Trump, 40 milioni di dollari in spese legali. E molti arriverebbero dai fondi della campagna elettorale
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK – Forte di sondaggi che lo danno al 52,4 per cento, Donald Trump è sul podio delle preferenze repubblicane e se si votasse ora vincerebbe senz’altro la nomination del suo partito (per quanto riguarda le elezioni è tutto da vedere).
Buona parte delle somme raccolte per finanziare la campagna però stanno finendo in quel pozzo senza fondo che sono le spese legali accumulate fin qui a causa dei tanti processi a suo carico. E non è certo finita, visto che per affrontare gli altri guai giudiziari in arrivo – come il suo coinvolgimento nella rivolta del 6 gennaio e il tentativo di alterare il risultato elettorale in Georgia - gli serviranno ancora altri soldi.
Certo, fra marzo e giugno …
NEW YORK – Forte di sondaggi che lo danno al 52,4 per cento, Donald Trump è sul podio delle preferenze repubblicane e se si votasse ora vincerebbe senz’altro la nomination del suo partito (per quanto riguarda le elezioni è tutto da vedere).
Buona parte delle somme raccolte per finanziare la campagna però stanno finendo in quel pozzo senza fondo che sono le spese legali accumulate fin qui a causa dei tanti processi a suo carico. E non è certo finita, visto che per affrontare gli altri guai giudiziari in arrivo – come il suo coinvolgimento nella rivolta del 6 gennaio e il tentativo di alterare il risultato elettorale in Georgia - gli serviranno ancora altri soldi.
Certo, fra marzo e giugno l’ex presidente in cerca di nuovo mandato ha raccolto ben 35 milioni di dollari. Ma alla sua campagna di quei soldi è arrivato ben poco: “appena” 17,7 milioni. Il resto è stato affidato al Pac Save America, il “comitato d’azione politica” guidato dallo stesso Trump per gestire i fondi raccolti fra i piccoli donatori (nel 2023 un tesoretto di circa 70 milioni di dollari) che nei soli ultimi tre mesi ha speso 40,2 milioni di dollari proprio per pagare le spese legali del tycoon.
Cifra che si somma, lo dice il Washington Post che ha fatto i conti, ai circa 16 milioni già utilizzati nei mesi precedenti, sempre allo stesso scopo: pagare i tanti avvocati impegnati nelle numerose cause che vedono The Donald protagonista. Numeri che saranno ufficializzati oggi, quando il Comitato depositerà le carte del trimestre appena trascorso alla Fec, la commissione elettorale federale che veglia sui finanziamenti. Ma che già attirano l’attenzione dei pubblici ministeri che indagano sugli affari di Trump e ora intravedono, anche in questo ultimo giro di denaro, un potenziale conflitto d’interessi.
Che le casse di Trump si stiano prosciugando lo insinua invece il New York Times: in uno scoop differente, sempre pubblicato ieri, ma legato allo stesso ambito. Secondo fonti del quotidiano della Grande Mela, Save America avrebbe infatti chiesto la restituzione di ben 60 milioni di dollari precedentemente dati a un altro gruppo che sostiene Trump. Una pretesa anomala, che indicherebbe le importanti difficoltà economiche dell’ex presidente.
Trump, apparentemente, non se ne cura: “Ogni incriminazione è per me un distintivo d’onore”, ha detto sabato durante un comizio in Pennsylvania. E per quel che riguarda la sua base, sembra essere proprio così. Ma se poi guardiamo al portafogli, le cose stanno diversamente. E i suoi colleghi di partito in gara per la nomination non stanno perdendo l’occasione di rinfacciarglielo.
Il governatore della Florida Ron DeSantis, che rispetto alle attese se la sta cavando piuttosto male, secondo nei sondaggi ma col 15,6 per cento e sotto di quasi 40 punti, ieri lo ha subito attaccato: “Ha più debiti che fondi”. E pure l’ex governatore del New Jersey (ed ex alleato), Chris Christie, anche lui in corsa per la nomination accusa: “Trump corre solo per non finire in prigione e la nuova campagna gli serve solo per finanziare le spese legali”.
Ma The Donald ostenta sicurezza: "Nei miei confronti è in atto una caccia alle streghe. Mi perseguitano, vogliono togliermi la libertà ma non ci riusciranno. Sono l'unico che può battere Biden e salvare l’America", insiste. “Biden è il più corrotto della storia, in confronto a lui Hillary Clinton sembra un angelo", ha messo in evidenza tornando a chiedere una pausa degli aiuti all'Ucraina fino a quando non si sarà fatta chiarezza sugli affari di Hunter Biden, il figlio di President Joe. Parole dure anche per il rivale della Florida. “DeSantis si è fatto male da solo, lasci la corsa” ha detto riferendosi alle difficoltà della campagna elettorale del rivale. Non basta: cattivissimo Don, ha pure definito collettivamente “pagliacci” i rivali scesi in campo contro di lui.