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Argentina, l’Intelligenza artificiale per ricostruire i volti dei desaparecidos

Foto: IAbuelas, Santiago Barros

 
L’idea di Santiago Barros è quella di ricostruire con l’IA i volti dei bambini scomparsi durante la dittatura argentina. Scopo del progetto, IAbuelas, è quello di non dimenticare l’orrore di quegli anni
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LIMA - Santiago Barros oggi ha 46 anni, è un art director, è sposato, ha dei figli, un lavoro. Ma ha anche una sensibilità che lo rincorre su un tema che continua ad avere un peso tra la maggioranza degli argentini. Non vuole dimenticare quello che è accaduto tra il 1976 e il 1983 quando i militari fecero un golpe silenzioso che portò al genocidio più devastante del secolo scorso. Trentamila persone, donne e uomini, in maggioranza giovani, furono rapite per strada, in casa, al lavoro, all’università e fatte sparire.

Molti erano sposati, avevano dei bambini di pochi mesi, alcune erano incinta. Nel buco nero dei “desaparecidos”, scomparsi, come li definivano i militari ai familiari che chiedevano angosciati che fine avessero fatto, quasi avessero preso il largo per paura dimostrando così di essere dei pericolosi terroristi, ci finirono anche i bambini.

Foto: IAbuelas, Santiago Barros

 
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LIMA - Santiago Barros oggi ha 46 anni, è un art director, è sposato, ha dei figli, un lavoro. Ma ha anche una sensibilità che lo rincorre su un tema che continua ad avere un peso tra la maggioranza degli argentini. Non vuole dimenticare quello che è accaduto tra il 1976 e il 1983 quando i militari fecero un golpe silenzioso che portò al genocidio più devastante del secolo scorso. Trentamila persone, donne e uomini, in maggioranza giovani, furono rapite per strada, in casa, al lavoro, all’università e fatte sparire.

Molti erano sposati, avevano dei bambini di pochi mesi, alcune erano incinta. Nel buco nero dei “desaparecidos”, scomparsi, come li definivano i militari ai familiari che chiedevano angosciati che fine avessero fatto, quasi avessero preso il largo per paura dimostrando così di essere dei pericolosi terroristi, ci finirono anche i bambini.

Foto: IAbuelas, Santiago Barros

 

La maggioranza è stata sottratta ai loro genitori e data in affidamento agli stessi sgherri che torturavano e poi uccidevano le loro vittime. Alcuni sono stati fatti fuori. Barros ha pensato che oggi avrebbero la sua stessa età. E per cercare di ricostruire le loro fisionomie è ricorso all’Intelligenza artificiale.

Ha raccolto le foto di 50 bambini conservate dalle nonne e attraverso l’applicazione Midjourney ha disegnato il loro profilo da adulti. In alcuni casi è ricorso alle immagini dei genitori e da queste, tramite i suggerimenti forniti dall’algoritmo, ha selezionato quelle che rendevano meglio i tratti somatici dei genitori.

Foto: IAbuelas, Santiago Barros

 

L’idea è diventata un progetto che Santiago ha messo su Instagram con il nome di IAbuelas, un omaggio alle madri, oggi nonne, di Plaza de Mayo, le prime che iniziarono a ribellarsi alla giunta militare del generale Jorge Videla pretendendo di sapere dove fossero finiti i loro figli e nipoti. Ha avuto enorme successo tanto che oggi l’account raccoglie 10 mila follower e si è imposto su tutti i media come nuova tappa della campagna per individuare i resti, o i sopravvissuti, di tutte le 30 mila vittime.

Ovviamente non ha nulla di scientifico. Lo ricorda lo stesso Santigo Barros. “L’Intelligenza Artificiale”, dice a El Pais, “non può generare i volti con parametri scientifici. Questo non è uno strumento di ricerca per le nonne; è solo un esercizio di memori e di denuncia”. L’art director ammette che ci possono essere margini di errore. L’applicazione agisce sola: basa il suo lavoro sui dati che le vengono forniti. Li sceglie, li elabora, li trasforma nel prodotto finito. Ma vedere le foto in bianco e nero di quei bambini e poi le loro immagini di come sarebbero oggi, da grandi, emoziona, sollecita la fantasia, rafforza la memoria.

Foto: IAbuelas, Santiago Barros

 

“Il mio scopo è non far dimenticare quello che è accaduto ed evitare che accada di nuovo”, spiega ancora Barros. “IAbuelas è uno strumento ludico, non ha le pretese di far ritrovare i nipoti smarriti in quell’inferno”, aggiunge. “La ricerca vera, scientifica, è ancora quella delle nonne di Plaza de Mayo”. Una ricerca basata su indizi, voci, indicazioni e poi verificata con il Dna. Se combacia c’è la conferma. Da quasi mezzo secolo procede in questo modo.

La settimana scorsa quel gruppo coraggioso di donne indomite e testarde ha festeggiato il ritorno del 133° nipote. Ha 46 anni, come Santiago Barros, e ha potuto riabbracciare suo padre.

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