Regno Unito, a York torna un rabbino residente 800 anni dopo il pogrom degli ebrei: “Una sfida e un onore”
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraReuters
LONDRA - È una storia di brutale, sanguinario e cieco antisemitismo. Ma anche di rinascita e di speranza. Perché la città inglese di York ha finalmente un rabbino residente, anzi una rabbina donna, oltre otto secoli dopo il drammatico pogrom contro gli ebrei dell’epoca e la loro susseguente cacciata dal Paese.
Si chiama Elisheva Salamo, californiana, ed è arrivata nel nord-est dell'Inghilterra questa settimana per assumere le sue nuove funzioni: “Sono molto emozionata. Provare a rigenerare una delle comunità ebraiche un tempo più vibranti è per me una grande sfida, e soprattutto un onore”.
La nomina di Salamo non è ordinaria. Perché York, bellissima città del nord inglese della celebre cattedrale e circondata da straordinarie mura romane, è anche stata il luogo di una delle atrocità più gravi contro gli ebrei, all’inizio del secondo millennio. Come ricorda il Guardian, nel marzo 1190 circa 150 ebrei si barricarono proprio dietro le mura di York per cercare rifugio nel castel…
LONDRA - È una storia di brutale, sanguinario e cieco antisemitismo. Ma anche di rinascita e di speranza. Perché la città inglese di York ha finalmente un rabbino residente, anzi una rabbina donna, oltre otto secoli dopo il drammatico pogrom contro gli ebrei dell’epoca e la loro susseguente cacciata dal Paese.
Si chiama Elisheva Salamo, californiana, ed è arrivata nel nord-est dell'Inghilterra questa settimana per assumere le sue nuove funzioni: “Sono molto emozionata. Provare a rigenerare una delle comunità ebraiche un tempo più vibranti è per me una grande sfida, e soprattutto un onore”.
La nomina di Salamo non è ordinaria. Perché York, bellissima città del nord inglese della celebre cattedrale e circondata da straordinarie mura romane, è anche stata il luogo di una delle atrocità più gravi contro gli ebrei, all’inizio del secondo millennio. Come ricorda il Guardian, nel marzo 1190 circa 150 ebrei si barricarono proprio dietro le mura di York per cercare rifugio nel castello, oggi Clifford's Tower.
Fuori, infatti, si erano scatenate ronde e attacchi antisemiti, che si moltiplicarono e aggravarono con la salita al potere di Riccardo I nel 1189. Il quale, per finanziare le crociate, indicò come capri espiatori gli ebrei, arrivati in Inghilterra dopo la conquista normanna nel 1066 di Guglielmo il Conquistatore e che "prestavano denaro”, a differenza dei cristiani cui era vietato.
Nel marzo 1190 a York si scatenò così una furiosa e tragica caccia all’ebreo. Ai 150 fedeli assediati venne intimato di battezzarsi e rinunciare alla propria fede, per salvarsi. La stragrande maggioranza degli ebrei, invece, preferì il suicidio o uccidersi a vicenda. Come in un altro tragico e famigerato assedio, quello di Masada nel 73 da parte dei romani a conclusione della “Prima guerra giudaica", che vide un suicidio di massa degli ebrei.
Ma a York pure i pochissimi che scelsero di convertirsi vennero comunque linciati dalla folla, che poi chiese a gran voce di "cancellare tutti i debiti" che avevano nei confronti delle vittime. Nessuno sopravvisse alla persecuzione, in quello che fu uno degli attacchi antisemiti più gravi dell'epoca, tanto da essere ricordato da ogni ebreo durante il giorno di lutto e digiuno Tisha b’Av (“nove del mese di Av”). Di lì a poco, nel 1290, Edoardo I espulse tutti gli ebrei dall’Inghilterra. Un editto che venne revocato soltanto da Oliver Cromwell, nel 1657.
Tuttavia, da una decina di anni, e dopo quasi un millennio, la comunità ebraica di York si è pian piano rigenerata. Formatasi nel 2014, oggi conta qualche decina di fedeli ed è una delle più inclusive, aperte e liberali, che accoglie anche coloro semplicemente “interessati all’ebraismo”.
L’americana e prima rabbina Salamo, i cui primi appuntamenti per lei e la comunità saranno le celebrazioni di Rosh Hashana (anno nuovo) e Yom Kippur, ne sembra essere la leader ideale, avendo già predicato in Svizzera, Sudafrica e appunto Stati Uniti.
“Quella tragedia avvenuta a York non verrà mai dimenticata. Ma dobbiamo imparare le lezioni del passato per costruire il futuro”, ha detto al Guardian.