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Tentato golpe in Niger, i militari circondano il palazzo del presidente: Bazoum trattenuto dagli ammutinati

La presidenza del Niger ha confermato in una nota il tentativo di golpe da parte di "elementi della Guardia Presidenziale". Ma ha assicurato che il presidente della Repubblica e la sua famiglia "stanno bene”
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TUNISI – Situazione confusa in Niger. Ma potrebbe trattarsi di un tentativo di colpo di Stato, in un Paese chiave per la Francia e l’Europa nel Sahel: uno dei pochi rimasti all’apparenza indenni dalle infiltrazioni dei russi di Wagner.

A Niamey, la capitale, oggi l ’accesso al palazzo presidenziale è impedito da gruppi di militari, che fanno parte della guardia presidenziale. Mohamed Bazoum, capo di Stato in carica dal marzo 2021, non si troverebbe all’interno dell’edificio, ma nella sua residenza e starebbe trattando con i responsabili dell’ammutinamento, guidati da Omar Tchaini, il generale alla guida della guardia, già prima che Bazoum diventasse presidente.

Emmanuel Macron, in visita nella Nuova Caledonia, segue con apprensione quanto sta avvenendo a Niamey: lì la Francia dispone di una base aerea. Bazoum (democraticamente eletto e ormai uno dei rari civili e non militari ai vertici di un Paese dell’area) resta un alleato fedele di Parigi, che negli ultimi anni, sotto la gestion…

TUNISI – Situazione confusa in Niger. Ma potrebbe trattarsi di un tentativo di colpo di Stato, in un Paese chiave per la Francia e l’Europa nel Sahel: uno dei pochi rimasti all’apparenza indenni dalle infiltrazioni dei russi di Wagner.

A Niamey, la capitale, oggi l ’accesso al palazzo presidenziale è impedito da gruppi di militari, che fanno parte della guardia presidenziale. Mohamed Bazoum, capo di Stato in carica dal marzo 2021, non si troverebbe all’interno dell’edificio, ma nella sua residenza e starebbe trattando con i responsabili dell’ammutinamento, guidati da Omar Tchaini, il generale alla guida della guardia, già prima che Bazoum diventasse presidente.

Emmanuel Macron, in visita nella Nuova Caledonia, segue con apprensione quanto sta avvenendo a Niamey: lì la Francia dispone di una base aerea. Bazoum (democraticamente eletto e ormai uno dei rari civili e non militari ai vertici di un Paese dell’area) resta un alleato fedele di Parigi, che negli ultimi anni, sotto la gestione di Macron, ha visto precipitare vertiginosamente la propria influenza nel Sahel, con nefaste conseguenze per tutta l’Europa.

La Francia pilotava l’operazione Barkhane, a sostegno dei Paesi subsahariani per arginare le infiltrazioni jihadiste, ma ha dovuto chiuderla l’anno scorso, per il progressivo distacco da Parigi degli Stati e le popolazioni dell’area. In questo contesto, il Niger rimane una pedina importante, soprattutto dopo i golpe degli ultimi anni in Mali e nel Burkina Faso, dove oggi i militari al potere privilegiano posizioni anti-occidentali, cedendo all’influenza (in particolare in Mali) dei mercenari di Wagner.

Ma a Niamey cosa sta succedendo? Secondo fonti vicine al capo di Stato, citate dal sito di Le Monde, Bazoum e la moglie sarebbero “sani e salvi” all’interno della residenza. Anche questa, però, è presieduta all’esterno da rappresentanti della guardia presidenziale. Secondo le stesse fonti, Bazoum starebbe negoziando con loro. Negli ultimi tempi in città correvano voci che volesse licenziare Tchaini e, in ogni caso, esistevano problemi riguardo alla retribuzione dei suoi affiliati. Bazoum, comunque, è deciso a difendersi. Un tweet del conto della presidenza informa che l’esercito e la guardia nazionale attaccheranno quella presidenziale, se non cesserà l’ammutinamento.

Intanto, nel quartiere del palazzo presidenziale non si segnala la presenza di militari e la circolazione delle auto è quella consueta. Sembra una giornata come le altre, è una situazione surreale. Non è la prima volta, comunque, che Bazoum vede vacillare il proprio potere. Nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2021, poco dopo essere stato investito, alcuni ordigni erano scoppiati intorno al palazzo presidenziale.

Bazoum aveva poi effettuato un ricambio praticamente totale del corpo ravvicinato di sicurezza del presidente, all’interno del quale quei problemi erano nati e che lavora assieme alla guardia presidenziale. A capo di questa, però, era stato confermato Tchiani, in carica dal 2011. D’altra parte, dal 1964, l’anno dell’indipendenza di questa ex colonia francese, il Paese, vasto, desertico e poverissimo, ha già vissuto quattro colpi di Stato veri e propri (l’ultimo nel febbraio 2010).

Il Niger è una delle principali tappe di passaggio sulla strada che porta il grosso dei migranti dell’Africa subsahariana fino in Tunisia, attraverso l’Algeria. Sono gli stessi che poi prendono i barconi in direzione di Lampedusa. L’instabilità politica a Niamey potrebbe avere riflessi pure in questo campo.

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