Niger, assalto all’ambasciata francese al grido di “W Putin”. Parigi: pronti a rispondere. Ultimatum dei paesi africani: reinsediare il presidente entro una settimana o interveniamo
di Leonardo MartinelliSi fa sempre più tesa la situazione in Niger, dove i militari hanno preso il potere a scapito di Mohamed Bazoum, in carica dal 2021 e democraticamente eletto. Stamani migliaia di manifestanti si sono ritrovati, nel centro di Niamey, la capitale, davanti all’ambasciata francese, gridando minacciosi “Viva Putin” e “Abbasso la Francia”. Intanto ad Abuja, la capitale della Nigeria, si è riunito un vertice straordinario della Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale: ha approvato un pacchetto di sanzioni contro il Niger dei golpisti e lanciato un ultimatum: “Useremo la forza se entro una settimana non sarà reinsediato il presidente”. La nuova giunta militare aveva già intravisto nel summit la possibilità di “un intervento militare imminente a Niamey”.
Come constatato da un giornalista dell’Agence France Presse, sarebbero particolarmente minacciosi i manifestanti che stanno protestando dinanzi all’ambasciata della Francia, l’ex potenza colonizzatrice. Hanno già…
Si fa sempre più tesa la situazione in Niger, dove i militari hanno preso il potere a scapito di Mohamed Bazoum, in carica dal 2021 e democraticamente eletto. Stamani migliaia di manifestanti si sono ritrovati, nel centro di Niamey, la capitale, davanti all’ambasciata francese, gridando minacciosi “Viva Putin” e “Abbasso la Francia”. Intanto ad Abuja, la capitale della Nigeria, si è riunito un vertice straordinario della Ecowas, la Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale: ha approvato un pacchetto di sanzioni contro il Niger dei golpisti e lanciato un ultimatum: “Useremo la forza se entro una settimana non sarà reinsediato il presidente”. La nuova giunta militare aveva già intravisto nel summit la possibilità di “un intervento militare imminente a Niamey”.
Come constatato da un giornalista dell’Agence France Presse, sarebbero particolarmente minacciosi i manifestanti che stanno protestando dinanzi all’ambasciata della Francia, l’ex potenza colonizzatrice. Hanno già divelto la targa all’entrata con su scritto “Ambasciata di Francia” e l’hanno sostituita con bandiere del Niger e della Russia. Alcuni hanno di entrare all’interno al grido di “W Putin”, l’esercito è dovuto intervenire. Parigi era il referente di Bazoum, assieme all’Unione europea e agli Stati Uniti. Emmanuel Macron "non tollererà alcun attacco contro la Francia e i suoi interessi" in Niger e risponderà "immediatamente", ha fatto sapere l'Eliseo.
Dopo che l’anno scorso è naufragata Barkhane, l’operazione pilotata da Parigi per sostenere i Paesi del Sahel nella loro lotta alle infiltrazioni jihadiste, la Francia ha trasferito 1500 soldati dal Mali al Niger, dove si trovano anche altri 1100 americani, 300 italiani e un centinaio di tedeschi. Il Mali, assieme al Burkina Faso (e prima di loro la Repubblica centrafricana) sono entrati nell’orbita della Russia, con i mercenari di Wagner che hanno fatto da apripista. La loro prima tappa, come nel resto dell’Africa subsahariana (Niger compreso), è stata un’insidiosa campagna sui social per aizzare le popolazioni contro l’Occidente, che le sfrutterebbe e non riesce a sconfiggere i jihadisti.
Ad Abuja il vertice dell’Ecowas (ne fanno parte 16 Paesi, tra cui proprio il Niger) ha varato sanzioni contro Niamey, allineandosi di fatto con l’Occidente, che è già intervenuto fermamente a condannare il colpo di Stato e il nuovo uomo forte del paese, Abdourahamane Tiani, bloccando gli aiuti allo sviluppo a un Paese estremamente povero come Il Niger, che ne è, quindi, dipendente. Francia e Unione europea hanno congelato ieri i loro finanziamenti e gli Usa minacciano di farlo. Da sottolineare: il Ciad non fa parte dell’Ecowas, ma oggi anche il suo presidente, Mahamat Idriss Déby Itno, è stato convocato ad Abuja.
I militari avevano subito reagito all’iniziativa Ecowas: “L’obiettivo di questo incontro è approvare un piano di aggressione contro il Niger, attraverso un intervento militare imminente a Niamey, in collaborazione con l’Occidente”, aveva detto Amadou Abdramane, uno dei membri della giunta. Ora l’ultimatum. Resta da vedere come reagiranno i golpisti.