per un viaggio di qualche giorno nell’Indo-Pacifico, facendo tappa a Numea nell’isola dei Territori d'Oltremare dove il governo è confrontato alle rivendicazioni di indipendenza e un'influenza crescente della Cina sulle risorse naturali. La tournée serve a Macron per ribadire il ruolo della Francia in questa zona strategica del mondo.
Il viaggio coincide con la fine …
PARIGI - "Ordine, ordine, ordine". Emmanuel Macron fa la sua prima intervista tv da un mese. Durante le rivolte delle banlieue aveva scelto di non parlare e poi aveva rinunciato al tradizionale discorso del 14 luglio. E ora il capo dello Stato conferma la linea della fermezza con i giovani che hanno devastato interi quartieri nelle notti infuocate della protesta dopo la morte del giovane Nahel, ucciso da un poliziotto il 27 giugno.
“La violenza è inaccettabile” ribadisce Macron rispondendo alle domande dei giornalisti al tiggì delle 13 in collegamento dalla Nuova Caledonia. Il leader francese è infatti partito per un viaggio di qualche giorno nell’Indo-Pacifico, facendo tappa a Numea nell’isola dei Territori d'Oltremare dove il governo è confrontato alle rivendicazioni di indipendenza e un'influenza crescente della Cina sulle risorse naturali. La tournée serve a Macron per ribadire il ruolo della Francia in questa zona strategica del mondo.
Il viaggio coincide con la fine dei "cento giorni di pacificazione, unità, ambizione e azione" che il presidente della Repubblica si era dato a metà aprile per rilanciare il suo secondo mandato quinquennale dopo la crisi delle pensioni. Macron ha difeso i risultati del governo. “È tornata la calma" ha detto il capo dello Stato, sottolineando che la rivolta delle banlieue è durata “solo cinque giorni rispetto alle tre settimane delle rivolte del 2005”. Sempre facendo quel paragone storico ha ricordato che l'esecutivo è riuscito a riportare la normalità senza varare lo stato di emergenza nazionale e il coprifuoco come successe diciotto anni fa.
L'intervista di Macron è stata lunga e un po' ingessata per via dello sfasamento audio legato alla distanza tra giornalisti e leader. "Ci sono stati giorni con e giorni senza” ha riconosciuto il presidente a proposito delle difficoltà delle ultime settimane. Ma il ministro dell'Interno è stato confermato, così come la premier Elisabeth Borne. 'Il governo è andato avanti, ha preso decisioni, ha approvato leggi ed è stato efficace, il che giustifica la fiducia alla premier".
Macron si è infine rifiutato di commentare le parole del capo della polizia. "Un poliziotto non dovrebbe stare in carcere mentre aspetta l’esito di un’inchiesta” ha detto Frederic Veaux a proposito di un agente in custodia cautelare con l’accusa di aver picchiato un giovane a Marsiglia. “Non ci dormo la notte” ha aggiunto il capo della polizia. A Marsiglia i sindacati della polizia hanno fatto anche dei raduni in solidarietà con il poliziotto fermato.