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Ritrovati ancora vivi alcuni vermi liberati dal permafrost siberiano dopo 46mila anni

Reuters/Kim Kyung-Hoon

 
L’episodio potrebbe rivelare i segreti del processo di criptobiosi che gli organismi utilizzano per sopravvivere a condizioni estreme
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Hanno conosciuto i mammut e l’uomo di Neanderthal i vermi liberati dal permafrost siberiano e tornati a vivere dopo un “letargo”da record: 46mila anni.

La straordinaria scoperta è stata raccontata in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos Genetics, ripreso dal Washington Post. Gli esemplari apparterrebbero a una specie estinta, del gruppo dei nematodi. Si tratta di animali che possono vivere sia nei terreni umidi, nei sedimenti dei fondali acquatici e nelle sorgenti termali, sia essere parassiti infestanti di piante e animali.

"Questo articolo potrebbe far prendere in considerazione questa terza condizione tra la vita e la morte", ha dichiarato Teymuras Kurzchalia, coautore dello studio e biologo presso il Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Geneti…

Hanno conosciuto i mammut e l’uomo di Neanderthal i vermi liberati dal permafrost siberiano e tornati a vivere dopo un “letargo”da record: 46mila anni.

La straordinaria scoperta è stata raccontata in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Plos Genetics, ripreso dal Washington Post. Gli esemplari apparterrebbero a una specie estinta, del gruppo dei nematodi. Si tratta di animali che possono vivere sia nei terreni umidi, nei sedimenti dei fondali acquatici e nelle sorgenti termali, sia essere parassiti infestanti di piante e animali.

"Questo articolo potrebbe far prendere in considerazione questa terza condizione tra la vita e la morte", ha dichiarato Teymuras Kurzchalia, coautore dello studio e biologo presso il Max Planck Institute of Molecular Cell Biology and Genetics in Germania.

I nematodi sono infatti tra i cosiddetti microanimali che possono sopravvivere a condizioni estreme, come il congelamento o la privazione di acqua e ossigeno, entrando in uno stato chiamato criptobiosi. In questa condizione, il metabolismo di un organismo si arresta e smette di riprodursi, svilupparsi e ripararsi. Quando le condizioni migliorano, può rianimarsi.

Non è la prima volta che gli scienziati hanno a che fare con incredibili casi di criptobiosi: secondo uno studio del 2021 pubblicato sulla rivista Cell, un rotifero, cioè un animale marino microscopico, è stato liberato dal permafrost siberiano dopo circa 24mila anni.

Nel 2016 alcuni tardigradi, minuscoli invertebrati, sono stati trovati rinchiusi nel muschio ghiacciato in Antartide e rianimati dopo circa 30 anni di criptobiosi, secondo quanto riportato dalla rivista Cryobiology. Ma 46mila anni sono un nuovo record per il mondo animale. "La criptobiosi in questo organismo potrebbe essere indefinita", ha detto Kurzchalia.

Criptobiosi umana?

Le rivelazioni fanno fantasticare sulla possibilità di applicare la criptobiosi agli esseri umani. Utilizzare i segreti dei microrganismi per sopravvivere nello spazio, o al congelamento, però, è (almeno per ora) ancora fantascienza.

Tuttavia ulteriori studi potrebbero rivelare meccanismi come il funzionamento dei geni o delle proteine che aiutano le creature criptobiotiche a sopravvivere in condizioni estreme. Secondo i ricercatori, queste conoscenze potrebbero un giorno essere sfruttate per rendere le persone più resistenti.

Ma il funzionamento preciso della criptobiosi non è ancora ben compreso. Secondo Thomas Boothbym, biologo molecolare dell'Università del Wyoming, "il fenomeno è uno dei misteri più persistenti della fisiologia animale”.

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