Niger, il generale golpista Tchiani in tv si autoproclama capo del “Consiglio per la salvaguardia della patria”. Le mire di Wagner
di Leonardo MartinelliIl generale Abdourahamane Tchiani si è autoproclamato nuovo uomo forte del Niger in diretta tv, mentre il presidente Mohamed Bazoum, di cui si sono perse le tracce, resta prigioniero nella sua residenza a Niamey. Come dire, il colpo di stato in atto nel Paese subsahariano sembra imporsi.
Tchiani è il capo della guardia presidenziale dal 2011, molto prima che Bazoum fosse eletto presidente (nel 2021). Ed è proprio questo corpo militare (il più efficiente del Niger e con più mezzi) ad avere preso in ostaggio Bazoum da mercoledì mattina, dando il via al golpe. In televisione Tchiani si è presentato in qualità di “presidente del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria” (Cnsp). Ha giustificato il colpo di stato con “il degrado della situazione della sicurezza” nel Paese, infiltrato da diverse organizzazioni jihadiste, che fanno riferimento sia allo Stato islamico che ad al Qaida.
Tchiani ha specificato che con Bazoum “c’era un discorso politico, come se tutto andasse bene” m…
Il generale Abdourahamane Tchiani si è autoproclamato nuovo uomo forte del Niger in diretta tv, mentre il presidente Mohamed Bazoum, di cui si sono perse le tracce, resta prigioniero nella sua residenza a Niamey. Come dire, il colpo di stato in atto nel Paese subsahariano sembra imporsi.
Tchiani è il capo della guardia presidenziale dal 2011, molto prima che Bazoum fosse eletto presidente (nel 2021). Ed è proprio questo corpo militare (il più efficiente del Niger e con più mezzi) ad avere preso in ostaggio Bazoum da mercoledì mattina, dando il via al golpe. In televisione Tchiani si è presentato in qualità di “presidente del Consiglio nazionale per la salvaguardia della patria” (Cnsp). Ha giustificato il colpo di stato con “il degrado della situazione della sicurezza” nel Paese, infiltrato da diverse organizzazioni jihadiste, che fanno riferimento sia allo Stato islamico che ad al Qaida.
Tchiani ha specificato che con Bazoum “c’era un discorso politico, come se tutto andasse bene” mentre esisteva “la dura realtà con il suo lotto di morti, di persone sradicate dalle proprie terre, di umiliazione e frustrazione”. Secondo questo generale, “l’approccio attuale non ha permesso di rendere sicuro il Paese, nonostante i pesanti sacrifici dei nigerini e il sostegno apprezzato dei nostri partner esterni”.
Quest’ultimo riferimento potrebbe rappresentare un’apertura alla Francia e all'Occidente, finora i riferimenti del Niger, pedina indispensabile della loro strategia nell’Africa subsahariana.
Niger, il generale Tchiani in tv si autoproclama capo del “Consiglio per la salvaguardia del Paese”
L’anno scorso, quando è naufragata Barkhane, l’operazione militare pilotata dai francesi per estirpare il jihadismo dal Sahel, 1500 soldati francesi hanno dovuto abbandonare il Mali e sono passati proprio in Niger, dove anche gli americani dispongono della loro più grande base militare in Africa (e dove c’è perfino un contingente di 300 soldati italiani, eredità di Barkhane). Va detto, però, che stamani è stato pure diffuso un presunto messaggio di Evgenij Prigozin, il capo dei mercenari russi di Wagner, già assai aggressivo su quanto sta succedendo in Niger.
La sua autenticità non è stata ancora dimostrata (neppure ha potuto farlo l’Agence France Presse, mediante i suoi servizi anti-fake), ma la voce sembra proprio la sua. Si tratta di un messaggio audio diffuso su Telegram dalla Comunità degli ufficiali per la sicurezza internazionale (Cosi), considerata dagli Stati Uniti una società di comodo di Wagner nella Repubblica centrafricana, in assoluto il primo Paese nel quale l’organizzazione paramilitare si è radicata nel continente.
“Quello che è successo in Niger – spiega il capo di Wagner -non è altro che la lotta del popolo nigerino contro i colonizzatori, che cercano di imporre loro le regole di vita”. “Per tenere a bada (ndr, i popoli africani) – continua -, i vecchi colonizzatori riempiono questi Paesi di terroristi e di diverse bande armate, creando loro stessi un’immensa crisi della sicurezza”. Per lui, i “vecchi colonizzatori” hanno inviato missioni militari con “decine di migliaia di soldati, che non sono in misura di difendere le popolazioni di questi Stati sovrani”. “La popolazione soffre e da lì viene l’amore per la società privata Wagner e la sua efficienza, perché un migliaio di nostri combattenti può instaurare l’ordine e distruggere i terroristi”, spiega Prigozin.
Siamo in pieno nel complottismo diffuso da alcuni anni da Wagner sui social (praticamente l'unico modo di informarsi della popolazione subsahariana). L’idea è che sono gli stessi occidentali a favorire la diffusione dei jihadisti sul territorio così da avere poi la “scusa” di un intervento militare, per continuare a tenere sotto il proprio giogo tutta l’area. Meno male che ci sono i russi di Wagner a venire in soccorso... Solo loro possono liberarli dalla piaga dei jihadisti, che in diverse aree (come quella delle “tre frontiere”, ai limiti tra Niger, Mali e Burkina Faso) ricattano la popolazione, uccidono e rubano, senza che le forze militari occidentali e dei Paesi interessati riescano a imporsi.
È anche in questo modo, preparando le popolazioni con il complottismo online, che i russi di Wagner sono riusciti a infiltrarsi nel Sahel. Sono ormai presenti nel Mali e lo sarebbero sempre di più nel Burkina Faso, i due Paesi limitrofi del Niger, che sono passati negli ultimi anni sotto il dominio di giunte militari, ormai diffidenti nei confronti dell’Occidente. E così in questi giorni in tanti si chiedono: ma dietro il tentativo di golpe in Niger ci sarebbe Wagner? Non è detto. L’organizzazione paramilitare interviene innanzitutto sui social con quel complottismo “anti-colonizzatore”, per poi riempire i vuoti di potere che si creano e sfruttando il malcontento della popolazione a causa della povertà e dell’insicurezza dovuta al jihadismo diffuso.