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Gli Stati Uniti condivideranno prove sui crimini di guerra russi con il tribunale dell’Aia

(reuters)
La decisione presa da Joe Biden contro la volontà del Pentagono secondo cui un riconoscimento del genere segna un precedente che in futuro potrebbe portare al perseguimento di truppe americane
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Gli Stati Uniti condivideranno le prove di crimini di guerra russi con la Corte Internazionale dell’Aia: lo ha deciso il Presidente Joe Biden dopo mesi di esitazione e resistenza da parte del Pentagono. Come nota il New York Times anticipando la notizia, il passo segna un importante cambiamento nelle politiche americane. Gli Stati Uniti finora si erano guardati bene dal riconoscere quel tribunale, temendo che un qualunque precedente apra le porte al perseguimento di azioni perpetrate dalle truppe americane.

L’inquilino della Casa Bianca si sarebbe deciso ad agire dopo aver subito pressioni bipartisan. Solo una settimana fa, d’altronde, la commissione del Senato che supervisiona i finanziamenti, ha approvato un disegno di legge legato al sostegno economico degli Usa all’Ucraina che prevede esplicitamente il passaggio di informazioni alla Corte per meglio assisterla nelle indagini sui crimini di guerra russi. Si tratterebbe di dati di alto livell…

Gli Stati Uniti condivideranno le prove di crimini di guerra russi con la Corte Internazionale dell’Aia: lo ha deciso il Presidente Joe Biden dopo mesi di esitazione e resistenza da parte del Pentagono. Come nota il New York Times anticipando la notizia, il passo segna un importante cambiamento nelle politiche americane. Gli Stati Uniti finora si erano guardati bene dal riconoscere quel tribunale, temendo che un qualunque precedente apra le porte al perseguimento di azioni perpetrate dalle truppe americane.

L’inquilino della Casa Bianca si sarebbe deciso ad agire dopo aver subito pressioni bipartisan. Solo una settimana fa, d’altronde, la commissione del Senato che supervisiona i finanziamenti, ha approvato un disegno di legge legato al sostegno economico degli Usa all’Ucraina che prevede esplicitamente il passaggio di informazioni alla Corte per meglio assisterla nelle indagini sui crimini di guerra russi. Si tratterebbe di dati di alto livello raccolti dalle agenzie di intelligenze americane sul campo, sia sulle decisioni prese da funzionari russi per colpire deliberatamente infrastrutture civili, sia sulla deportazione forzata di migliaia di bambini dal territorio occupato. Materiale in realtà già condiviso coi pubblici ministeri ucraini, ma non con L'Aia.


Finora la Corte penale internazionale, nata nel 1998 per indagare su crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità, è stata vista con diffidenza sia da russi che da americani. L’invasione Ucraina ha però lentamente cambiato le cose relazioni. Dopo l'inizio della guerra, i funzionari americani hanno più volte lodato il procuratore a capo di quel tribunale, Karim Khan, per le sue indagini sui crimini di guerra compiuti in Ucraina. E già a dicembre il Congresso ha allentato le restrizioni che gli impedivano di fornire materiale alla Corte per le sue indagini sulle atrocità russe. Biden, dal canto suo, aveva già espresso sostegno a quel tribunale a marzo: quando furono emessi i primi mandati di arresto verso alti funzionari russi, il presidente Vladimir Putin in testa, proprio per l’accusa di aver orchestrato il rapimento e la deportazione di migliaia di bambini ucraini.

Dietro le quinte, in realtà, si consumava un lungo braccio di ferro: con da un lato il Dipartimento di Giustizia americano a spingere per la collaborazione, dall’altro il Pentagono deciso a resistere. Anche una riunione col Consiglio di sicurezza convocata a febbraio si era risolta con un nulla di fatto per le obiezioni del segretario alla Difesa, il generale Lloyd Austin.

A quanto riporta il New York Times, la Casa Bianca deve ancora annunciare la decisione di cambiare politiche e non ha nemmeno definito il tipo di assistenza che fornirà. Ma ha iniziato a informare alcuni membri del Congresso.

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