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In Cina tutti pazzi per la Shanhe, l’università perfetta. Che non esiste, ma fa arrabbiare il governo

Come rettore un poeta della dinastia Tang, tra gli ex allievi perfino Confucio. Nata per scherzo sul web come sogno degli studenti non ammessi negli atenei prestigiosi è diventata un luogo virtuale di critica al sistema dell’istruzione. E subito si è fatta sentire la censura
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PECHINO - Un campus ultramoderno, un corpo docente di altissimo livello, programmi di studio progettati nei minimi dettagli, un elenco di ex allievi - tra cui generali della dinastia Han, poeti dell'epoca Tang e perfino Confucio - di tutto rispetto. In Cina è nata l’Università perfetta. Peccato non esista.

Normalmente ci vogliono decenni - a volte secoli - perché un ateneo acquisti fama e si costruisca una reputazione. L’Università Shanhe ha bruciato i tempi. Creata per scherzo sui social, sta già diventando l’università dei sogni per molti studenti cinesi. Quella che era iniziata come una boutade, è cresciuta fino a diventare una corposa comunità online. Che rivela la disuguaglianza dell'istruzione nel Paese. E che ha già messo in allarme le autorità, facendo scattare la censura.

Il nome - Shanhe - richiama le quattro province di Shandong, Shanxi, Henan e Hebei, province dove la competizione per entrare in università r…

PECHINO - Un campus ultramoderno, un corpo docente di altissimo livello, programmi di studio progettati nei minimi dettagli, un elenco di ex allievi - tra cui generali della dinastia Han, poeti dell'epoca Tang e perfino Confucio - di tutto rispetto. In Cina è nata l’Università perfetta. Peccato non esista.

Normalmente ci vogliono decenni - a volte secoli - perché un ateneo acquisti fama e si costruisca una reputazione. L’Università Shanhe ha bruciato i tempi. Creata per scherzo sui social, sta già diventando l’università dei sogni per molti studenti cinesi. Quella che era iniziata come una boutade, è cresciuta fino a diventare una corposa comunità online. Che rivela la disuguaglianza dell'istruzione nel Paese. E che ha già messo in allarme le autorità, facendo scattare la censura.

Il nome - Shanhe - richiama le quattro province di Shandong, Shanxi, Henan e Hebei, province dove la competizione per entrare in università rinomate è spietata, dato l’ampio numero di studenti e quello sproporzionatamente basso, invece, di istituzioni prestigiose. Per sopperire a tutto ciò un gruppo di ragazzi ha iniziato ad immaginarsi allora questa università utopica - collocata proprio al centro di queste quattro province. Presto altri studenti hanno iniziato a contribuire creando un motto e uno stemma, un sito web e una brochure di ammissione, perfino il menu della mensa. Come rettore è stato scelto Du Fu, poeta della dinastia Tang, poiché i suoi versi senza tempo catturavano perfettamente l'etica dell'università: "Se potessi avere un grande palazzo, che si estende per mille stanze, ospiterei tutti gli studiosi del mondo, facendoli sorridere".


L’origine di questo movimento può essere rintracciata in un commento che un utente di Weibo (il Twitter cinese) ha postato alla fine di giugno - ricorda The China Project - poco dopo la fine del gaokao, l'esame nazionale di ammissione all’università in base al quale, a seconda dei punteggi, si può fare domanda nei vari atenei. “Se ognuno dei 3,5 milioni di studenti delle scuole superiori che ogni anno partecipano al gaokao in queste quattro province contribuisse con mille yuan (130 euro), il totale dei fondi raccolti sarebbe sufficiente per istituire un'università che accolga esclusivamente gli studenti locali che non ce l’hanno fatta ad entrare in altri atenei”, questo il senso dell’operazione, si legge nel post. La missione è quella di "salvare gli studenti che sono intrappolati nell'ingiustizia" e "permettere a ciascuno di loro di ricevere un'istruzione universitaria”. L’obiettivo è quello di “superare sia la Tsinghua sia l'Università di Pechino - le prime due della Cina - in cinque anni”, come recita il manifesto della Shanhe.

Le piattaforme social come WeChat e QQ sono diventate la sede di una moltitudine di gruppi di chat, ognuno dei quali è stato etichettato come un diverso dipartimento della Shanhe.

Pur avendo una popolazione complessiva di oltre 300 milioni di abitanti, le quattro province ospitano solo due delle 39 università cinesi di alto livello (Pechino e Shanghai ne hanno 12). Questo significa che “gli studenti delle quattro province devono ottenere punteggi più alti rispetto ai loro coetanei delle città più ricche quando competono per i posti limitati di iscrizione assegnati alle loro regioni dalle università d’élite”, ricorda The China Project. Per Yong Zhao, professore all’Università del Kansas e studioso del sistema educativo cinese, “quella dell’Università Shanhe è un modo tutto cinese di esprimere tali insoddisfazioni: nessuna sfida diretta al governo, una sorta di scherzo e molto poco minaccioso”.

La censura è arrivata, però, ben presto a fare il suo dovere. Anche perché altri studenti di altre province stavano iniziando a progettare le loro versioni di atenei utopici. Su Weibo una serie di hashtag relativi all’università è stata fatta sparire. Presto il sogno della Shanhe verrà soffocato completamente. Il sito web già sembra fuori uso. Ma chissà che in futuro questi meme nati per scherzo sui social non servano da riflessione per riformare il sistema educativo cinese.

Sul fenomeno Shanhe si è espresso il Ministero dell’Educazione - pur senza mai nominare la finta università. “Continueremo a colmare il divario educativo tra aree urbane e rurali, regioni, scuole e gruppi diversi, in modo che tutti possano godere di un'istruzione uguale e di qualità”.

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