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Gli Usa: “Bene la missione vaticana. I bimbi rapiti tornino in Ucraina”

(reuters)
L’ambasciatore all’Osce Carpenter benedice la missione di Zuppi: “Ma continueremo le forniture militari”
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New York – L’Italia è stata finora «un partner essenziale» per aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa, e gli Usa contano sulla prosecuzione di questa linea, alla vigilia della visita alla Casa Bianca del premier Meloni.

L’iniziativa della Santa Sede per assistere i bambini deportati da Mosca è utile, ma è difficile darle un profilo più alto per aprire la porta ad una soluzione diplomatica del conflitto, mentre il Cremlino continua a commettere crimini di guerra e contro l’umanità, e si prepara a bombardare le navi civili nel Mar Nero per poi scaricare la colpa su Kiev. Sono i giudizi espressi ieri dall’ambasciatore americano all’Osce Mike Carpenter, durante un briefing con i giornalisti.

Il diplomatico, molto vicino al presidente Biden, ha detto che «l’Italia è stata un alleato solido degli Usa nel contrastare l’aggressione russa. Ha lavorato per coordinare le sanzioni e partecipato al sostegno militare e umanitario dell’Ucraina. E’ un partner ess…

New York – L’Italia è stata finora «un partner essenziale» per aiutare l’Ucraina a difendersi dall’aggressione russa, e gli Usa contano sulla prosecuzione di questa linea, alla vigilia della visita alla Casa Bianca del premier Meloni.

L’iniziativa della Santa Sede per assistere i bambini deportati da Mosca è utile, ma è difficile darle un profilo più alto per aprire la porta ad una soluzione diplomatica del conflitto, mentre il Cremlino continua a commettere crimini di guerra e contro l’umanità, e si prepara a bombardare le navi civili nel Mar Nero per poi scaricare la colpa su Kiev. Sono i giudizi espressi ieri dall’ambasciatore americano all’Osce Mike Carpenter, durante un briefing con i giornalisti.

Il diplomatico, molto vicino al presidente Biden, ha detto che «l’Italia è stata un alleato solido degli Usa nel contrastare l’aggressione russa. Ha lavorato per coordinare le sanzioni e partecipato al sostegno militare e umanitario dell’Ucraina. E’ un partner essenziale».

Pochi giorni fa, parlando con Repubblica, Carpenter aveva commentato così la fermezza scelta da Meloni, nonostante le ritrosie degli alleati di governo: «L’Ucraina combatte per preservare la sua sovranità e integrità territoriale. Se consentissimo alla Russia di continuare questa aggressione, apriremmo la porta ad un mondo dove non ci sono più regole nel sistema internazionale, la forza ha ragione e qualunque cosa può avvenire. Mosca non rispetta la Convenzione di Ginevra e sta commettendo atroci crimini contro l’umanità in Ucraina. Perciò è importante che tutte le forze politiche, degli alleati Nato e oltre, ribadiscano l’interesse a preservare il sistema internazionale con regole elementari rispettate».

Quanto alla mediazione vaticana, che ha appena portato alla Casa Bianca il cardinale Zuppi, «siamo aperti a tutti gli sforzi per risolvere le circostanze tragiche e brutali provocate dalla guerra voluta da Mosca, incluso il tema orribile dei bambini separati dalle famiglie, portati a forza oltre il confine, e mandati nei campi di rieducazione dove la propaganda del regime li costringe al lavaggio del cervello per inculcare fedeltà alla Russia. Ogni sforzo che si può intraprendere per mettere fine a questa pratica orribile e sistematica, riunendoli ai genitori, è apprezzato». Carpenter però non va oltre questa apertura umanitaria.

Invece sottolinea come «l’Osce ha spinto molti nella comunità internazionale a dichiarare che alcuni atti della Russia in Ucraina ammontano a crimini contro l’umanità. Tipo i campi di deportazione, che sono come i gulag. Negli ultimi giorni abbiamo visto attacchi barbarici contro Odessa. E’ un assalto all’identità del Paese, perché Mosca vuole spazzarlo via e sottoporlo al suo controllo».

Poi «usa la fame come arma, distruggendo tonnellate di grano ucraino e ritirandosi dall’accordo per distribuirlo. Molti saranno affamati per il comportamento della Russia, le cui esportazioni sono ai massimi livelli perché non esistono sanzioni a bloccarle». Ma Putin non si accontenta: «Le nostre informazioni indicano che ha piazzato altre mine negli accessi ai porti ucraini. Riteniamo sia uno sforzo coordinato per giustificare attacchi contro navi civili nel Mar Nero e poi incolpare Kiev».

La controffensiva è lenta e Washington ha annunciato forniture militari per altri 400 milioni di dollari, inclusi apparecchi per sminare il fronte. Carpenter però non teme la sfiducia degli alleati: «Non ci stiamo stancando. Continueremo. Siamo determinati ad aiutare l’Ucraina a vincere e liberare la sua terra». Poi bisognerà fare i conti in tribunale: «Il G7 è unito nel dire che ci sarà una Corte internazionale, sul modello della Jugoslavia».

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