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Londra, i cigni di re Carlo sono sempre di meno. Aviaria e violenze li hanno decimati: ne rimangono solo 94

Ultimata la tradizionale conta degli animali che popolavano le rive del Tamigi. Allarme per un calo del 40 per cento degli esemplari
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LONDRA – Chi uccide i cigni di re Carlo? Non è l’incipit di un giallo alla Agatha Christie, bensì il quesito posto dal censimento dei bianchi volatili che popolano le rive del Tamigi nei pressi di Londra. La conta annuale, nota come “swan upping” e affidata a funzionari della casa reale britannica”, rivela che in questa estate 2023 il numero dei cigni è drasticamente calato del 40 per cento rispetto allo scorso anno: ne rimangono soltanto 94 esemplari. “Un risultato deludente”, commenta David Barber, il “King swan marker”, ovvero colui che il re manda a contare i cigni.
Il declino viene addebitato all’influenza aviaria ma anche a un crescente problema di violenze nei confronti di questi splendidi animali, riporta la Bbc: cacciatori di frodo che gli sparano, cani che li aggrediscono, perfino attacchi a colpi di rudimentali catapulte da parte di gente che si diverte così.


L’effetto dell’influenza aviaria, che ha danneggiato anche altre specie, è stato “terribile”, ha dichiarato Barber al…

LONDRA – Chi uccide i cigni di re Carlo? Non è l’incipit di un giallo alla Agatha Christie, bensì il quesito posto dal censimento dei bianchi volatili che popolano le rive del Tamigi nei pressi di Londra. La conta annuale, nota come “swan upping” e affidata a funzionari della casa reale britannica”, rivela che in questa estate 2023 il numero dei cigni è drasticamente calato del 40 per cento rispetto allo scorso anno: ne rimangono soltanto 94 esemplari. “Un risultato deludente”, commenta David Barber, il “King swan marker”, ovvero colui che il re manda a contare i cigni.
Il declino viene addebitato all’influenza aviaria ma anche a un crescente problema di violenze nei confronti di questi splendidi animali, riporta la Bbc: cacciatori di frodo che gli sparano, cani che li aggrediscono, perfino attacchi a colpi di rudimentali catapulte da parte di gente che si diverte così.


L’effetto dell’influenza aviaria, che ha danneggiato anche altre specie, è stato “terribile”, ha dichiarato Barber al termine dei cinque giorni riservati al censimento dei cigni, che copre l’area del Tamigi da Londra fino alla cittadina di Abingdon nell’Oxfordshire. Un altro fattore è l’alta marea, che ha trascinato via molti nidi. Ma sono in aumento anche gli episodi di “vandalismo”, dalle uova di cigno trafugate fino appunto a spari, lanci di pietre e assalti di cani.

Nel 2022, la conta registrò la presenza di 155 cigni. I 94 contati questa estate, primo censimento dell’era di Carlo III, sono il numero più basso degli ultimi sette anni. Il censimento dei cigni è anche un omaggio alla tradizione: è iniziato nel dodicesimo secolo, quando la Corona britannica decise di prenderli sotto la propria protezione, mentre nel Medio Evo erano considerati una prelibatezza da servire in tavola ai banchetti. Oggi sono una specie ufficialmente protetta e la loro conta rispecchia la difesa dell’ambiente e della natura. Ma a svolgere il compito di censire i cigni sono messi reali in costume scarlatto, a rammentare il legame con un antico passato.

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