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Paraguay, da terra di fuga per nazisti a paradiso per i tedeschi no vax

Cartelli stradali a Colonia Independencia 

 
Il settimanale Spiegel ha incontrato a Colonia Indipendencia, villaggio tedesco fondato un secolo fa, vecchi e nuovi coloni per capire perché il Paese continui ad esercitare questa attrazione
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BERLINO – Da un secolo e mezzo è terra di conquista di colonizzatori razzisti e nazisti in fuga. Ma negli ultimi tre anni il Paraguay è stato tristemente invaso da migliaia di tedeschi no vax che hanno cercato rifugio nel Paese sudamericano.

Il settimanale Spiegel ha incontrato a Colonia Indipendencia, un villaggio tedesco fondato un secolo fa, vecchi e nuovi coloni per capire perché proprio il Paraguay continui ad esercitare un’attrazione così irresistibile su fuorilegge e feccia bruna. E il veterano “Ruppi”, emigrato lì decenni fa, ex guardia del corpo di Joerg Haider (il defunto leader xenofobo della Fpoe austriaca), tra una birra e l’altra bolla i nuovi arrivi scappati dai vaccini così: “al 90% si tratta di stronzi”.

Alla fine …

BERLINO – Da un secolo e mezzo è terra di conquista di colonizzatori razzisti e nazisti in fuga. Ma negli ultimi tre anni il Paraguay è stato tristemente invaso da migliaia di tedeschi no vax che hanno cercato rifugio nel Paese sudamericano.

Il settimanale Spiegel ha incontrato a Colonia Indipendencia, un villaggio tedesco fondato un secolo fa, vecchi e nuovi coloni per capire perché proprio il Paraguay continui ad esercitare un’attrazione così irresistibile su fuorilegge e feccia bruna. E il veterano “Ruppi”, emigrato lì decenni fa, ex guardia del corpo di Joerg Haider (il defunto leader xenofobo della Fpoe austriaca), tra una birra e l’altra bolla i nuovi arrivi scappati dai vaccini così: “al 90% si tratta di stronzi”.

Alla fine dell’800 la prima illustre razzista in fuga fu la sorella di Friedrich Nietzsche, Elisabeth, che fondò con il marito Bernhard Förster, noto sostenitore di teorie ‘voelkisch’ e antisemita militante, una colonia a 150 km dalla capitale Asuncion. E per fugare ogni dubbio sulle intenzioni, i due battezzarono il villaggio esclusivo di ‘ariani’ “Nueva Germania”.

Qualche decennio dopo fu l’"angelo della morte” Josef Mengele a trovare rifugio in Paraguay, dopo la fine della guerra, mentre scappava dai tribunali internazionali. Il medico-boia di Auschwitz che aveva commesso crimini atroci contro migliaia di prigionieri si sentì talmente al sicuro sotto la dittatura di Alfredo Stroessner da usare il suo vero cognome nei nuovi documenti: “Josè Mengele”. Oliver Guez ha scritto pagine memorabili su quegli anni da braccato dell’ex gerarca nazista.

Nel frattempo in Paraguay non sono approdati solo nazisti: lo Spiegel ha scovato anche fricchettoni stanchi della burocrazia tedesca, ex carrieristi annichiliti dallo stress urbano o semplici sognatori e naturisti innamorati dei tropici. Ma dal 2020, l’anno della pandemia del secolo, le autorità paraguaiane hanno registrato un’impennata di arrivi dalla Germania: 12.500.

Molti sono approdati a Colonia indipendencia e convivono con discendenti dei primi viaggiatori ma anche con connazionali che hanno scelto il Paraguay per le ragioni più disparate e innocenti. Purtroppo il cronista dello Spiegel è stato respinto con perdite ogni volta che ha tentato di avvicinare un no vax fuggito lì per sfuggire alle restrizioni anti-covid. Ma ha intervistato tanti tedeschi che sognavano semplicemente un nuovo inizio lontano dalla Germania. Il sindaco Josè A. Resquin, ne ha già colto un po’ il carattere nazionale. “I tedeschi si lamentano di tutto ma pagano le tasse”.

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