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“Il film Barbie è un inno a fare figli”. La provocazione di Boris Johnson, che cita Mussolini

L’ex premier conservatore, che di recente è diventato padre per (almeno) l’ottava volta, recensisce sul Daily Mail la pellicola del momento. E c’è spazio anche per il dittatore fascista
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LONDRA – Chi riuscirebbe a mettere insieme il film Barbie, la crisi demografica e Benito Mussolini? Forse soltanto Boris Johnson, che oggi nella sua rubrica settimanale per il Daily Mail, pagata un milione di sterline l’anno (ovvero 20mila sterline – circa 23mila euro – ad articolo), sostiene di essere l’unico ad avere individuato il vero messaggio rivolto al pubblico dalla pellicola ispirata alla famosa bambola.

I figli di Barbie

Per l’ex premier britannico il significato di Barbie, sia pure implicito, è tutto (attenzione: spoiler...) nelle parole che la protagonista pronuncia verso la fine della storia, quando la bambola (creata senza organi genitali) dice di avere bisogno di “vedere il ginecologo”. In altre parole, è incinta. E proprio questo secondo Johnson è il senso del film: un appello a fare figli, perché soltanto così il mondo può andare avanti, uscire dalle favolette rosa e diventare realtà. Non aggiunge che i…

LONDRA – Chi riuscirebbe a mettere insieme il film Barbie, la crisi demografica e Benito Mussolini? Forse soltanto Boris Johnson, che oggi nella sua rubrica settimanale per il Daily Mail, pagata un milione di sterline l’anno (ovvero 20mila sterline – circa 23mila euro – ad articolo), sostiene di essere l’unico ad avere individuato il vero messaggio rivolto al pubblico dalla pellicola ispirata alla famosa bambola.

I figli di Barbie

Per l’ex premier britannico il significato di Barbie, sia pure implicito, è tutto (attenzione: spoiler...) nelle parole che la protagonista pronuncia verso la fine della storia, quando la bambola (creata senza organi genitali) dice di avere bisogno di “vedere il ginecologo”. In altre parole, è incinta. E proprio questo secondo Johnson è il senso del film: un appello a fare figli, perché soltanto così il mondo può andare avanti, uscire dalle favolette rosa e diventare realtà. Non aggiunge che in questo ambito nessuno dà il buon esempio quanto lui, padre di cinque figli legittimi e non si sa di quanti illegittimi: ma questo, perlomeno nel Regno Unito, è noto a tutti. Il 5 luglio scorso gli è nato il terzo figlio, Frank Alfred Odysseus, dal matrimonio con la terza moglie, Carrie Symonds.

L’ex leader conservatore premette che Barbie è un’opera femminista, un’affermazione della capacità delle donne di potere essere e di poter fare tutto quello che vogliono. Ma sottolinea che, in un pianeta in crisi demografica, dove in particolare in Europa e Stati Uniti nascono sempre meno figli, e dove le nascite calano ovunque, perfino in Cina, tranne che in Africa, c’è bisogno di avere più bambini. Non tutti gli esperti sarebbero d’accordo, perché in assoluto anche la sovrappopolazione della Terra è un problema. Per Boris, tuttavia, non ci sono dubbi che questo sia il messaggio del film: un messaggio che condivide e mette chiaramente in pratica.

E i figli di Boris

Forse è anche un modo per giustificarsi con quanti ritengano irresponsabile che di figli ne abbia fatti così tanti. Johnson mette le mani avanti, affermando che a tratti ha socchiuso gli occhi mentre guardava il film, anche se gli è piaciuto lo stesso: comunque, soggiunge, è capace di capire e godere una pellicola anche senza stare sempre a occhi spalancati. Anche questa una possibile giustificazione a chi gli rimprovera di essere spesso disattento: come nel caso dei party illegali a Downing Street durante le restrizioni per il Covid, da lui ripetutamente negati in parlamento, lo scandalo che lo ha portato a dimettersi prima da primo ministro e poi anche da deputato.
 

E cosa c’entra il Duce in tutto questo? C’entra, perché Johnson conclude così il suo pezzo: “Ecco, dunque, di cosa tratta il film. È una satira sulla tragica sterilità plastica della bambola Barbie e sul grande grido di battaglia alla Mussolini per la fecondità umana”. Boris, Barbie e Benito, tutto in uno stesso articolo: soltanto Johnson poteva riuscirci.

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