Coober Pedy, la città australiana dove per sopravvivere al caldo la popolazione ha deciso di vivere sottoterra
di Veronica StiglianiCoober Pedy
Ci sono 52 gradi a Coober Pedy, ma non è un problema. Quando si raggiunge la cittadina australiana, distante 850 chilometri da Adelaide, si ha l’impressione di essere arrivati in una città fantasma. Situata in una zona desertica, non c’è traccia dei suoi 1.600 abitanti.
Solo inoltrandosi nel paese, tipicamente impolverato di sabbia rosa, si notano enigmatici cumuli di sabbia e qualche tubo bianco che spunta dal terreno. In una città dove fa talmente caldo che gli uccelli cadono dal cielo e i telefonini vengono riposti in frigorifero, la popolazione ha deciso di vivere sottoterra.
Abitare in superficie, infatti, significa dover sopportare giornate soffocanti in estate e gelide in inverno, quando durante la notte le temperature scendono a 2 gradi. Le case sotterranee, invece, mantengono una temperatura costante tutto l’anno, intorno ai 13 gradi. Una buona soluzione per calmierare gli effetti del riscaldamento climatico, al punto che qualcuno si domanda se non sia pos…
Ci sono 52 gradi a Coober Pedy, ma non è un problema. Quando si raggiunge la cittadina australiana, distante 850 chilometri da Adelaide, si ha l’impressione di essere arrivati in una città fantasma. Situata in una zona desertica, non c’è traccia dei suoi 1.600 abitanti.
Solo inoltrandosi nel paese, tipicamente impolverato di sabbia rosa, si notano enigmatici cumuli di sabbia e qualche tubo bianco che spunta dal terreno. In una città dove fa talmente caldo che gli uccelli cadono dal cielo e i telefonini vengono riposti in frigorifero, la popolazione ha deciso di vivere sottoterra.
Abitare in superficie, infatti, significa dover sopportare giornate soffocanti in estate e gelide in inverno, quando durante la notte le temperature scendono a 2 gradi. Le case sotterranee, invece, mantengono una temperatura costante tutto l’anno, intorno ai 13 gradi. Una buona soluzione per calmierare gli effetti del riscaldamento climatico, al punto che qualcuno si domanda se non sia possibile ricorrere a questo peculiare tipo di costruzioni abitative anche altrove.
Le altre città sotterranee
Coober Pedy non è l’unico caso di città che si sviluppa sotto il suolo. Al contrario, la pratica di rifugiarsi sottoterra è molto antica: il ritrovamento di utensili appartenenti agli antenati dell’uomo in una grotta in Sudafrica, ad esempio, ha fatto capire che l’uomo abitava in cunicoli sotterranei già due milioni di anni fa.
In Turchia la città sommersa di Derinkuyu, scoperta per caso nel 1963, servì per millenni da rifugio in caso di invasione. Costruita intorno all'VIII secolo a.C., poteva ospitare fino a 20mila persone. Anche le gallerie della Cappadocia, come quelle di Coober Pedy, avevano (e mantengono) il pregio di essere molto fresche rispetto all’esterno. Tanto che oggi vengono utilizzate come dispense per conservare il cibo: migliaia di tonnellate di patate, limoni e cavoli sono riposte nei cunicoli turchi, colmi al punto che si pensa di costruirne di nuovi appositamente con questo scopo.
Per affrontare l’ondata di caldo di quest’estate, invece, la città cinese di Chongquing ha optato per l’apertura di rifugi antiaerei della Seconda guerra mondiale. Messi a disposizione per trovare sollievo durante i dieci giorni in cui il termometro ha segnato oltre i 35 gradi.
Vivere sottoterra
Uno dei principali problemi della vita sottoterra è rappresentata dalla possibile presenza di muffa nera, dovuta all’umidità delle caverne, costruite vicino alle falde acquifere e poco ventilate.
D’altra parte, il fresco non è l’unico vantaggio del mondo sommerso. Non aver bisogno di accendere l’aria condizionata quando ci sono 50 gradi, ad esempio, fa risparmiare ai residenti moltissimi soldi ogni anno. Inoltre, le case sotterranee costano molto meno rispetto a quelle in superficie: circa 26mila dollari contro 450mila per un appartamento ad Adelaide.
Scegliere di abitare i cunicoli vuol dire anche liberarsi dagli insetti, che non si addentrano nel buio e freddo mondo sotto la superficie. Ai più fortunati, poi, le grotte di Coober Pedy possono offrire anche un’altra interessante opportunità: l’area è famosa per l’estrazione di opale, per cui non è così raro trovare preziose gemme incastonate nei muri di casa.
Ultimo ma non ultimo, se gli inquilini delle grotte dovessero aver bisogno di più spazio non dovrebbero fare altro che armarsi di piccone e cominciare a scavare nella roccia. Ma con il rischio annesso di ritrovarsi nella casa del vicino.
Il segreto di Coober Pedy sta proprio nella morbidezza della sua roccia, friabile ma resistente. Ecco perché l’idea di riprodurre la cittadina anche in altri luoghi del pianeta per sopportare le alte temperature è poco verosimile, anche se non da escludere. Bisognerebbe solo trovare un territorio con caratteristiche simili a quelle del sud dell’Australia.