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Trump può candidarsi? Quali sono i capi d’accusa? Tutto quello che c’è da sapere sull’incriminazione dell’ex presidente Usa

Trump può correre per la Casa Bianca, e perfino essere eletto, nonostante i quattro capi d’accusa
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LONDRA - Donald Trump può candidarsi alla Casa Bianca, e perfino essere eletto presidente, anche dopo l'incriminazione per cospirazione al fine di sovvertire il risultato delle presidenziali 2020. È quanto affermano giuristi ed esperti di diritto negli Stati Uniti, sulla base delle leggi americane e dei precedenti storici. Ecco una scheda per capire la paradossale situazione che si è creata negli Stati Uniti.

Per cosa è stato incriminato Trump?

Per quattro capi di imputazione, tra cui complotto per frode contro l'America, cospirazione contro i diritti dei cittadini americani, tentativo di influenzare un testimone. Altri sei complici, per ora non nominati, sono stati incriminati insieme all'ex-presidente degli Stati Uniti.

In pratica è accusato di un complotto per rovesciare il risultato delle elezioni 2020, secondo lui falsificato, in realtà largamente vinte dal democratico Joe Biden, un complotto culminato nell'assalto dei suoi sostenitori al Congresso di Washington, il 6 gennaio …

LONDRA - Donald Trump può candidarsi alla Casa Bianca, e perfino essere eletto presidente, anche dopo l'incriminazione per cospirazione al fine di sovvertire il risultato delle presidenziali 2020. È quanto affermano giuristi ed esperti di diritto negli Stati Uniti, sulla base delle leggi americane e dei precedenti storici. Ecco una scheda per capire la paradossale situazione che si è creata negli Stati Uniti.

Per cosa è stato incriminato Trump?

Per quattro capi di imputazione, tra cui complotto per frode contro l'America, cospirazione contro i diritti dei cittadini americani, tentativo di influenzare un testimone. Altri sei complici, per ora non nominati, sono stati incriminati insieme all'ex-presidente degli Stati Uniti.

In pratica è accusato di un complotto per rovesciare il risultato delle elezioni 2020, secondo lui falsificato, in realtà largamente vinte dal democratico Joe Biden, un complotto culminato nell'assalto dei suoi sostenitori al Congresso di Washington, il 6 gennaio 2021, nel giorno in cui il parlamento Usa doveva certificare il risultato delle elezioni. Se venisse condannato, e la condanna fosse confermata in un eventuale giudizio di appello, Trump riceverebbe una sentenza a molti anni di carcere.

È l'unica incriminazione nei suoi confronti?

No, ce ne sono già altre due, una per falsificazione dei conti dei fondi elettorali per dare una bustarella a una porno star con cui Trump aveva avuto una relazione e per farla tacere in piena campagna elettorale; un'altra per avere illegalmente portato documenti segreti via dalla Casa Bianca e averli tenuti nella sua residenza in Florida.

In totale al momento le incriminazioni sono tre. Una quarta è probabile entro breve nello stato di Georgia per pressioni su funzionari elettorali locali, sempre con l'obiettivo di capovolgere il risultato delle presidenziali a proprio favore.

Quando si terranno questi processi?

Il primo, quello per la tangente alla porno star, dovrebbe iniziare nel marzo 2024, ovvero nel pieno delle primarie per decidere il candidato repubblicano che sfiderà Biden per la Casa Bianca.

Come si dichiara Trump rispetto a tutte queste imputazioni?

Completamente innocente, sostenendo che sono il frutto di una "caccia alle streghe" ordita dal partito democratico e paragonandola ai processi in Unione Sovietica e in altri sistemi totalitari.

Negli Stati Uniti una persona incriminata può candidarsi alla presidenza?

Sì. La Costituzione americana pone soltanto tre condizioni per la candidatura alla Casa Bianca: avere più di 35 anni, essere nati negli Stati Uniti e averci vissuto per almeno 14 anni.

Una quarta condizione è che non si può essere eletti per più di due volte, ma Trump è stato eletto una volta sola, nel 2016 quando sconfisse Hillary Clinton (in virtù degli Stati conquistati, pur ottenendo 3 milioni di voti in meno), dunque può ricandidarsi.

Un condannato può votare?

No. Un cittadino condannato a una pena carceraria in via definitiva perde il diritto di voto. Ma non perde il diritto di essere eletto.

È mai accaduto qualcosa del genere nella storia americana?

Sì. Nel 1920 Eugene Debs si candidò alla Casa Bianca dal carcere come candidato del partito socialista americano e ottenne il 3 per cento dei voti. Ci sono stati alcuni casi analoghi di detenuti candidati a incarichi minori.

Cosa potrebbe fermare Trump?

Soltanto un impeachment da parte del Senato americano, che tuttavia lo ha assolto finora due volte, dall'accusa di abuso di potere e da quella di incitamento all'insurrezione.

Esiste anche il 14esimo emendamento della Costituzione, che vieta a chiunque sia coinvolto in una insurrezione contro gli Stati Uniti di essere eletto "senza l'approvazione di due terzi dei membri del Senato".

Che effetto avrà tutto questo sulle elezioni?

Ecco il grande dubbio. Da un lato potrebbe favorire Trump, facendolo apparire una vittima di una macchinazione giudiziaria per impedirgli di vincere. Dall'altro è possibile che, di fronte ad accuse così gravi, una parte dell'elettorato repubblicano lo abbandoni. Dipende anche da come si comporteranno i suoi avversari nelle primarie repubblicane: se e come useranno le incriminazioni per attaccarlo.

Nei sondaggi sulle primarie Trump mantiene per ora un vantaggio schiacciante sul suo più diretto avversario: 37 punti percentuali sul governatore della Florida Ron De Santis. In un duello finale per la Casa Bianca, l'ultimo sondaggio del New York Times da' Biden in vantaggio. Ma di poco.

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