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“Russi andate a casa”, proteste al porto georgiano di Batumi contro i turisti in crociera

Foto Twitter / Helen Khoshtaria

 
Studenti e attivisti hanno accolto con cori e striscioni a sostegno dei “fratelli ucraini” i passeggeri dalla nave partita da Sochi. La manifestazione è sfociata in scontri con la polizia e nove arresti
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TBILISI - “Russi andate a casa!”. Intonano canti e slogan per i “fratelli ucraini”, e contro “l’occupante di Mosca”. Le bandiere gialle e blu si mescolano a quelle della Georgia e dell’Unione europea. Sono studenti e attivisti, sono centinaia, rumorosi e colorati, e fin dalla notte si sono radunati al porto di Batumi, la “Las Vegas” del mar Nero, per dare il benvenuto a una nave da crociera colma di turisti russi.

L’Astoria Grande, battente bandiera di Palau e gestita dalla compagnia turca Miray Cruises, è attraccata questa mattina in Georgia alle 5 ora locale, proveniente da Sochi, in Russia. Il programma prevede una sosta di due notti nella località turistica georgiana, prima di riprendere la navigazione verso Istanbul.

All’interno dell’imbarcazione, circa 800 persone, tra cui, riporta il servizio locale di Radio Free Europe/Radio Liberty, Ekho Kavkaza, anche popstar russe che si sono esibite in manifestazioni di sostegno alla guerra in Ucraina. Tra questi, Mitya Fomin, so…

TBILISI - “Russi andate a casa!”. Intonano canti e slogan per i “fratelli ucraini”, e contro “l’occupante di Mosca”. Le bandiere gialle e blu si mescolano a quelle della Georgia e dell’Unione europea. Sono studenti e attivisti, sono centinaia, rumorosi e colorati, e fin dalla notte si sono radunati al porto di Batumi, la “Las Vegas” del mar Nero, per dare il benvenuto a una nave da crociera colma di turisti russi.

L’Astoria Grande, battente bandiera di Palau e gestita dalla compagnia turca Miray Cruises, è attraccata questa mattina in Georgia alle 5 ora locale, proveniente da Sochi, in Russia. Il programma prevede una sosta di due notti nella località turistica georgiana, prima di riprendere la navigazione verso Istanbul.

All’interno dell’imbarcazione, circa 800 persone, tra cui, riporta il servizio locale di Radio Free Europe/Radio Liberty, Ekho Kavkaza, anche popstar russe che si sono esibite in manifestazioni di sostegno alla guerra in Ucraina. Tra questi, Mitya Fomin, sottoposto a sanzioni da parte di Kiev, il gruppo Te100steron, e il cantante bielorusso Dmitry Koldun.

“Giullari del Cremlino, cantate a Putin”, si legge in un cartello. Nel corso della notte, scontri con le forze dell’ordine hanno portato all’arresto di nove persone, riporta in un comunicato il ministero dell’Interno georgiano. Tra i fermati, il responsabile della sede locale del partito di opposizione Droa.

Nel corso della mattinata, i turisti sono stati scortati in città dalla polizia. I pullman su cui viaggiavano sono stati presi di mira da lanci di uova. Secondo quanto riporta l’Agenzia per i trasporti marittimi georgiana, la nave, registrata alle Seychelles, non è oggetto di sanzioni internazionali.

Già lo scorso 27 luglio, la nave aveva fatto scalo a Batumi, e a causa delle proteste era stata costretta a lasciare il porto la sera stessa. A scaldare gli animi, alcune affermazioni rilasciate dai turisti russi che, intervistati dai media georgiani su temi a dir poco caldi, hanno rivelato di sostenere le azioni compiute dalla Russia nella guerra del 2008 contro Tbilisi (“Abbiamo liberato l’Abkhazia dai georgiani”), e in generale di ragionare in modo peculiare: “Siamo tutti Unione sovietica, un solo, grande e bellissimo Paese”. La Georgia considera l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud, stati a riconoscimento limitato (da un pugno di Paesi, tra cui la Russia), come territori occupati da Mosca.

In alcuni strati del Paese è fortissima la frustrazione nei confronti del partito espressione del governo, Sogno Georgiano, per non aver imposto sanzioni bilaterali nei confronti della Russia – pur rispettando ufficialmente le sanzioni internazionali, è accusato da diversi report di chiudere entrambi gli occhi – e per non aver supportato militarmente l’Ucraina invasa.

L’empatia verso Kiev è evidente nella capitale, Tbilisi, dove ogni muro riporta scritte contro la Russia e in favore dell’Ucraina, ogni palazzo una bandiera con i colori del cielo e del grano. Tbilisi ha assunto una postura neutrale di fronte al conflitto in corso, e l’esecutivo porta avanti una narrativa secondo cui la politica equilibrata di Sogno georgiano è tesa a impedire l’apertura di un secondo fronte in Georgia, ovvero una nuova, verosimilmente disastrosa, guerra con la Russia.

Eppure, diversi analisti notano una bilancia spostata sempre più nettamente in favore di Mosca. Dopo le proteste dello scorso marzo contro la “legge sugli agenti stranieri”, revocata a furor di popolo, a maggio sono ripresi i voli diretti tra la Russia e la Georgia, sospesi dal 2019, e il Cremlino ha rimosso l'obbligo di visto per i cittadini georgiani che intendono soggiornare nella Federazione fino a novanta giorni. Quello stesso mese, il premier georgiano Irakli Garibashvili ha dichiarato al Forum sulla sicurezza globale di Bratislava che “Una delle ragioni principali [della guerra in Ucraina] è stata l’allargamento della Nato”.

La Georgia aspetta per la fine di quest’anno una decisione da parte dell’Ue sulla sua candidatura a Paese membro. Un no da parte di Bruxelles sarebbe un duro colpo per una popolazione che in larghissima maggioranza, tra l’80 e il 90 per cento, aspira a entrare nella famiglia europea.
 

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