Germania, l’ultradestra frena sul patto europeo con Salvini
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniMAGDEBURGO – La “Giovane alternativa” ha già cambiato simbolo. Non è più l’effigie di Guglielmo II. È una fiamma. È stilizzata, ma pur sempre una fiamma. E somiglia un po’ tanto a quella del Msi, sopravvissuta nel simbolo di Fratelli d’Italia. O a quella del Rassemblement National di Marine Le Pen.
Allo stand dell’organizzazione giovanile dell’ultradestra Afd, la fiamma campeggia ovunque: sulle magliette, sugli adesivi che recitano “Essere bianchi non è una colpa”, sulle tazze o sulle borse di stoffa. “La fiamma l’abbiamo scelta due anni fa, ma Meloni e Mussolini non c’entrano nulla”, spiega una ragazza biondissima, con aria infastidita. “Per noi è simbolo di rinnovamento”, giura.
Sarà, ma nel resto del partito una gran voglia…
MAGDEBURGO – La “Giovane alternativa” ha già cambiato simbolo. Non è più l’effigie di Guglielmo II. È una fiamma. È stilizzata, ma pur sempre una fiamma. E somiglia un po’ tanto a quella del Msi, sopravvissuta nel simbolo di Fratelli d’Italia. O a quella del Rassemblement National di Marine Le Pen.
Allo stand dell’organizzazione giovanile dell’ultradestra Afd, la fiamma campeggia ovunque: sulle magliette, sugli adesivi che recitano “Essere bianchi non è una colpa”, sulle tazze o sulle borse di stoffa. “La fiamma l’abbiamo scelta due anni fa, ma Meloni e Mussolini non c’entrano nulla”, spiega una ragazza biondissima, con aria infastidita. “Per noi è simbolo di rinnovamento”, giura.
Sarà, ma nel resto del partito una gran voglia di uscire dall’isolamento c’è, anche al livello europeo. È molto palpabile al quattordicesimo congresso dell’Afd. Che segna anche un anniversario: dieci anni fa nacque come un partito anti-euro, via via si è radicalizzato spostandosi sempre più a destra finché è finito persino nel mirino dei servizi segreti interni. Che quest’anno hanno bollato la “Giovane alternativa”, tout court, come un movimento “estremista”.
Il resto del partito sente ancora il peso del muro eretto dall’ex cancelliera e longeva capa della Cdu, Angela Merkel, che ordinò “mai con l’Afd”. Ma dopo il clamoroso passo falso del leader attuale dei conservatori, Friedrich Merz, che domenica scorsa ha aperto ad alleanze locali con l’Afd per poi rimangiarsi tutto dopo una bufera scoppiata nel suo partito, al congresso se ne parla molto. Rigorosamente a microfoni spenti.
L’altro tema che domina nei conciliaboli a margine del congresso è quello delle elezioni europee. Ma lì - e stavolta “on the record” - la bocciatura della “grande destra” evocata da Matteo Salvini è totale.
Intanto il tema che campeggia sui giornali di tutta Europa da giorni: la collaborazione tra Cdu e Afd. “Guardi che c’è già, di fatto, in un centinaio di casi, nei comuni dell’Est”, rivela un pezzo grosso del partito. Sono le dieci di mattina, siamo davanti all’hangar della fiera di Magdeburgo, ma nessuno è disposto a fare i nomi dei comuni, nei villaggi e dei circondari dove la convergenza tra conservatori e ultradestra sta già avvenendo da un pezzo.
“Non vogliamo assolutamente mettere in difficoltà i nostri partner della Cdu. Rischiano ancora l’esclusione dal partito”, spiega la fonte. Ma con i sondaggi che li danno tra il 20 e il 33% in Turingia, Sassonia, Sassonia-Anhalt o Brandeburgo, i maggiorenti dell’ultradestra sono convinti che quel cordone sanitario si scioglierà come neve al sole, prima o poi.
I chioschi davanti all’hangar vendono cibo rigorosamente tedesco: wurstel, patatine, bretzel. Unico tocco straniero, popolarissimo: l’espresso. Dentro all’hangar, il co-leader del partito, Tino Chrupalla annuncia dal palco che “siamo diventati adulti, siamo un partito forte in tutto il Paese”. Ma sembra frenare anche gli entusiasmi: “non riposiamoci sui sondaggi” che danno l’ultradestra al secondo posto dietro alla Cdu, ossia al 20-22%. “Siamo il partito di domani. E chi continua a erigere un muro è prigioniero dell’ideologia verde. Buttate giù quel muro”, urla, citando il famoso discorso di Ronald Reagan nel 1987 con cui il presidente americano esortò l’Unione sovietica a tirare giù il muro di Berlino.
Già, il nuovo arcinemico dell’Afd sono diventati da un pezzo i verdi. La sinistra tradizionale non è più percepita come una minaccia. L’altro nemico è l’atlantismo dei partiti che sostengono gli ucraini contro l’invasione russa. “I giovani ucraini muoiono di nuovo nei panzer tedeschi”, si scalda Chrupalla dal palco del congresso, interrotto da applausi scroscianti. E la posizione filorussa, questo è certo, è una discriminante per l’Afd. Anche per le future coalizioni in Europa.
Lo conferma Maximilian Krah, che potrebbe essere nominato a breve capolista dell’Afd per le europee. Incontriamo il probabile Spitzenkandidat a margine del congresso. E Krah conferma che con gli attuali numeri nei sondaggi, l’Afd si prepara quasi a raddoppiare i suoi parlamentari al Parlamento di Strasburgo. “Dagli attuali 12, penso che riusciremo a salire a quota 22, 23. È un obiettivo realistico”, annuisce Krah. Due giorni fa, l’eurodeputato dell’ultradestra ha incontrato il governatore della Lombardia Attilio Fontana a Roma. L’Afd e la Lega sono partner nella coalizione europea degli “Identità e democrazia”: “per noi Salvini è un partner importante e stimato vogliamo continuare collaborazione con loro”.
Ma, al di là delle ovvie spaccature su temi come il Patto di stabilità - i tedeschi non ne vogliono sapere di una riforma che conceda maggiori margini di flessibilità - Krah confida che si possa collaborare “sui cambiamenti climatici, gender, immigrazione e guerra. Lì l’Afd ha una chiara linea: benessere, famiglia, popolo e pace. E credo che le posizioni con la Lega convergano, anche se resta qualche differenza sulla guerra in Ucraina”.
Chiediamo a Krah quanto sia realistica l’ipotesi di una convergenza tra “Identità e democrazia” e il gruppo presieduto in Europa da Meloni, ossia i Conservatori. Insomma, quanto sia credibile il progetto di Matteo Salvini. “Io la ritengo irrealistica. Tra ID e ECR le differenze sono enormi. Intanto perché i polacchi di "Diritto e Giustizia” hanno chiesto alla Germania 1.400 miliardi di riparazioni di guerra. Inoltre, sono antirussi, esattamente come i Democratici svedesi. E le dirò di più: noi siamo pacifisti e non vogliamo l’invio di armi in Ucraina perché vogliamo ripristinare i rapporti con la Russia. Ma vogliamo anche avere rapporti con la Cina. E nel gruppo dei Conservatori europei ci sono partiti che chiedono addirittura il riconoscimento di Taiwan. Inammissibile”.
Insomma, per il probabile capolista dell’Afd “Salvini è un uomo dal cuore grande, ma il suo piano non penso che sia realistico”. E una collaborazione con Meloni? “Altrettanto irrealistica, ma perché Meloni non vuole avere a che fare con noi”. E allora vi condannate a stare per sempre all’opposizione, in Germania e in Europa? “No, non credo proprio. Io penso che in Germania cambierà tutto. E di conseguenza in Europa. La Cdu si spaccherà in due: una parte vorrà mantenere il muro verso l’Afd. L’altra parte preferirà coalizzarsi con noi che con i verdi. Vedrà: la Cdu farà la fine della vostra Democrazia cristiana. Sparirà. E noi, nel giro di qualche anno, governeremo questo Paese. E l’Europa cambierà per sempre”.