✕

La crociata di Putin contro i diritti Lgbt: ora la Russia vieta anche le transizioni di genere

(afp)
Il presidente russo ha siglato il progetto di legge criticato persino dal ministro della Sanità che mette al bando "i cambi di sesso". Si teme l’aumento di suicidi e il fiorire di un mercato clandestino degli interventi chirurgici
1 minuti di lettura

MOSCA – A criticarla non erano stati soltanto gli attivisti Lgbt, ma anche illustri medici e persino il ministro della Sanità. Tutto inutile. C’è la firma del presidente russo Vladimir Putin. Da oggi è entrata in vigore la controversa legge che vieta i “cambi di sesso”, il termine improprio usato dai legislatori russi per descrivere le transizioni di genere.

La legge approvata in fretta e furia all’inizio del mese da entrambe le Camere del Parlamento russo non solo rende illegali “gli interventi medici volti a cambiare il sesso di una persona” e ”la registrazione statale di un cambio di sesso senza operazione”, ma vieta alle persone che hanno cambiato genere di adottare bambini e annulla i matrimoni in cui uno dei due partner è transgender.

Il timore c…

MOSCA – A criticarla non erano stati soltanto gli attivisti Lgbt, ma anche illustri medici e persino il ministro della Sanità. Tutto inutile. C’è la firma del presidente russo Vladimir Putin. Da oggi è entrata in vigore la controversa legge che vieta i “cambi di sesso”, il termine improprio usato dai legislatori russi per descrivere le transizioni di genere.

La legge approvata in fretta e furia all’inizio del mese da entrambe le Camere del Parlamento russo non solo rende illegali “gli interventi medici volti a cambiare il sesso di una persona” e ”la registrazione statale di un cambio di sesso senza operazione”, ma vieta alle persone che hanno cambiato genere di adottare bambini e annulla i matrimoni in cui uno dei due partner è transgender.

Il timore condiviso dalla comunità Lgbt e medica è che la legge provochi un aumento dei suicidi e il fiorire di un mercato clandestino di interventi chirurgici e farmaci. Durante il dibattito alla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, il ministro della Sanità Murashko aveva suggerito piuttosto di proibire i “cambi di sesso” basati soltanto sulla richiesta del paziente e di introdurre requisiti più stretti per operazioni e terapie ormonali.

Proposta rispedita al mittente dal presidente della Duma Vjacheslav Volodin: “Vorremmo che il ministro della Sanità non proponesse nessun emendamento sostenendo di volersi prendere cura del popolo. Se proprio vuole, si prenda cura del popolo mettendo al bando tutte queste fornicazioni”.

La legge non è che l’ultimo passo nella repressione dei diritti della comunità Lgbt nel Paese. Putin non ha ancora penalizzato come Stalin l’omosessualità, ma dieci anni fa ha vietato la cosiddetta “propaganda Lgbt”. E se prima il divieto di “promuovere relazioni sessuali non tradizionali” valeva soltanto tra i minorenni, dal 5 dicembre scorso si applica a tutte le età e a tutti i media: cinema, letteratura, arte, musica e qualsiasi materiale che promuova “relazioni o desideri sessuali non tradizionali”.

Nel 2013 il Cremlino strumentalizzava l’agenda anti-Lgbtq per consolidare i consensi dopo un biennio di proteste. Ora invece cavalca l’omofobia per presentare l’offensiva in Ucraina come una crociata sotto la bandiera dei “valori tradizionali” contro il “satanico” Occidente che promuove “perversioni”.

Leggi i commenti