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Londra scommette su un’aria più pulita: approvata la legge che tassa i veicoli inquinanti

(afp)
Per il sindaco della capitale britannica è “una vittoria”. Ma l’imposta colpisce soprattutto imprese o lavoratori autonomi nel campo dell’edilizia e dei trasporti
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LONDRA – La legge per un’aria più pulita in tutta la capitale britannica ha superato l’ultimo ostacolo giudiziario ed è ora pronta a diventare realtà. Stamane l’Alta Corte di Londra ha infatti respinto il ricorso di cinque “borghi” della metropoli che si opponevano al progetto: “Una vittoria per la lotta al cambiamento climatico”, commenta il sindaco Sadiq Khan.

Al centro della disputa è la Ultra Low Emission Zone, nota con l’acronimo Ulez: una tassa di 12 sterline e mezzo imposta agli autoveicoli più inquinanti, come quelli a motore diesel, per circolare nelle strade della città. Nata nel 2015 su iniziativa di Boris Johnson, l’allora sindaco conservatore di Londra, la norma è stata fatta entrare in vigore dal suo successore laburista Khan nel 2019 limitatamente al centro di Londra e poi estesa sempre da Khan nel 2021 ad altre aree della capitale.

LONDRA – La legge per un’aria più pulita in tutta la capitale britannica ha superato l’ultimo ostacolo giudiziario ed è ora pronta a diventare realtà. Stamane l’Alta Corte di Londra ha infatti respinto il ricorso di cinque “borghi” della metropoli che si opponevano al progetto: “Una vittoria per la lotta al cambiamento climatico”, commenta il sindaco Sadiq Khan.

Al centro della disputa è la Ultra Low Emission Zone, nota con l’acronimo Ulez: una tassa di 12 sterline e mezzo imposta agli autoveicoli più inquinanti, come quelli a motore diesel, per circolare nelle strade della città. Nata nel 2015 su iniziativa di Boris Johnson, l’allora sindaco conservatore di Londra, la norma è stata fatta entrare in vigore dal suo successore laburista Khan nel 2019 limitatamente al centro di Londra e poi estesa sempre da Khan nel 2021 ad altre aree della capitale.

Nell’agosto di quest’anno il provvedimento doveva essere imposto all’intera area metropolitana di Londra, ma il ricorso in tribunale di cinque dei trentadue “boroughs” in cui è suddivisa la città, tutti e cinque amministrati dal partito conservatore, aveva temporaneamente bloccato il progetto. Adesso la sentenza dell’Alta Corte gli dà via libera.

Nel centro di Londra è già in vigore dal 2003 anche la Congestion Charge, una tassa di 15 sterline a veicolo imposta a tutte le auto di coloro che non sono residenti nei quartieri centrali della capitale. Lo scopo in questo caso era duplice: ridurre gli ingorghi e ridurre l’inquinamento che ne risulta.

Con l’introduzione della Ulez, l’impegno a combattere le emissioni nocive provocate dalle macchine cresce ulteriormente. In pratica, un’auto a diesel di un non residente dovrebbe pagare un totale di 27 sterline, circa 30 euro (15 per la Congestion Charge e 12 per la Ulez), per entrare nel centro di Londra: una spesa proibitiva, che scoraggia l’uso di veicoli del genere.

E non sono poche le automobili che inquinano perché non a norma delle leggi anti-emissioni nocive: una media di 78 mila veicoli di questo tipo circolano attualmente ogni giorno per Londra. Il numero totale di auto a motore diesel o inquinanti immatricolate a residenti della capitale, che ha circa 8 milioni di abitanti, è ancora più alto: 851 mila.

Nonostante il verdetto favorevole dell’Alta Corte, la decisione del sindaco di allargare l’area della Ulez ha suscitato dissensi anche all’interno del suo partito. La recente elezione per un seggio suppletivo a Uxbridge, rimasto vacante per le dimissioni da deputato di Johnson dopo le accuse di avere mentito al parlamento sui party illeciti a Downing Street al tempo delle restrizioni per il Covid, ha visto la vittoria per meno di 500 voti di un candidato dei Tories, a dispetto delle aspettative che a prevalere sarebbero stati i laburisti. Il risultato è stato spiegato con l’opposizione della maggior parte dei residenti di Uxbridge proprio al piano Ulez di Sadiq Khan.

Molti di questi veicoli diesel sono furgoni o camion usati da ditte, imprese o lavoratori autonomi nel campo dell’edilizia o dei trasporti, che si sentono colpiti dalla tassa perché costretti a pagare 12 sterline al giorno se hanno bisogno di girare per Londra.

Keir Starmer, leader del Labour, dopo il voto a Uxbridge ha esortato il sindaco a frenare progetti di questo genere, perché rischiano di complicare una vittoria laburista, al momento largamente prevista dai sondaggi, alle prossime elezioni generali, in programma il prossimo anno. Ma per adesso Khan non ha fatto marcia indietro. E i giudici gli hanno dato ragione. “Ora possiamo ripulire l’aria in tutta Londra”, canta vittoria il primo cittadino della capitale.

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