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Scappa con 30 milioni raccolti dai fedeli per diffondere la Bibbia: il missionario Shenk ricercato dall’Fbi

Dal 2010 prometteva di evangelizzare la Cina portando il testo religioso e di aiutare i bisognosi colpiti dai disastri naturali, fino a quando è scomparso con i soldi
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NEW YORK - Il devoto missionario Jason Gerald Shenk prometteva di diffondere in Cina il cristianesimo, portando la Bibbia e testi di letteratura religiosa. Per gli evangelici e gli amish era un santo, diventato una star del buon cuore a cui affidare più di trenta milioni di dollari, perché portasse a termine la sua coraggiosa missione.

Ma alla fine Shenk, 45 anni, di Dublin, Georgia, è riuscito in una impresa ancora più avventurosa, seppure meno evangelica: vivere da dio, tra alberghi di lusso, acquisto di case, investimenti azionari e scommesse online. Adesso l’Fbi ha messo una taglia sul suo conto, e lo sta cercando in tutto il mondo.

Shenk, 45 anni, in questo momento potrebbe trovarsi a Los Angeles o a Honolulu, a Shangai o in Cile, posti che ha frequentato, vissuto e sfruttato. La materia prima non gli mancava. Negli anni la sua raccolta fondi nelle comunità religiose in Ohio, North Carolina, Pennsylvania e Ontario, Canada, gli ha portato nelle casse trentatré milioni di dollari.

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NEW YORK - Il devoto missionario Jason Gerald Shenk prometteva di diffondere in Cina il cristianesimo, portando la Bibbia e testi di letteratura religiosa. Per gli evangelici e gli amish era un santo, diventato una star del buon cuore a cui affidare più di trenta milioni di dollari, perché portasse a termine la sua coraggiosa missione.

Ma alla fine Shenk, 45 anni, di Dublin, Georgia, è riuscito in una impresa ancora più avventurosa, seppure meno evangelica: vivere da dio, tra alberghi di lusso, acquisto di case, investimenti azionari e scommesse online. Adesso l’Fbi ha messo una taglia sul suo conto, e lo sta cercando in tutto il mondo.

Shenk, 45 anni, in questo momento potrebbe trovarsi a Los Angeles o a Honolulu, a Shangai o in Cile, posti che ha frequentato, vissuto e sfruttato. La materia prima non gli mancava. Negli anni la sua raccolta fondi nelle comunità religiose in Ohio, North Carolina, Pennsylvania e Ontario, Canada, gli ha portato nelle casse trentatré milioni di dollari.

Shenk prometteva di usare i soldi per aiutare i poveri colpiti dai disastri naturali, assistere le vittime di traffico di esseri umani e diffondere bibbie in Cina. La truffa on the road è andata avanti per quasi una decina d’anni: è cominciata nell’aprile del 2010 e si è protratta fino al luglio 2019. Da quel momento Shenk si è dissolto.

Dei soldi raccolti, secondo l’Fbi, il finto missionario ne ha spesi un milione in diamanti e metalli preziosi, sette nella sua azienda di famiglia, 320 mila nell’acquisto di una casa a Santiago, in Cile, 4 milioni investiti in sedici polizze sulla vita, 850 mila in titoli di una compagnia nucleare americana, 820 mila in pagamenti con carta di credito e un milione depositato in un sito specializzato in scommesse online, poi chiuso per frode.

Per alimentare le donazioni Shenk pompava dati falsi sull’andamento della distribuzione di bibbie. Nel frattempo aveva rinunciato alla cittadinanza americana per evitare di dover rispondere agli obblighi finanziari previsti dalla legge federale. I soldi sono confluiti in conti aperti a Singapore, Hong Kong, negli Stati Uniti, e registrati sotto società di comodo delle Isole Vergini, Marshall e Samoa.

Il modo spavaldo con cui ha raggirato le persone ricorda il Moses di Paper Moon, il film del 1973 di Peter Bogdanovich in cui un truffatore piazzava bibbie alle vedove, con inciso il nome dei mariti appena defunti, dicendo che erano state ordinate prima che i loro cari morissero.

Adesso per il Moses dei tempi moderni è arrivato il conto della giustizia, ammesso che il finto evangelizzatore venga rintracciato. “Potrebbe essere ovunque - ha ammesso il procuratore federale del distretto sud della Georgia, Barry Paschal - ma noi potremmo anche sapere dove si trova. In questo momento non ci sentiamo di dirlo, ma potremmo saperlo”.

Sul conto di Shenk pende una lista di reati lunga come i titoli di coda di un film: va da quattro capi d’accusa per frode bancaria a tre per riciclaggio di denaro a livello internazionale, e poi tredici per occultamento di denaro, ventuno riguardanti transazioni del valore superiore a diecimila dollari e uno per la mancata comunicazione bancaria su conto estero.

Se arrestato e condannato, rischia fino a vent’anni di prigione, oltre a dover restituire beni per decine di milioni. Al momento, non risulta essere assistito da un avvocato. Nel caso, potrebbe essere la corte a dargliene uno, anche se con tutto quello che ha incassato in questi anni Shenk potrebbe permettersi un principe del foro.

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