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Una deputata russa chiede la messa al bando di Barbie e Mattel: "Promuove l'agenda Lgbt"

Maria Butina è l'“agente straniera” che fu incarcerata negli Usa. In un'intervista con Duma Tv, se l'è presa anche col film di Gerwig. Che però non è arrivato nelle sale della Federazione
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MOSCA – Nel pieno della Barbiemania, la deputata russa Maria Butina ha chiesto che la bambola di Mattel venga messa al bando perché, a suo dire, promuove “l’agenda Lgbt” invece che i valori familiari tradizionali.

Nel corso di un’intervista a Duma Tv, il canale della Camera bassa del Parlamento russo, Butina ha proposto che la Russia promuova piuttosto brand nazionali di bambole che meglio rispecchiano i valori della società russa e se l’è presa anche col film con Margot Robbie e Ryan Gosling che sta sbancando nei botteghini di tutto il mondo definendolo “uno spot per il Partito democratico e il suo programma”.

“Che cosa vediamo? Gay, trans e donne. Non c’è nulla sull’unione tra un uomo e una donna. Nulla sull’amore”, ha continuato. Viene da chiedersi che cosa ne sappia del film visto che in Russia la pellicola di Greta Gerwig non è arrivata a causa del boicottaggio deciso dalla società di produzione e distribuzione cinematografica Warner Bros dopo l’offensiva russa in Ucraina e …

MOSCA – Nel pieno della Barbiemania, la deputata russa Maria Butina ha chiesto che la bambola di Mattel venga messa al bando perché, a suo dire, promuove “l’agenda Lgbt” invece che i valori familiari tradizionali.

Nel corso di un’intervista a Duma Tv, il canale della Camera bassa del Parlamento russo, Butina ha proposto che la Russia promuova piuttosto brand nazionali di bambole che meglio rispecchiano i valori della società russa e se l’è presa anche col film con Margot Robbie e Ryan Gosling che sta sbancando nei botteghini di tutto il mondo definendolo “uno spot per il Partito democratico e il suo programma”.

“Che cosa vediamo? Gay, trans e donne. Non c’è nulla sull’unione tra un uomo e una donna. Nulla sull’amore”, ha continuato. Viene da chiedersi che cosa ne sappia del film visto che in Russia la pellicola di Greta Gerwig non è arrivata a causa del boicottaggio deciso dalla società di produzione e distribuzione cinematografica Warner Bros dopo l’offensiva russa in Ucraina e che ci vorranno ancora mesi prima che le copie piratate e importate da ex Paesi Urss sbarchino nei cinema della Federazione.

Chi è Maria Butina

Butina non è una parlamentare qualsiasi, ma “l’agente straniera” trentaquattrenne che tra il 2018 e il 2019 ha scontato 18 mesi di carcere negli Usa con l’accusa di essersi infiltrata nell’apparato politico statunitense grazie ai suoi legami con la Nra, la potente lobby delle armi.

Eletta nella Duma nel 2021 come membro del partito al potere Russia Unita, oggi Butina siede anche nella Commissione per gli Affari internazionali della Camera bassa del Parlamento russo.


Il precedente attacco contro Barbie

Già nel dicembre 2021, intervistata da Gazeta.ru, aveva preso di mira la bambola Barbie. “Attira l’attenzione con abiti luminosi, accattivanti e volgari. Trasmette promiscuità e quello che definirei ‘femminismo rabbioso’”, aveva detto pur ammettendo di aver posseduto una Barbie da piccola e di non tirarla fuori dalla scatola per paura di rovinarla.

“Avevo una bellissima Barbie con un vestitino da ballo. Non era una bambola Lgbt, ma una bambola del tutto normale. Ma mi piaceva di più giocare con i peluche”, aveva raccontato.

Allora però aveva detto che non era necessario mettere al bando la Barbie, ma vietarne l’acquisto ad asili statali e comunali perché spettava ai genitori decidere quale bambola comprare ai loro figli. Stavolta invece ha chiesto che Barbie e tutti i prodotti Mattel vengano rimossi dal mercato.

La legislazione di Mosca contro i diritti Lgbt

Mosca ha messo al bando la “propaganda Lgbt” tra minori nel 2013 e lo scorso dicembre ha allargato il divieto di promuovere le “relazioni sessuali non-tradizionali” a tutte le età e a tutti i media. Pochi giorni fa, inoltre, il presidente russo Vladimir Putin ha siglato un disegno di legge che vieta la transizione di genere.

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