Cina, il mistero di Qin Gang: il ministro degli Esteri, scomparso da un mese, rimosso dall’incarico
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Rimosso. Ad un mese esatto dalla sua misteriosa sparizione, Qin Gang è stato sollevato dall’incarico di ministro degli Esteri della Repubblica popolare cinese.
La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio, durante una riunione straordinaria del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo. Al suo posto a guidare il Ministero torna il suo predecessore, Wang Yi, attuale capo della diplomazia del Partito comunista. Nessuna spiegazione ufficiale al momento.
L’ormai ex ministro degli Esteri cinese non si vede in pubblico dallo scorso 25 giugno, ufficialmente per motivi di salute. L’opacità del sistema cinese e le vaghe risposte ufficiali arrivate nei giorni scorsi hanno dato adito a speculazioni di ogni tipo: sparito dalla circolazione perché uscito dalle grazie dei vertici del Partito o addirittura perché abbia avuto una relazione extramatrimoniale con una nota giornalista cinese di Phoenix Tv, Fu Xiaotian, con la quale avrebbe avuto un figlio.
“L'estromissione di Qi…
PECHINO - Rimosso. Ad un mese esatto dalla sua misteriosa sparizione, Qin Gang è stato sollevato dall’incarico di ministro degli Esteri della Repubblica popolare cinese.
La decisione è arrivata nel tardo pomeriggio, durante una riunione straordinaria del Comitato permanente dell'Assemblea nazionale del popolo. Al suo posto a guidare il Ministero torna il suo predecessore, Wang Yi, attuale capo della diplomazia del Partito comunista. Nessuna spiegazione ufficiale al momento.
L’ormai ex ministro degli Esteri cinese non si vede in pubblico dallo scorso 25 giugno, ufficialmente per motivi di salute. L’opacità del sistema cinese e le vaghe risposte ufficiali arrivate nei giorni scorsi hanno dato adito a speculazioni di ogni tipo: sparito dalla circolazione perché uscito dalle grazie dei vertici del Partito o addirittura perché abbia avuto una relazione extramatrimoniale con una nota giornalista cinese di Phoenix Tv, Fu Xiaotian, con la quale avrebbe avuto un figlio.
“L'estromissione di Qin sarebbe dovuta in parte alle lotte politiche con Wang Yi, che avrebbe avviato un'indagine sulla condotta di Qin; si sa che Wang non ama personalmente Qin, la cui rapida promozione tra i ranghi del Ministero degli Esteri ha irritato molti colleghi”, sostengono gli analisti di Eurasia.
Prima di diventare ministro, il 57enne Qin, considerato stretto consigliere di Xi Jinping, è stato il capo del protocollo del presidente cinese, poi ha lavorato come portavoce del Ministero degli Esteri e infine come ambasciatore negli Stati Uniti. In queste settimane di assenza ha mancato diversi appuntamenti diplomatici importanti.
A Giacarta non ha partecipato a una riunione dei ministri degli Esteri del vertice dell’Asean (presente anche il segretario di Stato Usa Antony Blinken). A inizio luglio avrebbe dovuto incontrare a Pechino Josep Borrell, ma l'incontro è stato rinviato.
Prima della sua improvvisa scomparsa, Qin ha avuto un’agenda molto fitta, un viaggio in Europa e un incontro con il Segretario di Stato americano Antony Blinken. È stato visto per l'ultima volta a Pechino il 25 giugno, dopo aver incontrato il vice ministro degli Esteri russo e i ministri degli Esteri di Vietnam e Sri Lanka.
“Ma la relazione extraconiugale sembra essere solo una parte della storia. Qin aveva molti rivali e detrattori all'interno del Ministero. È stato promosso a questo ruolo rispetto a candidati più esperti, dopo un breve periodo come ambasciatore a Washington.
La sua rapida ascesa è stata attribuita al suo stretto rapporto personale con Xi”, continua Eurasia. “Wang era ministro degli Esteri quando Pechino dichiarò la sua partnership senza limiti con Mosca, settimane prima dell'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, mentre Qin era considerato più scettico sulla politica di Pechino. Alcune fonti indicano che Wang ha spinto per l'indagine su Qin dopo che sono emerse le accuse della relazione con la giornalista Fu”, continuano gli analisti.
È improbabile che la politica estera cinese cambi radicalmente, dato che gli affari esteri sono gestiti dallo stesso Wang - che aveva un ruolo superiore a quello di Qin - e da altri leader del partito sotto la direzione di Xi stesso.
“Ma il fatto che non siano ancora emerse critiche ufficiali nei confronti di Qin indica anche che Xi potrebbe aver fatto un gesto per salvare la faccia, come permettere a Qin di dimettersi per motivi di salute. In questo modo risparmierebbe sia Qin che, soprattutto, Xi da un maggiore controllo”, conclude Eurasia.