Francia, segregata in casa dal 2011: la denuncia di una donna e i dubbi della polizia. Fermato il marito
a cura della redazione EsteriL'ìappartamento di Forbach dove è stata ritrovata la donna
(afp)Una camera da letto chiusa con le sbarre alle finestre e alle porte – apparentemente per non fare fuggire i nove gatti - e all'interno un tavolo per le torture, è qui che la polizia ha trovato una donna tedesca di 53 anni che ha denunciato di essere rimasta segregata nell’appartamento di Forbach, dipartimento francese di Mosella, dal 2011. O almeno così si pensava dopo le prime rivelazioni delle fonti della polizia alla stampa francese.
Gli agenti, che sono intervenuti dopo aver ricevuto una telefonata di aiuto da parte della donna, hanno arrestato il marito, un uomo di 55 anni di nazionalità tedesca, preso in custodia dalla polizia di Metz.
Una storia, sulla quale gli inquirenti stanno ancora indagando, che ha sconvolto la tranquilla cittadina al confine con la Germania e che a molti ha subito ricordato la vicenda di Natasha Kampush, rapita quando aveva 10 anni nel 1998 in Austria e fuggita dal suo aguzzino nel 2006.
Intanto però i primi elementi em…
Una camera da letto chiusa con le sbarre alle finestre e alle porte – apparentemente per non fare fuggire i nove gatti - e all'interno un tavolo per le torture, è qui che la polizia ha trovato una donna tedesca di 53 anni che ha denunciato di essere rimasta segregata nell’appartamento di Forbach, dipartimento francese di Mosella, dal 2011. O almeno così si pensava dopo le prime rivelazioni delle fonti della polizia alla stampa francese.
Gli agenti, che sono intervenuti dopo aver ricevuto una telefonata di aiuto da parte della donna, hanno arrestato il marito, un uomo di 55 anni di nazionalità tedesca, preso in custodia dalla polizia di Metz.
Una storia, sulla quale gli inquirenti stanno ancora indagando, che ha sconvolto la tranquilla cittadina al confine con la Germania e che a molti ha subito ricordato la vicenda di Natasha Kampush, rapita quando aveva 10 anni nel 1998 in Austria e fuggita dal suo aguzzino nel 2006.
Intanto però i primi elementi emersi dall’indagine evidenzierebbero alcune incoerenze nella testimonianza della donna al punto da far sospettare l’autenticità della sua versione. Il procuratore Olivier Glady ha comunque confermato il fermo dell’uomo per altre 24 ore.
Al momento dell’irruzione nella casa, al secondo piano di un quartiere centrale, la moglie si trovava nuda, con la testa rasata, segni di malnutrizione e di quelle che inizialmente sembravano percosse sul corpo. Si è parlato subito di varie fratture alle gambe e alle dita che, secondo i primi accertamenti, potevano essere conseguenze delle torture ricevute.
Immediato il ricovero in ospedale che però, secondo quanto riportato da Glady in una conferenza stampa, non avrebbe confermato "fratture" o "contusioni evidenti" o "piaghe da decubito". Le analisi del sangue e delle urine non hanno rivelato alcuno "stato significativo di disidratazione", ha aggiunto, menzionando il cancro di cui la cinquantenne potrebbe essere affetta, citato da diversi membri del vicinato. Lo scenario “si sta spostando verso una condizione insoddisfacente della gestione di una malattia", ha aggiunto Glady, sottolineando le "incongruenze" nelle dichiarazioni della donna agli inquirenti.
Secondo il quotidiano locale Le Républicain Lorrain gli agenti hanno fatto irruzione nella casa dopo aver ricevuto una segnalazione da un’associazione tedesca a difesa delle donne che era stata contattata dalla donna nella tarda serata di domenica "dall'appartamento in cui il marito la teneva in condizioni disumane". BfmTv riporta che un'inchiesta è stata aperta "per sequestro di persona, stupro aggravato e atti di tortura ".
Per radio Rmc nella casa sarebbe anche stato scoperto un "taccuino" in cui l'uomo "avrebbe annotato ciò che le faceva e le volte in cui aveva dato da mangiare alla vittima". Elemento che, come la presenza del tavolo per le torture, non sarebbe però stati confermati dalla versione della polizia.
Gli agenti erano già intervenuti nella casa della coppia nel 2019 su segnalazione di una vicina di casa che temeva per la salute della donna ma la coppia aveva affermato di non aver nessun problema. Una vicina, contattata dall’agenzia Afp, ha dichiarato di non aver mai visto la donna in sei anni. “Il proprietario del mio appartamento mi ha detto che la signora aveva un tumore, era stato il marito a farlo sapere a tutto il condominio – ha spiegato – Per questa ragione, quando ogni tanto sentivo delle urla, pensavo che fossero grida di dolore”.
Un’altra vicina ha raccontato di aver visto la donna l’ultima volta circa dieci anni fa e di aver pensato che nel frattempo fosse morta o avesse lasciato il marito.